L'INEFFICIENTE LOGICA DELL'EMERGENZA: LE BANCHE VENETE E I COSTI PER LA COLLETTIVITA'

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L'INEFFICIENTE LOGICA DELL'EMERGENZA: LE BANCHE VENETE E I COSTI PER LA COLLETTIVITA'

26 Giugno 2017

A cura di Ugo Biggeri - Presidente di Banca Etica

Il recente decreto del Consiglio dei ministri sancisce il salvataggio a carico dei contribuenti di Veneto Banca e Banca Popolare di Vicenza.

In estrema sintesi lo Stato si fa carico delle perdite dei due istituti per una cifra tra i 3,5 e i 17 miliardi di euro e Intesa San Paolo si porta “a casa” le parti sane delle due banche per la cifra simbolica di 1 euro, rafforzando la sua posizione dominante nel mercato italiano.

Il primo costo per la collettività è quindi immediatamente quantificabile: i miliardi impiegati nel salvataggio delle banche venete non potranno essere investiti per la scuola, la sanità, lo sviluppo imprenditoriale o il sostegno alle politiche del lavoro.

Questa operazione avviene in un contesto, ci piace ricordarlo, in cui la finanza etica non gode di nessun vantaggio, neanche fiscale, perché risulterebbe “aiuto di stato”. Siamo quindi al paradosso in cui Gruppi bancari enormi possono fare affari acquisendo per cifre simboliche le parti sane di banche in difficoltà, e non viene riconosciuto un trattamento specifico per le banche che si occupano di sostenere l'economia reale e sostenibile.

Il secondo costo per la collettività è il “messaggio politico nazionale” di questa operazione: non c'è nessun incentivo a fare banca in modo trasparente, serio, affidabile. Gli incentivi ce li hanno solo i grandi gruppi bancari e il segnale è semplice: eliminare la biodiversità nel sistema bancario e fare in modo che tutti gli operatori si uniformino a una sorta di “pensiero unico” finanziario. Ci si poteva almeno aspettare che, con l'1% del debito pubblico in più per salvare le banche, il Governo dettasse delle condizioni chiare in termini di trasparenza, rigore nella gestione, sostegno all'economia reale; ma non è stato fatto neanche questo. Il salvataggio delle banche venete avviene in un momento di campagna elettorale, subito dopo i ballottaggi delle amministrative, ma con le elezioni politiche ormai alle porte. Le logiche di consenso hanno influenzato fortemente questo processo, creando un precedente piuttosto grave. Le banche venete si sono trovate in questa situazione per una mala gestione durata decenni, ma non pagheranno gli amministratori, non pagherà chi ha approfittato degli utili prodotti artificialmente.

Il terzo costo è il “messaggio politico all’Europa”: i policy makers italiano dichiarano di volere più solidarietà tra gli stati membri, chiedono l'Unione fiscale e la garanzia europea dei depositi bancari, ma poi non indugiano nel disapplicare sistematicamente norme europee per la soluzione delle crisi bancarie, norme che pure il nostro governo ha approvato. Con quale credibilità potremo richiedere più integrazione nella gestione, ad esempio, dell’accoglienza per i migranti?

Il quarto costo per la collettività è quindi la fiducia su cui si basa il sistema economico. Se diamo il segnale che i profitti sono sempre a beneficio privato e le perdite sono a danno pubblico, quale fiducia crediamo di costruire per il futuro?

I problemi delle banche venete sono noti da anni e si è scelto di gestirle in una logica emergenziale. In nome dei rischi sistemici abbiamo scaricato sulla collettività costi ingenti, dato un ulteriore colpo all'idea che si possa fare finanza in modo diverso e minato la fiducia nel futuro.

