Manifesto Terra Viva: la nuova democrazia è quella della terra

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Manifesto Terra Viva: la nuova democrazia è quella della terra

1 Maggio 2015

Presentato oggi a Cascina Triulza, il padiglione della Società Civile ad Expo 2015, “Terra Viva”, il manifesto per un nuovo patto sociale, economico, agricolo. All'evento erano presenti l'ambientalista Vandana Shiva, Ugo Biggeri di Banca Etica, Don Luigi Ciotti di Libera e Maurizio Martina, Ministro delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali con delega a Expo Milano 2015

La democrazia della Terra

Il manifesto, promosso da Banca Etica, Etica SGR, Navdanya International e Fondazione Triulza, indica una nuova strada per superare la crisi ambientale ed economica che colpisce il pianeta, in un momento in cui al suolo urbanizzato, entro il 2030, si aggiungerà una città estesa come tutto il Sudafrica. La terra fertile viene erosa a una velocità tra le 10 e le 40 volte superiore la sua capacità di rigenerazione. Il 40% delle guerre degli ultimi 60 anni è stato causato da clima, suolo, risorse. 

Il manifesto Terra Viva è frutto del lavoro e dell’elaborazione – guidata dall’ambientalista Vandana Shiva – di un panel di ricercatori ed esperti provenienti da tutto il mondo, fra i quali Luc Gnacadja, ex segretario della Convenzione Onu di lotta alla desertificazione; Andrea Baranes, economista; Nnimmo Bassey, premio Nobel alternativo.

Nella visione proposta dal manifesto l’agricoltura ha un ruolo determinante. La nuova agricoltura restituisce fertilità al terreno attraverso metodi biologici. Assicura prezzi giusti agli agricoltori in modo che possano restare sulle loro terre per continuare a produrre cibo per i cittadini e le comunità. Sostituisce il processo lineare di sfruttamento del suolo e delle risorse con un processo circolare di restituzione che garantisce la resilienza, la sostenibilità, la giustizia e la pace. E’ un’agricoltura che può generare una nuova economia e una nuova democrazia: la democrazia della Terra. 

Nel futuro proposto dal Manifesto la finanza deve essere uno strumento al servizio delle persone e dell'economia reale: attraverso la separazione delle banche commerciali da quelle di investimento, la tassa sulle transazioni finanziarie, il divieto dell'uso speculativo dei derivati sulle materie prime e sul cibo.

Scarica il manifesto Terra Viva 

Le parole dei protagonisti della presentazione del 2 maggio

Vandana Shiva, leader di Navdanya International: “L’economia, che è parte della società, è stata posta al di sopra della società, al di fuori del controllo democratico. Il benessere delle persone e delle comunità è stato sostituito dal benessere delle multinazionali, mentre la produzione reale è stata rimpiazzata dall’astratta moltiplicazione del capitale. Il risultato è la scomparsa della democrazia e l’aumento degli squilibri economici. C’è bisogno di un nuovo patto che riconosca che noi siamo il suolo: veniamo dal suolo, siamo sostenuti dal suolo. Prendersi cura della terra è il lavoro più importante che gli agricoltori possano fare. Il messaggio che lanciamo dall’importante vetrina di Expo è forte e chiaro: la nuova democrazia è la democrazia della Terra

Ugo Biggeri, presidente di Banca Etica e di Etica SGR: "Banca Etica ed Etica sgr lavorano in rete con le principali istituzioni che in tutto il mondo cercano di dare vita a una finanza al servizio dello sviluppo sostenibile nell'interesse di tutte le persone e del nostro pianeta. Negli ultimi decenni purtroppo la finanza speculativa non ha esitato a utilizzare anche beni primari come il cibo per scommettere e aumentare i profitti di pochissimi ai danni di intere popolazioni. Noi chiediamo che le materie prime alimentari siano sottratte ai mercati speculativi, che rendono i prezzi degli alimenti volatili e spesso inaccessibili o ingiustificatamente costosi. Nei nostri investimenti escludiamo tutte le multinazionali che producono OGM, sfruttano il suolo indiscriminatamente, inquinano, speculano sul cibo. Diamo credito, invece, ai tantissimi piccoli imprenditori che scelgono di coltivare la terra con metodi biologici, nel rispetto dell'ambiente e dei diritti dei lavoratori, creando un ritorno positivo per la propria comunità"

Sabina Siniscalchi, Vicepresidente Vicario Fondazione Triulza: “Le organizzazioni della società civile operano nei luoghi dove si manifestano con più virulenza i problemi legati alla nutrizione. Nelle aree rurali dei Paesi in via di sviluppo  dove vive la maggior parte degli affamati, nelle periferie degradate delle megalopoli dove non ci sono le condizioni igienico-sanitarie per un’alimentazione sana, ma anche nei settori sociali poveri e svantaggiati del mondo industrializzato dove la mancanza di opportunità e di risorse è associata a forme “moderne” di malnutrizione come l’obesità. Proprio impegnandosi nelle aree della fame,  le nostre organizzazioni hanno messo a punto soluzioni innovative per assicurare l’autosufficienza alimentare e attivare sistemi di produzione agricola sostenibili.

