Banca Etica alla Commissione Finanze della Camera

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Banca Etica alla commissione Finanze della camera

Banca Etica alla Commissione Finanze della Camera

24 Ottobre 2013

La Commissione Finanze della Camera che ha ritenuto di ascoltarci nell’ambito dell’indagine conoscitiva su “Gli strumenti fiscali e finanziari a sostegno della crescita alla luce delle più recenti esperienze internazionali”. Il video integrale dell'audizione è disponibile qui.

Ugo Biggeri, presidente di Banca Etica, ha illustrato ai deputati le proposte della finanza etica per uscire dalla crisi. Proposte che nascono da 40 anni di esperienza in Europa e 15 in Italia, dove le banche etiche e alternative hanno consolidato modelli capaci di veicolare il risparmio di organizzazioni, imprese e famiglie verso il finanziamento di un’economia più equa, stabile e sostenibile.

Ecco in sintesi i punti centrali del nostro intervento, volto a promuovere interventi normativi sul piano nazionale e internazionale che fermino il casinò finanziario che ci ha portati in questa crisi e affermino l'importanza della finanza come strumento a servizio dell'economia reale:

  • no alle norme “taglia unica”: dallo scoppio della crisi finanziaria del 2008 i regolatori internazionali stanno lavorando a norme per arginare i danni prodotti dalla finanza speculativa. L’errore è però applicare le stesse regole a realtà profondamente diverse come sono da una parte le grandi banche d’affari e dall’altra le piccole banche eticamente orientate, o quelle cooperative, mutualistiche, con forte base territoriale e orientamento al finanziamento delle PMI. Le piccole banche cooperative sui territori hanno continuato a sostenere l’economia reale esercitando un’importante funzione anticiclica e non possono essere gravate dagli stessi costosi adempimenti normativi imposti alle grandi banche d’affari che hanno dato origine alla crisi.
  • no alle norme che penalizzano chi investe sul sociale. La normativa internazionale attuale e le modifiche allo studio (Accordi di Basilea 2 e 3) penalizzano fortemente le banche che finanziano imprese sociali e realtà del terzo settore, imponendo livelli molto elevati di assorbimento patrimoniale. I finanziamenti agli enti del Terzo Settore sono tutt’ora considerati tra i più rischiosi (addirittura più dei derivati) nonostante i dati – inclusi quelli relativi ai prestiti erogati in 15 anni da Banca Etica -  abbiamo dimostrato chiaramente che gli enti non profit sono più affidabili nella restituzione dei crediti, con tassi di sofferenza inferiori alla media del sistema. Banca Etica ha chiesto in particolare che sia introdotto anche per gli enti non profit il così detto PMI Supporting Factor che mira a favorire l’erogazione di credito a favore delle PMI.
  • avanti con i pagamenti alle imprese sociali fornitrici della PA – Banca Etica ha evidenziato l’impatto positivo dei recenti provvedimenti normativi adottati per sbloccare i pagamenti dovuti dalle pubbliche amministrazioni a favore delle imprese fornitrici, incluse quelle del Terzo Settore e ha chiesto di proseguire su questa strada. I notevoli ritardi nei pagamenti da parte della PA nei confronti di enti non profit che gestiscono servizi socio-assistenziali sono infatti il principale motivo di tensione nei bilanci di questi enti e il più grande ostacolo agli investimenti per il miglioramento della loro attività.
  • No all’imposta di bollo che soffoca l’azionariato popolare. Banca Etica è tornata a chiedere con forza la revisione della norma che nel 2012 ha cancellato l’esenzione dal pagamento dell’imposta di bollo per i piccoli investimenti fino a 1.000 euro introducendo un’imposta minima di 34 euro su tutti gli investimenti, inclusi quelli di carattere sociale come l’acquisto di azioni di Banca Etica che viene così radicalmente scoraggiato, soffocando una forma vivace di democrazia economica che permette a Banca Etica di essere di proprietà di 40 mila piccoli azionisti. Questa misura – ha sottolineato Banca Etica – non produrrà il gettito visto che la maggior parte dei piccoli azionisti preferisce vendere le azioni piuttosto che sobbarcarsi un bollo il cui costo supera di molto il possibile rendimento.

Tra le altre misure poste all'attenzione della Commissione: la revisione dell’attuale Tassa sulle Transazioni finanziarie; la lotta ai paradisi fiscali; l’emanazione dei regolamenti attuativi che permetterebbero lo sviluppo in Italia del microcredito; l’introduzione di incentivi affinché i Fondi pensione investano in imprese con elevati standard di responsabilità sociale e ambientale; la possibilità per le imprese sociali di emettere i così detti “minibond” per finanziarsi sul mercato.

Scarica la memoria completa presentata alla Commissione.