Questo fino ad oggi, a quando la prossima emergenza?
A noi sembra inefficiente sotto il profilo economico, sociale e anche politico questa modalità di gestire il sistema bancario italiano. E' tempo di uscire dall'emergenza e produrre un pensiero forte e autorevole su quale tipo di finanza sia utile all'economia reale. E’ tempo di iniziare a scrivere delle regole comuni, capaci di far pagare in tempi rapidi e certi i danni sociali a chi li ha provocati, di tutelare davvero il risparmio e i risparmiatori, di incentivare modelli di banca alternativi a quelli che ci hanno condotto in questa crisi.

Commenti

Inviato da Paolo Cignini il 26 Giugno 2017 - 5:22pm

Sottoscrivo lettera dopo lettera. Quanta rabbia.

Inviato da Giobattista Rizzo il 4 Luglio 2017 - 9:12pm

Sono perfettamente d'accordo. A quando chi sbaglia deve pagare? (senza scaricare sugli altri il peso sei propri errori ?)

Inviato da Giovanni Scotto il 26 Giugno 2017 - 6:50pm

Semplice e chiaro. Molte grazie.

Inviato da Giorgio Mari il 26 Giugno 2017 - 6:56pm

Vorrei dire "Non Con I Miei Soldi"! Ma me li prendono con le tasse (gia' trattenuti in busta paga).

Inviato da luciana il 27 Giugno 2017 - 7:26am

forza Banca Etica! fatevi sentire e conoscere di più con interviste, articoli chiari; la gente, pur non addetta ai lavori, può e deve comprendere come stanno veramente le cose, deve sapere qual è stato il ruolo della Banca d'Italia privata che dovrebbe essere pubblica e garantire al massimo la corretta gestione degli Istituti di Credito...siamo in balia di gruppi potenti....proviamo a salvarci almeno per i prossimi decenni.....

Inviato da Sandro Volpato il 27 Giugno 2017 - 12:21pm

Buon giorno, Dati R&S MEDIOBANCA su BANCA POPOLARE ETICA:
Crediti deteriorati netti/Patrimonio netto tangibile= 39,7%
Crediti deteriorati non garantiti/Patrimonio netto tangibile= 8,7%
Attivo 1,259.4 - Sval Crediti/Ricavi 18.1% - Clienti/Totale attivo 51,9%.
Banca a "medio rischio". Siete voi o riguardano altri?

Inviato da Sandro Volpato il 27 Giugno 2017 - 12:25pm

Resend: sembra non partito, forse un errore su mio indirizzo, sorry.
Buon giorno, Dati R&S MEDIOBANCA su BANCA POPOLARE ETICA:
Crediti deteriorati netti/Patrimonio netto tangibile= 39,7%
Crediti deteriorati non garantiti/Patrimonio netto tangibile= 8,7%
Attivo 1,259.4 - Sval Crediti/Ricavi 18.1% - Clienti/Totale attivo 51,9%.
Banca a "medio rischio". Siete voi o riguardano altri?

Inviato da Paolo Pulicani il 27 Giugno 2017 - 5:23pm

Crediti deteriorati netti/Patrimonio netto tangibile:

Banca Popolare MIlano (82,4%)
MPS (258,1%)
Banca Popolare Emilia Romagna (126,1%)
Banca Popolare Sondrio (82,8 %)
Banco Popolare (217,8 %)
Intesa San Paolo (83,2 %)
UBI Banca (111,5 %)
Unicredit (82,6 %)

Fonte ilSole24ore
http://www.ilsole24ore.com/pdf2010/Editrice/ILSOLE24ORE/ILSOLE24ORE/Onli...

Inviato da Banca Popolare Etica il 27 Giugno 2017 - 10:00pm

Gentile Sandro,
ti confermiamo che i dati a cui fai riferimento sono stati pubblicati online il 21 aprile 2017 attraverso l’inchiesta dell’Espresso disponibile a questo link:
http://espresso.repubblica.it/affari/2017/04/18/news/quanto-e-sicura-la-...

Secondo questo servizio Banca Etica avrebbe un rischio medio.

Pur riconoscendo il ruolo cruciale della stampa nel fornire ai risparmiatori elementi utili a fare scelte consapevoli in tema di risparmio, rileviamo che il meccanismo del semaforo con il bollino verde­-giallo-rosso è eccessivamente semplificato per una tematica complessa coma quella della solidità delle banche.

