Padre Alex Zanotelli. Missionario, una vita dedicata a battersi per la pace, la giustizia e la solidarietà dall’Africa ai quartieri più degradati di Napoli è stato uno dei principali sostenitori della nascita di Banca Popolare Etica, 10 anni fa.
Padre Alex, come mai ha messo tanto impegno a favore della nascita di Banca Etica?
Fino al '700 la Chiesa scomunicava chi prestava denaro con un tasso di interesse perché lo giudicava non etico. Da allora però essa ha fatto pochissimi sforzi per portare un po' di etica nella finanza. Come uomo di fede ho immediatamente abbracciato e sostenuto l'idea di far nascere in Italia una banca etica che potesse essere un primo passo, un primo tentativo per portare un po' di etica nella finanza. Quando l'Associazione verso la Banca Etica stava muovendo i primi passi io trascorsi in Italia qualche mese (all'epoca vivevo e lavoravo in una baraccopoli di Nairobi, Korogocho) e dedicai gran parte di questa mia permanenza a parlare di Banca Etica e stimolare le persone ad aderire a questo progetto.
In 10 anni che risultati si sono raggiunti?
In questi 10 anni il concetto che ci debbano essere dei valori etici a ispirare e regolare l'azione di chi opera sui mercati finanziari si è fatta strada e si è radicata nella società civile. Ma la Chiesa su questo fronte è ancora molto in ritardo. Eppure dovremmo riflettere sul fatto che oltre l'80% del mondo ricco si professa cristiano. Sta dunque ai cristiani il compito di fare uno sforzo nella direzione dell'etica in finanza. Se queste riflessioni fossero state portate avanti in modo concreto non saremmo arrivati alla gravissima crisi economica che affrontiamo oggi.
Il Vaticano e le gerarchie ecclesiastiche però ultimamente stanno lanciando ripetuti appelli all'etica per chi opera sui mercati.
Sono stati emanati dei buoni documenti su questo tema, ma ancora non si entra nelle scelte concrete delle organizzazioni cattoliche.
Banca Etica ha vinto la scommessa lanciata 10 anni fa?
Il fatto che Banca Etica oggi esista davvero e sia cresciuta è un successo di per se. Una banca di questo genere, con la sua esistenza, ricorda a tutti che se non mettiamo un po' di etica nelle transazioni economiche finiremo sempre più in basso. Sempre più cittadini sentono l'obbligo morale di sapere come i loro soldi vengono utilizzati dalla banca a cui li affidano. E c'è anche un effetto “contagio” moltissime altre banche stanno aprendo dei così detti “conti etici” (anche se poi le stesse istituzioni trattano con chi vende e produce armi...). Complice anche la crisi economica si inizia a capire che è la politica che deve governare la finanza orientandola a certi valori. Fino a oggi invece il profitto è stata l'unica regola che ha tenuto in pugno anche la politica.
Insomma, un bilancio tutto positivo? Su che fronte si potrebbe fare di più?
Ora che si è consolidata Banca Etica dovrebbe dare un'ulteriore svolta nel senso di una vera eticità del suo operato. Se possibile sganciarci dai vincoli delle istituzioni di vigilanza. In qualche modo dovremmo recuperare lo spirito originario delle MAG (mutue per l'autogestione). Il Comitato Etico dovrebbe essere molto più intransigente nel giudicare alcune scelte della banca. Mi piacerebbe inoltre che Banca Etica investisse molto di più sul microcredito e sul Mezzogiorno. Il Sud ha bisogno del sostegno di una finanza pulita per combattere la mafia, la camorra, l'usura.