L'UOMO E IL LEGNO: IL LAVORO COME FORMA DI RISCATTO SOCIALE

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L'UOMO E IL LEGNO: IL LAVORO COME FORMA DI RISCATTO SOCIALE

24 Aprile 2017

La cooperativa sociale “L’uomo e il legno” nasce a Napoli nel 1995 - nel quartiere di Scampia- e opera da vent’anni in tutto il comprensorio napoletano. Oggi ha aperto altre sedi, ed è attiva grazie alla collaborazione con circa 40 enti, tra Napoli e provincia, fino a Benevento e Avellino.

Il diritto alla dignità per tutti, l’inserimento lavorativo e sociale e l’inclusione di persone svantaggiate sono gli obiettivi fondamentali della cooperativa. Nello specifico “L’uomo e il legno” si impegna in percorsi concreti di recupero professionale e sociale a favore di ex tossicodipendenti, detenuti, e non solo.

La cooperativa sociale “L’uomo e il legno” dimostra che con impegno e dedizione, anche in zone difficili, si possono attivare esperienze significative di riscatto e di lotta sociale.

"Abbiamo fortemente creduto nella possibilità che tutti siano in possesso delle risorse per superare momenti di particolare difficoltà attraverso l’inserimento in un contesto professionale e attento alla persona", si legge dal sito della cooperativa.

Oggi la Cooperativa ha allargato i suoi interessi iniziali: allo studio di nuove tecniche di lavorazione del legno e al restauro e alla conservazione di oggetti d’arte, affianca programmi educativi per minori; fornisce percorsi di recupero per giovani a rischio; lavora con i migranti e i diversamente abili così da favorire una maggiore sensibilità culturale nel territorio.

La coop. è particolarmente attiva nel mondo scolastico. Organizza, infatti, vari corsi di formazione e qualificazione professionale e la Regione Campania l’ha riconosciuta come Ente di Formazione accreditato. Il progetto TrasformAzioni rientra in questo ambito: sedie, banchi abbandonati e arredi scolastici danneggiati sono recuperati e donati agli istituti scolastici che ne hanno bisogno.
 

Banca Etica ha dato un importante sostegno alle attività della cooperativa: «una banca non al servizio del denaro, ma che contribuisce ad aiutare gli ultimi», chiarisce il presidente della coop. Vincenzo Vanacore. La storia che lega la cooperativa a Banca Etica risale al 2000, anno in cui è diventata cliente, ed è proseguita nel 2007 quando è entrata a far parte del circuito dei soci.
«L’uomo e il legno ha da subito trovato in Banca Etica un partner con il quale condividere principi come trasparenza, partecipazione, equità e soprattutto attenzione alle conseguenze non economiche delle azioni economiche», continua il presidente. La Banca ha immediatamente riconosciuto il valore delle iniziative proposte dalla cooperativa incoraggiandone lo sviluppo, «al di là delle garanzie materiali, Banca Etica ci ha sempre ascoltato e ha creduto nei nostri progetti di sviluppo territoriale».

Da qui l’adesione della cooperativa al network di Banca Etica “Soci In rete” con varie proposte commerciali e prodotti realizzati nell’ambito dei suoi progetti: «grazie al portale abbiamo potuto diffondere una parte dei prodotti della falegnameria, ceramica e liuteria artigianale». 

Ultima in ordine di tempo è poi l’iniziativa campoAperto, un’impresa agricola sorta all’interno del carcere di Secondigliano che dà un lavoro regolarmente retribuito ai detenuti e si occupa della produzione e distribuzione di prodotti campani. Ancora una volta Banca Etica è andata in aiuto alla cooperativa, grazie alla piattaforma dei soci di Banca Etica su Produzioni dal basso è possibile sostenere, infatti, in un’ottica di reward crowdfunding il progetto grazie a donazioni volontarie e libere.

 

a cura di Alessandra Certomà

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