L’indagine mostra ulteriori limiti, a partire dal fatto che utilizza dati del 2015.
Nel 2016, con un attivo di oltre 1,5 miliardi di euro (+24,9% rispetto al 2015), gli indici di solidità patrimoniale sono assolutamente adeguati:
Cet 1: 12,47% (limite normativo 7%)
Tier 1: 12,47% (limite normativo 8,5%)
Total Capital Ratio: 14,12% (limite normativo 10,5%)
E in generale i principali indicatori presentano valori migliori della media del sistema:
Texas Ratio: 63% (media sistema 101%*)
Sofferenze lorde/Crediti lordi clientela: 3,04% (media sistema 10,60%**)
Sofferenze nette/Crediti netti clientela: 1,00% (media sistema 4,89%**)
La fiducia che ci viene riconosciuta da un numero sempre crescente di persone e organizzazioni che scelgono la finanza etica (+15% la raccolta di risparmio nel 2016) ci incoraggia nello sforzo costante per migliorare ancora, rafforzando il patrimonio e migliorando l’efficienza, restando coerenti con la nostra ragione d’essere di mettere il risparmio e il credito al servizio di uno sviluppo economico e sociale sempre più sostenibile, inclusivo, responsabile e volto al bene comune.
Un saluto cordiale.
* Rapporto stabilità finanziaria BI ­ giugno 2016 | Rapporto tra i crediti deteriorati lordi e la somma del CET1 e delle rettifiche di valore sui crediti deteriorati.
** Sofferenze nette su impieghi­ ABI monthly outlook

Inviato da Luca Scanferlato il 27 Giugno 2017 - 3:14pm

sono VORAGGINI create ad arte, per far sparire soldi pubblici, dove vanno non si sa (ma è facile da intuire), tanto pagano i fessi! orgoglioso di essere socio di Banca Etica.

Inviato da Paolo il 5 Luglio 2017 - 2:27pm

Voragini con una 'g'.

Inviato da MARCO ASCIUTTO il 28 Giugno 2017 - 11:53am

Sottoscrivo in pieno !!!! Anzi aggiungerei che tramite questo tipo di finanza oltre allo stato sociale si sta massacrando la democrazia.

Inviato da Davide Baldi il 28 Giugno 2017 - 3:07pm

La magra consolazione del papocchio domenicale è che ognuno di noi può affermare che sarebbe stato capace di offrire addirittura 1'000 volte più di quanto sborsato dalla maggiore banca italiana! ;-)
Delle due l' una: o siamo tutti ricchissimi a nostra insaputa, oppure loro sono dei miserabili.

Inviato da Rosalinda Dal Pra il 28 Giugno 2017 - 3:53pm

Ringrazio per questo bellissimo articolo di cui sottoscrivo ogni parola. Senza lungimiranza e regole uguali per tutti non c è ne' crescita ne' guadagni....

Inviato da marino_prandini... il 28 Giugno 2017 - 3:55pm

ringrazio per la puntuale risposta inviata da Banca Popolare Etica il 27 Giugno 2017 - 10:00pm, la completa trasparenza anche se foriera di notizie non necessariamente di perfezione e totalmente rassicuranti e' l'unica via che mantiene viva la fiducia.

Inviato da Diego Rodriguez il 29 Giugno 2017 - 10:28am

Se seriamente vogliamo fare qualcosa di efficace iniziamo a boicottare il Gruppo Intesa Sanpaolo togliamo i nostri conti correnti dalle banche del Gruppo e non lavoriamo più con loro. È semplice. Ma se uno., dieci, cento, mille ...... clienti faranno così credo che i segnali potranno portare a qualche cambiamento.

