IMPRESE SOCIALI IN CRESCITA, MA BISOGNA SFRUTTARE MEGLIO LE OPPORTUNITÀ

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IMPRESE SOCIALI IN CRESCITA, MA BISOGNA SFRUTTARE MEGLIO LE OPPORTUNITÀ

11 Luglio 2017

Il nostro istituto, fin dalla sua nascita, opera a servizio del Terzo Settore, dell'impresa sociale e dell'economia civile. Come banca crediamo sia indispensabile sostenere e favorire lo sviluppo di un’economia capace di produrre impatti sociali positivi per la collettività; beni e servizi per l’economia reale e che possa agevolare la crescita occupazionale.

Martedì 11 Luglio 2017, presso la sala stampa della Camera dei Deputati, abbiamo partecipato alla presentazione del XI Rapporto dell’Osservatorio Isnet sull’impresa sociale in Italia. L’associazione raccoglie un network di 1221 organizzazioni del Terzo settore con l’obiettivo di favorire lo sviluppo dell’economia sociale in Italia.

Durante l’evento- in cui è intervenuto il direttore generale di Banca Etica, Alessandro Messina- il presidente dell’Associazione Isnet, Laura Bongiovanni, ha presentato i dati 2016 sull’operato delle imprese sociali in Italia (su un campione di 400 cooperative sociali intervistate).
Si è parlato di trend e sviluppi futuri per l’impresa sociale, dai mutamenti dei mercati alle novità introdotte dai decreti della Riforma del Terzo Settore, appena approvati dal Consiglio dei Ministri. I risultati sono positivi ma lasciano spazio a una riflessione su quale sia la strada da intraprendere per favorire uno sviluppo maggiore e innovativo delle imprese sociali.

Sia l’andamento che il sentiment occupazionale si confermano in miglioramento. Crescono le cooperative sociali- che grazie alla Riforma del Terzo Settore hanno ottenuto il riconoscimento di imprese sociali: il 42% ha dichiarato di aver incrementato il proprio volume di attività (+8,4% rispetto al 2016), e il 39% ha previsto un aumento del personale per il 2017.

In collaborazione con l’Osservatorio Isnet abbiamo realizzato un approfondimento, dal titolo “Strumenti per lo sviluppo delle imprese sociali”: un focus dedicato alla dinamicità, alle nuove modalità di capitalizzazione e all’impatto sociale.

Questo aspetto è particolarmente importante perché il 70% delle imprese sociali ha affermato di non aver raggiunto i propri obiettivi di innovazione per mancanza di risorse economiche, ammettendo anche una difficoltà di recepimento delle nuove modalità di capitalizzazione.
Infatti, gli strumenti di capitalizzazione (social bond, capitale di rischio, equity crowdfunding, social lending) previsti dalla Riforma del Terzo Settore, sono ancora poco conosciuti o per nulla noti alla maggioranza delle imprese sociali (64,5% dei rispondenti).
Mentre un altro 8% ha affermato di essere contrario a queste forme di capitalizzazione per timore di perdere la governance.

Le imprese sociali sono risultate impreparate anche a un sistema di analisi del proprio impatto sociale. In base alla Riforma del Terzo Settore ogni impresa sociale dovrebbe definire un proprio sistema di valutazione, ma solo il 5% degli intervistati ha dichiarato di aver trovato una soluzione a riguardo.

Noi siamo sempre stati promotori di misure che facilitino l’attività creditizia per le imprese sociali e per il Terzo Settore e siamo in prima linea per l'innovazione e i nuovi strumenti di approvvigionamento di capitale sociale: auspichiamo una semplificazione burocratica per tutti questi strumenti.
Le imprese da parte loro devono cercare di cogliere le opportunità che vengono dalle nuove norme, dalle tecnologie digitali senza perdere la loro identità, sfruttando l’occasione per riaffermare il proprio ruolo di agenti della trasformazione sociale.

 

Sul sito dell'associazione Isnet in allegato una sintesi dei principali dei dati presentati durante la conferenza stampa: 

http://www.impresasociale.net/osservatorio/presentazione_del_xi_rapporto_dell___osservatorio_isnet_sull___impresa_sociale.php

 

a cura di Alessandra Certomà

VIDEO DELLA CONFERENZA STAMPA ALLA CAMERA DEI DEPUTATI

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