Con l’ultimo piano di salvataggio di Citigroup, l’iniezione di liquidità operata all'interno del sistema finanziario Usa da parte del Governo è arrivata a più di 7.400 miliardi di dollari al fine di tamponare la crisi del credito. La cifra corrisponde alla metà del valore di tutti i beni e servizi americani relativi allo scorso anno. Nell'ammontare senza precedenti sono inclusi i 2.800 miliardi di dollari di cui hanno già usufruito le istituzioni finanziarie in generale: un valore decisamente più alto dei 700 miliardi di dollari del maxi piano di salvataggio varato dal governo Usa a cui si fa sempre riferimento. E' necessario ricordare infatti che la Fed ha iniziato a tendere la propria mano a favore dell'intero sistema finanziario nel dicembre del 2007, mettendo all'asta prestiti a breve termine; successivamente, a seguito del collasso di Bear Stearns avvenuto a marzo, la banca centrale ha iniziato a effettuare anche prestiti diretti alle banche di investimento allo stesso tasso a cui ha erogato i fondi alle banche commerciali. Della liquidità totale a cui il governo Usa si è impegnato, pari per l'appunto a 7.800 miliardi di dollari, la Fed ha contribuito con un 60%, per un valore di 4.400 miliardi di dollari. Non bisogna dimenticare inoltre il piano, sempre della Fed, volto all'acquisto di obbligazioni a breve termine ovvero di commercial paper per un valore complessivo di 2.400 miliardi di dollari, e il programma di garanzie dell'FDIC, l'agenzia Usa che garantisce i depositi tra banche, per 1.400 miliardi di dollari. Complessivamente il sistema pubblico a livello mondiale ha quindi messo a disposizione del sistema finanziario oltre 10000 miliardi di dollari, 10 trilioni di dollari pari ad un quinto del Pil di tutto il mondo. Per raggiungere solo il primo obiettivo del Millenium Goal delle Nazioni Unite, far uscire dalla povertà assoluta un miliardo di persone che vive con meno di un dollaro al giorno, erano necessari solo 30 miliardi di dollari. Dopo questa enorme iniezione di danaro dei contribuenti per il salvataggio del sistema la domanda è come rilanciare il sistema economico. Le scelte possono essere radicalmente diverse come dimostrano le indicazioni che arrivano dall’Unione Europea (investimenti in conoscenza, formazione, innovazione tecnologica, risorse rinnovabili, tecnologie per l’ambiente) oppure dall’Italia (grandi opere, taglio alla fiscalità prevalentemente per le imprese). Le esperienze tedesca e francese dimostrano che è possibile produrre “nuove economie” sullo sviluppo delle rinnovabili (286 mila posti di lavoro, 7 centri di ricerca e 14 miliardi di esportazioni per la Germania in soli otto anni) o del risparmio energetico (4 miliardi di euro in quattro anni per ristrutturare 800000 abitazioni popolari).
Andrea di Stefano
Direttore rivista "Valori - mensile di finanza etica, economia sociale e sostenibilità"