Inviato da Diego il 29 Giugno 2017 - 2:25pm

Grazie x la chiarezza. Sarebbe importante muoversi e muoversi in massa prima che vengano prese certe decisioni scandalose. Se comunque si riuscisse a lanciare una campagna di protesta le adesioni sarebbero molte e sarebbe un segnale forte. Buon lavoro

Inviato da Dante il 30 Giugno 2017 - 5:31pm

Queste politiche di libero-scambio a favore di pochi sono in atto dal secolo XIX in latinoamerica.....un duro schock vedere l'Italia declassata a paese colonizzato dalla finanza internazionale....

Inviato da Antonio Morreale il 1 Luglio 2017 - 7:47pm

Grazie Ugo. Ci troviamo a colpacci spudorati della grande finanza sulla collettività. Resistenza per salvare anche pezzi di democrazia in pericolo.

Inviato da Dellera Luigi il 4 Luglio 2017 - 3:27pm

Sottoscrivo tutto quanto scritto dal Presidente e per le precisazioni successive

Inviato da Lucia Papa il 5 Luglio 2017 - 9:04am

Concordo pienamente. Servirebbe una campagna di informazione e denuncia. Servirebbe?

Inviato da silvano il 5 Luglio 2017 - 9:55am

La Banca Etica sta portando avanti un progetto di resilienza bancaria che comporta sforzi notevoli e coraggio.
Viene ripagata dalla facilità di poter rendere pubblico il proprio operato ed attirare nuovi clienti che cercano la sostanza e la solidità non di facciata.

Inviato da Judith Siegel il 5 Luglio 2017 - 10:51am

Sono grata che ci siano persone come l'autore che ci possono indicare un modo plurale e diversificato a gestire le finanze sia dello Stato che dei privati.

Inviato da Augusto Raffaele il 5 Luglio 2017 - 11:47am

L'articolo è da sottoscrivere, purtroppo a livello politico è difficile veder emergere posizioni che prediligano scelte virtuose, oneste, chiare e trasparenti, che combattano contro il malaffare, gli interessi economici forti, le grandi lobby, i poteri occulti, gli interessi di parte e sembra che la maggioranza del popolo italiano scelga di aderire a questo sistema (consapevole o no), accettando lo sperpero delle risorse, la corruzione, l'usurpazione dei diritti, la violazione delle leggi, l'impunità dei colpevoli, il dominio dei potenti, la schiavitù nel posto di lavoro (quando si possiede)..
Mi sento impotente, come italiano, come europeo e come terrestre.. in quanto non siamo più capaci di unirci sui temi importanti e ci dividiamo su tutto, scaricando sui più deboli e sui nostri figli, gli effetti dei nostri egoismi..

Inviato da Gianni Dall'Agata il 5 Luglio 2017 - 11:50am

Rafforzo il commento di Luciana del 26 giugno che condivido e rinnovo

Inviato da Alfonso il 5 Luglio 2017 - 4:27pm

Un Governo, non eletto direttamente dal Popolo, non ha l'autorità per imporre regole o l'ingresso nel Capitale delle due banche venete dello Stato. Ecco quindi il decreto che impone l'utilizzo dei soldi pubblici e l'ingresso di Banca Intesa che divora i 2 istituti veneti!

Inviato da Giorgio Stern il 5 Luglio 2017 - 9:21pm

Le cose stanno come scrive Ugo Biggeri - Presidente di Banca Etica, che ringrazio per la lucida analisi.
Saimo di fronte ad un trasferimento di ricchezza fra i maggiori di questo Paese:. i più, che meno hanno, regalano tanto, a chi ha già troppo..
In gergo bancario questa può definirsi la più grande operazione di "distrazione" di massa avvenuta negli ultimi anni.
Giorgio Stern

Inviato da angelo ballardini il 5 Luglio 2017 - 9:31pm

E' il mio un "sentire/vissuto" etico, politico, sociale e civile, che condivide e apprezza molto quanto espresso dal Presidente Biggeri.
Grazie e un auspicio di perseveranza nei " valori fondanti" Banca Etica.

