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RELAZIONE DEL COMITATO ETICO ALL'ASSEMBLEA DEI SOCI DEL 26 MAGGIO 2007

La Banca Etica ha come sua principale caratteristica competitiva ed elemento di distinzione nel panorama degli intermediari finanziari nazionali quello di essere una impresa cooperativa che, pur agendo in un sistema di mercato, non ha come obiettivo la massimizzazione dei benefici per i propri soci ma quello di promozione e d' inclusione economico- sociale, di tutela delle risorse naturali e delle comunità umane. In un settore in cui le asimmetrie informative a favore dei proprietari del capitale rispetto ai clienti/consumatori sono molto elevate, la Banca etica punta a realizzare quella preziosa sintesi che permette di creare valore economico con i valori della partecipazione e della trasparenza.
In questa prospettiva il ruolo del Comitato Etico appare particolarmente importante. A nostro avviso non si tratta soltanto di essere un organo di semplice verifica della coerenza e congruità delle attività operative della Banca con i suoi valori, principi ispiratori e decisioni prese a livello assembleare, anche se la vigilanza su quanto accade è fondamentale per evitare perdite di reputazione e deviazioni dalla missione principale. In senso più ampio e strategico abbiamo inteso il nostro ruolo, e così intendiamo svolgerlo in futuro, in termini di luogo di elaborazione che, assieme agli altri organi della banca, riflette su come declinare il suo essere "impresa sociale di mercato" e fermento di cambiamento nel sistema socioeconomico in un contesto che muta continuamente e nel quale gli "imitatori" progressivamente cercano di replicare alcune delle nostre intuizioni e pratiche, in un contesto mondiale in cui la finanza è diventato strumento asimmetrico di governo dell'economia. Una parte essenziale del nostro lavoro è dunque contribuire all'innovazione nella pratica alternativa di una finanza etica all'interno dei vincoli stretti che i regolatori nazionali (Consob e Banca d'Italia) pongono all'operato della banca la sfida dei prossimi anni.
Da questo punto di vista le strategie da elaborare si realizzano lungo un percorso che richiede due ingredienti fondamentali: la motivazione ideale che ci anima e ci dà passione ed entusiasmo nel proseguire quest'avventura, abbinata ad uno sforzo sempre maggiore di apprendimento e di comprensione della realtà tecnico-operativa della vita della banca. Senza quest'ultimo elemento è impossibile realizzare quell'opera di sintesi che rende concrete e possibili le iniziative pensate in quanto compatibili con i vincoli dell'operatività e della sopravvivenza della banca stessa.
In altri termini, la nostra è una navigazione tra Scilla e Cariddi, ovvero tra l'estremo della perdita di sale o di lievito che finirebbe per omologarci al resto del sistema finanziario, facendo perderci reputazione e capacità competitiva, e quello di un rigore autoreferenziale che finirebbe per isolarci e relegarci ad un ruolo marginale e di pura testimonianza, non in grado di incidere e di trasformare la realtà economica dei nostri tempi. Il riportare l'uso del denaro alla categoria di bene comune e all'economia reale è un processo culturale di lunga lena che vede Banca Etica inserita in una rete più vasta che coinvolge le forze vive della società civile e le stesse istituzioni per costruire assieme ad esse progetti ed iniziative portatrici di senso.
Riassumiamo brevemente di seguito le linee guida della nostra azione nei due anni di operato che si sono ispirate ai principi sopra indicati e le prospettive e gli obiettivi per il terzo.

