Disinformazione - Scusate l'ottimismo

di Sylvie Coyaud - dal numero di Valori di Novembre.

 

In pochi decenni ci siamo appropriati di concetti scientifici astratti come, per esempio, probabilità (da calcolare), sostenibilità (da raggiungere), biodiversità (da preservare), complessità (da rispettare). Pensiamo che sia necessario accudire il Pianeta e assumerci la responsabilità di una famiglia allargata alle piante carnivore e ai ragni tessitori. Rivendichiamo il diritto all’aria e all’acqua pulita, al cibo, all’educazione, alla sanità di base, alla sopravvivenza di altre specie e, non paghi, lo pretendiamo anche per i nostri discendenti. Nessuna multinazionale - e nessun regime - osa contestare quel diritto e osa dichiararsi a favore di aria mefitica, acqua infetta, analfabetismo di massa, sanità riservata all’élite, più morti in miniera o in guerra per le materie prime. In molti però continuano a negarlo con i mezzi di sempre, corruzione, violenza e sopratutto disinformazione. L’ideale, non sempre raggiungibile, è di sopprimere le notizie “oscene” alla fonte. Trafigura, società svizzera che commercia derivati del petrolio e del carbone, già impelagata in Oil for food e altri scandali, ha ottenuto attraverso i tribunali inglesi di “imbavagliare” i media dalla Norvegia alla Costa d’Avorio passando dalla Gran Bretagna. Dovevano tacere sulla nafta che l’azienda aveva fatto riversare in discariche attorno ad Abidjan nel 2006 e sui 30 mila sopravvissuti che ne soffrono le conseguenze. Il Guardian non poteva neppure riferire la domanda presentata in Parlamento da un deputato che chiedeva al governo se il “bavaglio” tutelava a dovere una libertà di parola garantita dal 1689. Cambiando scenario nonostante le pressioni di agenzie dell’Onu e di organizzazioni umanitarie, le maggiori aziende farmaceutiche rifiutano tuttora di condividere con l’Organizzazione mondiale della sanità i propri dati sullo spaccio di farmaci contraffatti. Vietano ai ricercatori di pubblicare i risultati negativi di esperimenti clinici, pagano medici e biologi per produrre articoli lusinghieri su terapie ancora da approvare e finanziano editori di riviste scientifiche per stamparli. Le multinazionali del petrolio e del carbone ostacolano gli accordi sulla limitazione dei gas-serra pagando scienziati, economisti, giornalisti perché “costruiscano la controversia”, fingano che la comunità dei climatologi sia divisa, i ricercatori incompetenti, le ricerche scadenti e quelli che ci abboccano anti-capitalisti verdi e rossi come Al Gore Jr. Una manciata di sementifici americani ed europei impedisce il rilascio di varietà autoctone che non siano state certificate da un ente mondiale ai loro ordini, attraverso procedure esose che i Paesi poveri non si possono permettere, pur di conservare il proprio oligopolio. Pazienza se la ruggine del grano imperversa dall’Uganda all’India, senza trovare piante che resistano. L’elenco potrebbe continuare, ma la differenza è che tanta gente lo sa. Il sito internet Wikileaks pubblica i documenti che incriminano Trafigura, la Public Library of Science le indagini sui falsi farmaci, la Union of Concerned Scientists il curriculum e i finanziamenti dei fautori della tesi “il riscaldamento globale è un complotto”. Sapete qual è la stranezza? Gli esempi che vi ho appena raccontato sono bollati come “la solita reazione dei pessimisti-catastrofisti”. Eppure siamo i veri ottimisti, vogliamo cambiare il mondo. Scusate l’ottimismo, ma nell’evoluzione della specie un altruismo così diffuso non s’era mai visto.

 

L’AUTRICE

Sylvie Coyaud, nata a Parigi e residente a Milano, scrive di ricerca sul supplemento femminile

della Repubblica, sulle testate del gruppo Il Sole-24 Ore e sul blog dell’Oca sapiens. Conduttrice di trasmissioni scientifiche dal 1987 - Il ciclotrone a Radio Popolare, Le oche di Lorenz a Radio3-Rai, Il volo delle oche a Radio-24, Zoe-scienza a Radio Popolare – traduttrice di una trentina di libri scientifici. Fa parte del comitato scientifico di Action Aid e del Wwf. Fra premi e medaglie per la divulgazione, nel 2003 ha ricevuto l’asteroide Sylviecoyaud.