La commissione di massimo scoperto sotto i riflettori
Finalmente è finita sotto i riflettori la commissione di massimo scoperto.
Un vecchio balzello, di cui beneficiano le banche rendendo oneroso l’utilizzo del credito anche senza avere demeriti particolari. Che valuta come rischioso – prendendosi pertanto un premio - un normale rapporto quotidiano di debito-credito delle persone. A favore di Banca Etica il merito invece di non averla mai applicata. Oggi questi umori nelle piazze finanziarie ci legittimano non come la banca buona ma piuttosto come la banca al servizio dell’economia reale, che sta sul mercato per svolgere la sua naturale funzione di leva economica per un sano sviluppo. Si fa presto a relegare le best practices come posizioni prossime alla beneficenza e quindi incapaci di essere progetto imprenditoriale credibile e sostenibile; noi lo sappiamo bene, perché da anni operiamo su un mercato che ci tollera, perché siamo piccoli e poco visibili. Eppur si muove …
Speriamo che sia decretata davvero la fine della commissione di massimo scoperto così come il collocamento di prodotti poco trasparenti ad opera delle banche stesse che, messe allo stretto, rinuncino a costi iniqui e a facili quanto ingiustificati profitti a carico dei clienti. Noi non siamo per la normalizzazione del mercato ma per la responsabilità dei soggetti che in esso operano: oggi c’è infatti una grande richiesta di moralità, anche e non solo, in ambito bancario. Che questa fase non sia gestita nel segno della straordinarietà è il nostro auspicio, che diventi invece occasione per recuperare fiducia al sistema e credito da una clientela strapazzata, tirata per i capelli, abusata in anni di mercato selvaggio e di irresponsabilità di scelte che ci traghettano verso il futuro. Questa scarsa lungimiranza caratterizza molti ambiti e luoghi della vita pubblica: dalla politica all’economia, gli esempi si sprecano e non fanno certo ben sperare. I cittadini attendono segnali forti per ricompattare una società che subisce una lotta tra poteri distante dalla società civile.
Fabio Salviato
Presidente di Banca Popolare Etica
Commento pubblicato il 18 luglio su Vita.