2. L'operato di questi due anni di attività

2.1 Il lavoro culturale del comitato etico: spunti per la definizione della mission della banca

E' il caso di dire nel nostro ambito specifico di azione che, se i fatti sono fondamentali, le idee guida e la visione strategica lo sono altrettanto perché in grado di mobilitare risorse, passioni ed energia verso il perseguimento del nostro obiettivo. La cultura della banca dunque, come dimostra l'importanza attribuita dai diversi titolari d'interesse alla carta dei principi e al codice etico in via di stesura, è per noi particolarmente importante.
Il frutto del lavoro di questi due anni, messo a punto nelle numerose iniziative culturali cui i diversi membri del comitato etico hanno partecipato, ha portato ad alcune elaborazioni importanti. Senza entrare nel dettaglio (parte di questa riflessione è già sviluppata nell'introduzione di questo documento) si è fatto molto per portare al centro del dibattito culturale politico ed economico i temi dell'azione dal basso, del "voto con il portafoglio" di consumatori e risparmiatori, delle potenzialità delle iniziative di microfinanza e commercio equo e solidale e dell'allargamento della visione sugli obiettivi da perseguire nell'azione socioeconomica. In quest'ultimo ambito le prospettive elaborate sull'inversione della scala di valori e sulla necessità di rimettere in ordine le priorità subordinando (o trasformando da fini a mezzi) profitto, produttività e creazione di valore economico agli obiettivi di promozione della dignità della persona e della sua "felicità sostenibile" si sono fatte strada. Come si fa strada la necessità per tutti di pesare meno sulle risorse naturali adottando comportamenti consapevoli della loro finitezza e improntati al risparmio dell'energia e alla tutela dei beni comuni (filiere corte, uso comune di beni, sobrietà, scambi non monetari di beni e di saperi).
Poiché la banca, per diversi motivi, non realizza iniziative pubblicitarie di stampo simile a quelle dei concorrenti, la riflessione culturale rappresenta ad oggi la migliore e più matura forma di promozione della banca stessa.

2.2 Il lavoro sul Codice Etico

E' presto maturata la convinzione che, a differenza di quanto avvenuto in altre realtà, il codice etico non potesse essere un decalogo calato dall'altro dai vertici della banca o dal comitato etico stesso, ma il frutto di un percorso di consultazione, partecipazione attiva ed elaborazione dei vari titolari d'interesse della banca. Per questo motivo i tempi si sono allungati. Partendo dalla costituzione di gruppi di lavoro che rappresentano le diverse componenti, sotto la guida di esperti del settore, si è proceduto alla definizione della matrice valori/portatori d'interesse nella quale si sta precisando in che modo i diversi attori sono chiamati a declinare i valori fondamentali della banca nel loro ambito specifico. Nella stessa matrice sarà necessario evidenziare le zone critiche di divergenza di interessi tra i diversi titolari al fine di perseguire con maggiore chiarezza l'obiettivo di creare una comunità di titolari d'interesse più coesa. Il prossimo passo è quello del passaggio da questa matrice all'articolato in bozza del codice che sarà poi fatto circolare per una valutazione presso tutti i soci al fine di arrivare, auspicabilmente, ad una conclusione condivisa e ad un'approvazione dello stesso per la prossima assemblea.

2.3 La campagna Banche Armate

Sin dall'inizio del nostro operato abbiamo suggerito alcune linee guida di comportamento relativamente alla delicata questione del coinvolgimento di BPM e BPER nelle operazioni messe in luce dalla legge 185. La nostra indicazione era quella di coinvolgere altri attori della società civile in una campagna di pressione efficace contro le due banche e di iniziare a predisporre progetti concreti, in caso di mancata modifica di comportamento da parte delle stesse, per possibili alternative di partnership. Gli eventi più recenti indicano che su questa linea, sposata dalla banca, sono stati ottenuti alcuni risultati importanti (anche se non ancora definitivi). Si tratta di un ambito concreto nel quale la banca, partendo da una situazione di difficoltà, ha svolto il suo ruolo di lievito e di stimolo.
Il percorso avviato che ha coinvolto a vario titolo diversi membri del comitato etico ha probabilmente fatto emergere una terza linea di azione. Quella della riflessione culturale e dell'approfondimento sul tema al di la' degli slogan e delle posizioni aprioristiche. Il cammino sviluppato assieme alla Campagna Banche Armate ha portato ad approfondire i limiti della 185, l'esistenza di operazioni tra banca e imprese che producono armi non ricomprese da questa legge, l'opportunità di distinguere sotto un profilo etico tra tipi di paesi e di arma (non è possibile mettere sullo stesso piano i radar della marina scandinava e i carri armati di un regime dittatoriale).
Solo continuando ad approfondire e a capire l'intreccio complesso fra finanza. industria delle armi e crescita economica sarà possibile aumentare l'efficacia nel perseguire il nostro obiettivo di promuovere i valori della pace aumentando consensi, energie e motivazioni su tale obiettivo.