Inviato da Flavia Lepre il 6 Luglio 2017 - 11:37am

Da quanto ho capito da una trasmissione radiofonica odierna, indirizzata a dare tutt'altra immagine da quella che mi sono formata io, Banca etica potrebbe molto verosimilmente essere tra i bersagli, ma dopo che siano state attaccate le banche locali. E' intervenuto un esperto/responsabile (non ricordo i ruoili ricoperti, ma di primissimo piano europeo) finanziario tedesco che parlava italiano. Il suo breve discorso, a mio parere, ha indicato con precisione il fuoco della questione: le banche regionali cooperative, che sottraggono capitali alla circolazione gestita con concentrazioni sempre più marcate ed internazonali/europee. E' in atto un'altra fase (il capitalismo ne ha vissute varie) di concentrazione dei capitali finanziari. L'intervento del tedesco o uno successivo, non ricordo bene, ha anche esplicitato: che garanzie dà un modo decisionale "una testa un voto"?! E' chiaro che se le decisioni sono affidate a figure singole centrali, queste entrano nel mercato internazionale dei vertici bancari. Molto più controllabile, se non altro perché per rendersi "appetibili" sul mercato della loro professione tenderanno ad assumere decisioni sempre più omologate e gradite ai supervertici finanziari, capaci di gestire le politiche bancarie stesse.

Inviato da Giancarlo il 7 Luglio 2017 - 10:39am

Quoto tutti gli interventi al 1000 per 1000! Mi rincuora vedere che ce molta gente che responsabilmente ha capito che la vera rivoluzione che viene dal basso non si fa con le casseruole in piazza ma con scelte responsabili edc etiche ogni giorno come consumatori, risparmiatori etc.
Hastasiempre compañeros!

Inviato da Felice,Mariano ... il 9 Luglio 2017 - 12:06pm

Una voce fuori dal coro, come la finanza civile , è sempre uno stimolo costruttivo nella confusione istituzionale ..che ha trasformato la democrazia rappresentativa in un nuovo secolarismo attivo dei più forti e dei furbi .
Sudditi e schiavi erano un capitolo chiuso nell' emancipazione dall' ignoranza secolare e nel cammino dei diritti civili .
Ma congregazioni e loggie hanno cambiato le istituzioni democratiche dalle viscere uccidendo la vera natura rappresentativa e trasparente della burocrazia e meritocrazia, facendo leva su argini e confusione amministrativa per corromperla e managgerla secondo i propri interessi individuali .
La democrazia legale dov' è finita?
Nei circoli lungo il Tevere tra stipendi da Lord e pensioni sfavillanti ! imbavagliata allegramente e cinicamente.. !
Ma esistono ancora persone oneste tra l'elite ?
Allora traghettateci di nuovo nella civiltà !
Il cinico deve guardare anche all' orizzonte ..

Inviato da giorgi nazzareno il 9 Luglio 2017 - 1:51pm

Ripeto: mi sembra un articolo politico. Soprattutto non indica cosa si propone in alternativa. Si lascia trapelare che sarebbe stato meglio il fallimento delle banche, cosa che da parte di un operatore del settore significa che si è veramente feroci.
Inoltre l'articolo è scorretto Non è corretto dire che il costo è tutto della collettività e che non sono stati posti vincoli e paletti con il salvataggio.
Questo argomento avrebbe meritato ben maggiore delicatezza e precisione

Inviato da laura il 10 Luglio 2017 - 1:15pm

Non credo sia un articolo tendenzioso. Quelli che dovrebbero pagare sono le classi dirigenti, gli azionisti grossi che entrano negli organi direttivi, i redattori dei contratti che si fanno firmare........ e non i correntisti o i piccoli investitori. i responsabili è vero che non pagano MAI nel nostro paese.

Inviato da ANNA il 13 Luglio 2017 - 6:16pm

E' un'analisi chiara e puntuale di come chi ci governa continui ad agire senza pensare al futuro del paese, nonostante la condanna unanime di queste vili dinamiche si continua sulla strada percorsa da 50 anni a questa parte che ci ha portato a queste disastrose condizioni

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