Risorse “divorate”
Economia miope
di Lester Brown (estratto da “Plan B 4.0”) - Sul numero di ottobre di Valori
L’economia mondiale ha molte caratteristiche del tipico “schema Ponzi”: si alimentano i rendimenti con nuovi versamenti. Tutto si regge sull'illusione che sia possibile garantire un ritorno in futuro. Ci si affida, e non da oggi, al fatto che sia possibile ricostruire il capitale di base sfruttandolo nell’immediato in modo vorace quello esistente perché gli utili prodotti saranno sufficientemente allettanti da permettere di trovare nuovi capitali in grado di pagare i primi. Lo schema Ponzi, prima o poi, però collassa e ci si ritrova con un pugno di mosche, come è accaduto con la mega truffa dei fondi di Bernard Madoff's da 65 miliardi di dollari.
Anche se il funzionamento dell'economia globale all’apparenza non ha nulla a che fare con uno schema Ponzi, le analogie inquietanti in questi ultimi anni si sono moltiplicate. Sino al 1950 l'economia mondiale consumava i sistemi naturali che la sostengono in modo sostenibile. Ma poi ha cominciato a correre raddoppiando una volta, e poi un altra e un’altra ancora, arrivando a moltiplicarsi otto volte. In uno studio del 2002 pubblicato dall’Accademia delle Scienze degli Stati Uniti, un team di scienziati guidati da Mathis Wackernagel ha concluso che l'umanità ha superato la capacità rigenerativa della Terra intorno al 1980. A metà 2009 quasi tutti i bacini idrografici mondiali erano sovrautilizzati. Consumiamo più acqua per irrigare di quanta non sia disponibile dai bacini naturali, secondo un perfetto schema Ponzi. Oltre 400 milioni di persone si alimentano grazie al sovrautilizzo delle acque: siamo in presenza di una vera e propria bolla che prima o poi esploderà. La stessa situazione dei ghiacciai: con l’inizio dello scioglimento delle nevi perenni abbiamo maggiori risorse idriche nei fiumi e nei laghi. Ma si tratta ovviamente di un illusione di breve periodo. Ecco un secondo schema Ponzi. E se guardiamo agli allevamenti o alla pescha troviamo esattamente altri schemi Ponzi. Dobbiamo sgonfiare noi la bolla prima che esploda.
Dobbiamo usare tutti gli strumenti a disposizione a cominciare dalle tasse. Un mercato al quale è permesso di ignorare i costi indiretti è irrazionale, dissipatore di risorse e, alla fine, autodistruttivo. È proprio a questo che si riferiva Nicholas Stern, quando ha descritto la mancata introduzione del costo dei cambiamenti climatici nei prezzi dei carburanti di origine fossile come “il più grande fallimento del mercato della storia del mondo”. Il primo passo per creare un mercato “onesto” consiste quindi nel calcolare i costi indiretti. Forse il miglior esempio per un modello del genere è lo studio del governo degli Stati Uniti sul costo sociale del fumo di sigaretta, realizzato dal Center for Disease Control and Prevention (CDC). Nel 2006 il CDC ha calcolato che il costo sociale del fumo, se vengono presi in considerazione il costo degli interventi sanitari necessari per il trattamento delle patologie correlate, nonché la perdita di produttività causata dai lavoratori che si ammalano, è pari a 10,47 dollari per pacchetto di sigarette. Questo calcolo fornisce una base razionale per alzare le tasse sulle sigarette. A Chicago, oggi, i fumatori pagano 3,66 dollari di tasse locali e federali per ogni pacchetto acquistato, e New York non è lontana da questa cifra. A livello dei singoli stati, il New Jersey ha alzato l’imposta sul fumo a 2,58 dollari, e prevede una prossima tassazione più alta. Poiché ogni 10% di aumento dei prezzi in genere riduce il consumo di sigarette del 4%, i benefici indotti dall’incremento della tassazione sono sostanziali. Nel novembre del 1998, l’industria del tabacco americana accettò di rimborsare ai governi degli Stati Uniti 251 miliardi di dollari per i costi sanitari sostenuti per il trattamento di patologie collegate al fumo, quasi 1.000 dollari per ogni cittadino statunitense. Questo storico accordo ha in effetti rappresentato un’imposta retroattiva sulle sigarette fumate nel passato, allo scopo di coprirne i costi indiretti. Per pagare questa somma enorme, le compagnie alzarono il prezzo delle sigarette, portandolo più vicino al costo reale e scoraggiando ulteriormente il fumo.

PIANO B 4.0. MOBILITARSI
PER SALVARE LA CIVILTÀ
Negli Stati Uniti l’ultimo libro di Lester Brown è uscito a settembre, in Italia sarà pubblicato nella primavera del 2010 da Edizioni Ambiente.
Noto ambientalista ed economista statinutense, fondatore del Worldwatch Institute e presidente del Earth Policy Institute, Lester Brown ha fatto scalpore con il suo libro “Piano B 3.0”. “Piano B 4.0” (di cui pubblichiamo un’estratto) vuole esserne un’evoluzione.
www.edizioniambiente.it