2.4 La partecipazione dei soci alla vita della banca

Un'altra direttrice di riflessione che ha impegnato il comitato etico è stata quella del rapporto tra banca e soci e delle difficoltà di partecipazione degli stessi. Una delle ricchezze fondamentali della banca è proprio la comunità dei soci. Promuoverne la partecipazione in questa fase di sviluppo nella quale cuore e gambe, tecniche ed ideali vanno necessariamente coniugati è certamente meno facile che nella fase di avviamento del progetto nel quale senza l'operatività, l'attenzione era concentrata sulla raccolta di capitale sociale.
Per questo motivo sottolineiamo come sia necessaria una maggiore comprensione e dialogo tra soci, operativi e strutture direttive della banca nella comprensione delle differenze di ruolo e di professionalità, un impegno alla costruzione di momenti di formazione e di approfondimento dei soci stessi affinché questi ultimi possano sempre più contribuire ad attuare in concreto intuizioni ed ideali.
Il CE raccomanda la scrupolosa applicazione delle decisioni già prese per una puntuale e trasparente comunicazione (redazione tempestiva e completa dei verbali del CDA e CE) azione di strumenti innovativi nella conduzione di assemblee e riunioni (articolazione per gruppi e uso di facilitatori professionali) ed un adeguamento della governance e delle strutture che valorizzi tale partecipazione.

2.5 Il contributo alla elaborazione di strategie per l'irrrobustimento del capitale sociale

Gli organismi sono fatti di anima e corpo. Il cuore può avere le motivazioni più nobili ma se il corpo non ha gambe robuste le motivazioni non possono essere messe in atto. Coerentemente con il nostro concetto di "etica che si concretizza nel territorio e nei progetti" una delle nostre preoccupazioni principali è stata quella di offrire contributi sui punti critici dell'evoluzione fisiologica della banca. Uno di questi è la capacità di raccogliere abbastanza capitale sociale in modo tale da sorreggere l'accresciuta operatività in termini di fidi della banca stessa. Per far questo è necessario vincere la sfida con i regolatori che, applicando la nuova normativa di Basilea II, penalizzerebbero le potenzialità della banca stessa attribuendo agli impieghi coefficienti di rischio non in linea con l'effettiva rischiosità della banca. Per dimostrare la validità e le caratteristiche del nostro modello stiamo contribuendo, con l'aiuto dell'ufficio fidi e della collaborazione di ricercatori universitari, a definire un sistema di rating interno in grado di consentire alla banca di aumentare le proprie capacità operative.
Un primo sottoprodotto di quest'attività è l'informatizzazione di tutti i singoli prestiti effettuati nella storia di Banca Etica e dunque la possibilità di mettere in risalto con numeri e volumi la specificità della banca stessa.