Don Luigi Ciotti, Presidente di Libera: “Dobbiamo ripartire dalla cura del nostro pianeta perché non può esistere un’etica della convivenza senza un’etica della terra. La terra non è solo generatrice, è anche maestra di vita. Insegna la costanza, la profondità, la corresponsabilità e – come bene comune – indica la via della condivisione e della giustizia sociale”.

Commenti

Inviato da Fabio Caimmi (non verificato) il 4 Maggio 2015 - 5:16pm

Un importante documento presentato degnamente dagli intervenuti, che ci hanno indicato la via da seguire anche visitando EXPO 2015. Saremo capaci di cambiare il mondo? Ho fiducia che i miei otto nipotini potranno continuare il nostro cammino non facendosi lusingare dalle sirene del mercato e della finanza speculativa, ma ricordando che la Terra sarò Viva solo se la coltiveremo con passione e nell'interesse di tutti.

Inviato da antonella codazzi (non verificato) il 11 Maggio 2015 - 9:46am

Ottima iniziativa. Utilizzabile per la visita con studenti a EXPO e per il loro esame di stato.

Inviato da anatto (non verificato) il 12 Maggio 2015 - 5:02pm

Gli uomini e le donne più importanti sono i contadini, coloro che nutrono il pianeta veramente. La grande ingiustizia è, ed è sempre stata, non riconoscere questa importanza.
Siamo davanti a questa svolta storica? dove a queste persone viene riconosciuto il diritto di gestire il mercato del cibo? Perchè in un'ottica di rispetto della terra sono proprio loro gli intermediari privilegiati.

Inviato da Francesco (non verificato) il 13 Maggio 2015 - 8:51pm

Scusi ma le devo dire due cose. 1. il suo nick name è un pò strano, boh... 2. sia meno approssimativo a livello grammaticale: ho impiegato dieci minuti, dopo aver letto suo post, a capire come andava interpretato il senso dell'avverbio DOVE posto dopo il primo punto interrogativo. Per il resto: CONDIVIDO AL 100% LA SUA AFFERMAZIONE. I contadini sono degli eroi, tutti quanti, e andrebbero maggiormente aiutati. Invece così non è. A questo punto un solo augurio: crepino tutti coloro che devastano l'Ambiente e quindi i suoli. Saluti

Inviato da Maurizio Brunato (non verificato) il 14 Maggio 2015 - 12:02am

Se esiste una possibilità di futuro per l'uomo sul pianeta è merito delle realtà etiche che danno in sostanza valore a sentimenti, non a cose per quanto importanti. Forse così solo perché così voglio vedere queste realtà sono condivise sempre più e, per me ulteriore conforto, specialmente da persone giovani

Inviato da carla broggini (non verificato) il 15 Maggio 2015 - 9:43am

Vorrei essere correntista ma mi mancano notizie utili esempio come fare per diventare correntista

Inviato da giorgio gregori (non verificato) il 9 Giugno 2015 - 11:00am

ma anche a voi appare la pubblicità di varie cose (panni vileda, ecc. ) prima del manifesto di "terra viva"?

Inviato da andrea.tracanzan il 9 Giugno 2015 - 11:02am

Grazie per la segnalazione Giorgio, ma a noi non risulta... puoi inviarci uno screenshot di quello che vedi su comunicazione[@]bancaetica.com?

Grazie, Andrea (Ufficio Comunicazione)

Inviato da Vittorio (non verificato) il 19 Giugno 2015 - 7:19am

Ciao , sono un agronomo contadino che dalla laurea mi sono dedicato con coerenza al rispetto degli elementi fondamentali della Vita : acqua,suolo agrario, aria . Negli anni '80 avevo prospettato la costituzione delle " riserve agricole " per la salvaguardia del territorio agricolo di buona fertilità , delle Famiglie Contadine , delle attività agricole rispettose dei processi produttivi ,dell'inserimento di attività museali e della regolazione degli attingimenti di acque sotterranee quale ricchezza sociale . Ho sempre creduto importante aprire un processo alla politica agricola del dopoguerra ad oggi che ha creato disuguaglianze, dissesto territoriale , perdita di posti di lavoro , desertificazione, azzeramento delle conoscenze e della professionalità auto prodotta , limitazioni nella biodiversità e altre conseguenze oramai di pubblico dominio, Condivido nel momento di dare una grande spallata al sistema che ci renderà schiavi e senza la possibilità di attingere l'acqua ad una fonte e sorseggiare liberi in un ambiente in equilibrio dopo oltre 500 miliardi di anni di evoluzione . L'agricoltura deve essere priva di business ed organizzata in modo che tutte le corporazioni di altre attività siano consapevoli di sostenere direttamente le azioni di salvaguardia della fertilità con metodo biologico e Biodinamico . Per il momento riflettiamo su queste osservazioni , ma sono convinto che adesso incominciamo ad essere una forza in crescere per affrontare il cambiamento , grazie Vittorio

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