Commenti

Inviato da Paolo Zuliani (non verificato) il 24 Ottobre 2013 - 2:27pm

Concordo integralmente! Ci collochiamo, con le vostre proposte, in una corretta visione di superamento dell'attuale sistema economico, per puntare ad un'economia equa e solidale a misura d'uomo, dove l'uomo non è merce! Un'economia di decrescita coerente anche con le indicazioni del movimento internazionale roosevelt2012.it per superare la crisi....

Inviato da Giuditta Peliti (non verificato) il 24 Ottobre 2013 - 2:36pm

Caro Ugo e caro gruppo accompagnatore, spero che la determinazione e la passione, per cui distingue la nostra Banca, abbiano aiutato i membri della Commissione a capire che un'altra economi è possibile e che le realtà a noi collegate sono operatori sani di uno sviluppo attento alle persone, all'ambiente e alla convivenza pacifica....
Fiduciosa e certa che abbiate lasciato un segno!

Inviato da Claudio Ferrari (non verificato) il 24 Ottobre 2013 - 5:53pm

Complimenti, finalmente i nostri temi all'ordine del giorno della politica finora distratta.
Merito in parte della crisi ma anche in parte nostro, continuiamo il nostro percorso difficile ma entusiasmante.
Siamo la storia che non si può fermare.

Inviato da Daniele Hosmer ... (non verificato) il 27 Ottobre 2013 - 12:11am

Bell'intervento, ben condotto e che, visto il tipo di domande che sono state poste, sembra anche possa trasformarsi in qualche atto legisaltivo concreto. Sembra fin troppo bello per essere vero, e infatti non m'illudo che questo parlamento riesca ad affrontare argomenti significativi come questo, comunque avete fatto il massimo ed essere riusciti a parlare in modo così chiaro e convincente in questa sede è stato fondamentale. Bravi!

Inviato da Paolo De Luca (non verificato) il 30 Ottobre 2013 - 9:56am

Esprimo il mio personale sostegno e la massima stima nei vostri confronti! Bravi!

Inviato da fiorani angelo mario (non verificato) il 30 Ottobre 2013 - 11:56am

sono solo un piccolo azionista e titolare di c.c. ma mi ha fatto grande piacere leggere quanto scritto e spero che sia messo in prati qualcuna delle cose che avete chiesto al nostro "governo" bravi e anche molto impegnati avete tutta la mia stima grazie.angelo fiorani

Inviato da Paolo De luca (non verificato) il 4 Novembre 2013 - 4:53pm

Un cordiale abbraccio ( vi contengo tutti idealmente) a voi che ponete dei fondanti elementi di costruzione del mondo nuovo che sta faticosamente nascendo, visto che il denaro e' un elemento spirituale che rende liberi ( se si impara ad usarlo) ;... che il vostro lavoro abbia un seguito !....

Inviato da MICHELE (non verificato) il 5 Novembre 2013 - 12:49pm

Buon giorno, io sono un investitore dei vostri fondi. Concordo sulla vostra proposta e soprattutto sulla modalità perchè è nelle Istituzioni che si cambiano le regole e non nelle campagne elettorali sterili. Volevo solo chiedervi un parere, proprio per avvalorare le vostre proposte concrete evitando di scivolare nel solito populismo: come contemplate oggi l'UE, ossia il ruolo nuovo che può avere l'Europa nella risoluzione della crisi? credete anche voi che l'Italia dovrebbe rompere il trattato oppure sarebbe opportuno che la politica lavorasse per un'unificazione politica prima che monetaria? Purtroppo sono sotto accusa le banche, il signoraggio e la perdita di sovranità? grazie se potrete rispondermi! Michele

Inviato da Giulio Tagliavini (non verificato) il 6 Novembre 2013 - 12:09pm

Caro Michele,
il tema che poni è assai complesso e non è facile sintetizzare un ragionamento in poche righe. Da un lato la prospettiva di unificazione dei popoli europei è entusiasmante e questo lo riscontriamo frequentemente anche con gli amici che hanno in altri paesi progetti simili a BPE.
Il profilo del malfunzionamento dell'euro come elemento di un sistema monetario multipaese è evidente. Speriamo fortemente che possa essere affrontato in modo efficace.
A molti di noi sembra evidente che gli elementi di crisi più profondi siano proprio italiani, invece che europei. 

Inviato da Mario Maestrelli (non verificato) il 6 Novembre 2013 - 11:44am

Vi ringrazio per il Vs. intervento, sintetizzato in quanto precede; spero vivamente possa produrre provvedimenti concreti:li accoglierei con un sentimento positivo,questo Paese,una parte consistente dei suoi cittadini,cioè,
ci ha portato allo stremo.

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