2.6 Il contributo alla valorizzazione dell'esistente

I numeri ci dicono come il sistema Banca-Etica Etimos sia all'avanguardia nella capacità di finanziare il microcredito nel Sud del mondo e di generare, in un contesto ben diverso come quello del nostro paese, modelli di microfinanza innovativi ed in grado di contribuire in maniera nuova ed originale alla soluzione dei problemi di marginalità ed inclusione sociale. La strategie di Etimos è quella di sostenere le realtà locali di microfinanza attraverso la concessione di finanziamenti, la partecipazione al capitale sociale e l 'emissione di garanzie. La stessa struttura proprietaria di Etimos rappresenta un esempio interessante di coinvolgimento e partecipazione delle istituzioni di microfinanza finanziate con 85 soci stranieri e 146 italiani.
I numeri consentono anche di quantificare nel concreto (senza mitizzarlo ne sottovalutarlo) il "valore sociale" del portafoglio impieghi di Banca Etica registrando l'evoluzione e il peso delle iniziative di finanziamento nei seguenti settori i) promozione socio-culturale (19.09 percento) che include come sottovoci Attività teatrale, musicale, artistica Promozione integrazione sociale e culturale Organizzazione eventi Sensibilizzazione alle problematiche sociali; ii) servizi socio-sanitari assistenziali (17.23 percento) che include come sottovocicentri per disabili, per tossicodipendenti, servizi per anziani, extracomunitari e senza fissa dimora e per bambini, servizi mensa per poveri; iii) commercio equo e solidale e cooperazione allo sviluppo (9.05 percento) iv) inserimento socio-lavorativo (7.88 percento) che include come sottovoci Inserimento lavorativo persone disagiate, disabili, ex tossicodipendenti Formazione professionale, Inserimento sociale ex detenuti e Opportunità di lavoro;; v) promozione umana e integrazione sociale (5.10 percento); vi) sviluppo ambiente e territorio (6.03 percento) ; vii) promozione delle coop. sociali; viii) prodotti biologici (5.72 percento) e ancora con quote inferiori al 5 percento ricerca e formazione, promozione cooperative sociali, accoglienza e case famiglia, attività parrocchiale, servizi di consulenza.
Questi stessi numeri mettono a fuoco l'originalità del modello di una banca capace di valorizzare le risorse nascoste delle reti sociali, delle relazioni e della prossimità, capovolgendo in molti casi l'assunto base del sistema bancario che il denaro si può prestare solo a chi presta garanzie patrimoniali e personali (circa un terzo degli impieghi è realizzato senza richiedere garanzie reali e personali e questo avviene senza alzare in alcuna misura il rischio di non restituzione dei prestiti che storicamente è bassissimo e si mantiene al di sotto del 2 percento, con un trend di miglioramento sostanziale che vede oggi il totale delle sofferenze a meno dell'1 percento).

2.7 Il percorso di integrazione europea

Abbiamo vissuto a fianco della banca la riflessione sul percorso di integrazione europea ed il momento delicato nel quale verificare se un "fidanzamento" con le realtà francesi e spagnole era possibile sulla base dell'omogeneità di valori e motivazioni ideali. L'incontro ed il confronto sui valori e sull'operato con i nostri possibili futuri partner ci induce ad una conclusione sicuramente positiva su questo punto. Lo studio sulle possibili forme concrete di cooperazione ed integrazione è però soltanto agli inizi e non ci consente di giungere a conclusioni definitive sull'attuazione concreta delle forme di collaborazione/integrazione che è ancora in fieri.

3. La storia di questo comitato etico e suggerimenti per l'operatività futura

E' opportuno ricordare a margine un po' di storia del nostro operato per poter impostare in maniera proficua l'operatività futura. Il lavoro del Comitato Etico a partire dalle elezioni dell'Assemblea del Maggio 2005 ha avuto momenti di difficoltà per via delle modifiche della compagine originaria.
Purtroppo si è manifestata quasi subito l'impossibilità di espletare l'incarico per tre componenti (Eugenio Garavini, Lidia Menapace e Roberto Burlando). Questi eventi, in parte imprevedibili, hanno rallentato lo sviluppo di un coordinato e efficace utilizzo delle potenzialità offerte dall'iniziale composizione del CE. Il processo di reintegrazione dei membri uscenti ha inizialmente introdotto nella compagine Giulio Tagliavini e Maria Grazia Bellini e si conclude solamente in questa Assemblea con l'elezione del settimo membro del comitato.
Abbiamo sperimentato in questa prima fase di operatività la necessità, ma anche la difficoltà di integrare l'agenda dei temi e degli obiettivi principali di medio termine che ci siamo prefissati con le urgenze dell'attualità che ci hanno imposto di modificare tale agenda e di seguire le esigenze del momento legate all'operatività della banca e alla necessità di valutare il suo allineamento alla missione etica e sociale che essa si propone. Auspichiamo per il futuro un sempre maggiore coordinamento con la direzione della Banca su due fronti principali. Lo scambio di informazioni e documentazione dettagliata sulle questioni all'ordine del giorno per il CE e un'assistenza logistico-organizzativa e alla redazione dei verbali dei nostri incontri.

4. Linee guida per la competitività "etica" futura e conclusioni

Nel prossimo anno intendiamo continuare a svolgere concretamente questo ruolo di elaborazione culturale e di riflessione sulla mission della banca che riteniamo prezioso e complementare rispetto a quello degli operativi che realizzano le loro intuizioni sul campo ma spesso, per i vincoli e le esigenze della loro attività, non hanno il tempo per riflettere e valorizzare il percorso effettuato.
Come è possibile portare avanti la missione della banca, la sua "opzione preferenziale per gli ultimi" e il suo impegno verso la promozione integrale della persona rendendo visibile nel concreto un agire economico "a tre dimensioni" dove l'aspetto materiale deve necessariamente integrarsi con quello della sostenibilità ambientale e sociale? Se il tema della sostenibilità ambientale che la società civile e i suoi attori hanno intuito con grande anticipo è diventato oggi di dominio comune, per la preoccupazione sui cambiamenti climatici e l'impatto dell'uso indiscriminato delle risorse naturali sulle generazioni future e sulla creazione di valore economico, il nuovo obiettivo all'orizzonte da affiancare agli impegni esistenti sta diventando quello della compatibilità del nostro sistema economico con una vita di relazioni piena e soddisfacente (pensiamo al tema della flessibilità/precarietà e delle sue ricadute sulla vita relazionale dei giovani). Da questo punto di vista è importante che la banca rifletta su questo nuovo elemento strategico proponendo prodotti e soluzioni innovative in grado di promuovere tali compatibilità.
Più in generale è opportuno ribadire ancora una volta che la leadership della Banca in materia etica nei prossimi anni e la sua capacità di essere lievito e fermento dipenderà dalle energie, dalla creatività e dalla fantasia di tutte le sue componenti (cda, dipendenti, soci, comitato etico). Il punto in cui ci troviamo oggi riflette le realizzazioni e le attualizzazioni sostenibili del principio di promozione del sociale e di inclusione degli ultimi che siamo riusciti a porre concretamente in campo.
La sfida per la creazione e la realizzazione di nuove iniziative, nuovi progetti che consentano di spingere in avanti la nostra frontiera e di poter rendere sempre più coerente la struttura degli impieghi con le idealità e i principi della banca è una sfida aperta e richiede l'applicazione di tutte le nostre capacità culturali ed operative.
Per riassumere in poche righe il senso del percorso della Banca e del nostro lavoro affianco ad essa ci piace riportare questa grande intuizione di Keynes che afferma all'inizio degli anni '30 che "For at least another hundred years we must pretend to ourselves and to everyone that fair is foul and foul is fair; for foul is useful and fair is not. Avarice and usury and precaution must be our gods for a little longer still. For only they can lead us out of the tunnel of economic necessity into daylight. "The Future",Essays in Persuasion(1931) Ch. 5, (per almeno un altro centinaio di anni dobbiamo fingere a noi stessi e agli altri che ciò che è giusto ed equo è "folle" (o impraticabile) e ciò che è folle (da un punto di vista etico) è giusto; siamo costretti a farlo perché il "folle" è utile (crea valore economico e serve a far andare avanti l'economia) e il giusto o l'equo no. Avarizia, usura ed eccessiva cautela devono essere le nostre divinità ancora per un po'. Perché solo loro possono portarci fuori dal tunnel della necessità economica verso la luce del giorno").
La dicotomia o la non conciliabilità tra efficienza e solidarietà, tra virtù necessarie per l'accumulazione e lo sviluppo economico e virtù morali è stata per molto tempo una caratteristica del nostro sistema economico (e un limite dei nostri modelli culturali). La Banca Etica, assieme ad altre "imprese sociali di mercato" ha un compito ambizioso: rendere concreto un mondo nel quale "fair is useful" ed è dunque possibile "creare valore con i valori", cosicché il "giusto" è praticabile perché non inutile ai fini delle necessità di armonia e sostentamento della società odierna e futura. La sfida che riproponiamo ancora una volta è dunque quella di "anticipare" la profezia di Keynes (i cento anni scadono nel 2031!!) grazie all'impegno di tutti, soci, dipendenti comitato etico e cda.

ALTRI DOCUMENTI

Relazione sui rapporti intrattenuti da Banca Etica con la Banca Popolare di Milano e con la Banca Popolare dell'Emilia Romagna alla luce della Legge 185/90.