La partecipazione delle socie e dei soci per difendere la finanza cooperativa

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La partecipazione delle socie e dei soci per difendere la finanza cooperativa

25 Febbraio 2016

di Marina Galati, presidente del Comitato Etico di Banca Etica. 

 

Le socie e i soci di Banca Popolare Etica si avviano in queste settimane a scegliere il prossimo Consiglio di Amministrazione applicando il nuovo regolamento elettorale su cui ci siamo impegnati negli ultimi due anni, per migliorarne la qualità dei processi partecipativi, quali fattori determinanti per accrescere efficienza, innovazione e progettualità futura, ma anche quale presupposto per rispondere alle sfide etiche della democrazia economica a cui siamo chiamati.

 

Nei prossimi giorni potremo tutti esprimerci nell’individuazione di quelli che consideriamo i nostri candidati nell’assumere il ruolo di amministratori nel futuro triennio. Lo faremo per la prima volta in due Paesi differenti, assumendo così una visione più europea e attivando  nuove forme  di partecipazione più diffusa con il supporto anche delle innovazioni tecnologiche.  È un percorso nuovo e quindi perfettibile. Siamo consapevoli che il nostro procedere  apporta delle dissonanze con le politiche nazionali ed europee sul sistema bancario e in particolare con la riforma delle banche popolari e quelle cooperative.

La scommessa è di rendere “visibili” e  sfidanti, per noi e per altri, quegli elementi costitutivi del nostro essere banca,  in grado di innovarsi producendo pensiero, pratiche partecipative, risposte di giustizia sociale e democrazia economica. Tra questi elementi mi soffermo su tre che ritengo cruciali per Banca Etica: essere cooperativa, co-costruire democrazia organizzativa, promuovere innovazione.

 

Essere Cooperativa non è solo scegliere un modello economico ma anche sociale e antropologico, che metta al centro la dignità umana e il bene comune da costruire insieme.  La mutualità e la solidarietà in Banca Etica non si limitano agli abitanti dello stesso territorio e dello stesso Paese ma hanno una dimensione glocale, oltretutto in presenza delle reti e dei sistemi digitali si connettono filiere sociali ed economiche che vanno oltre i confini territoriali. Banca Etica oggi ha un azionariato internazionale; ha tanti piccoli risparmiatori resilienti, soci e clienti, che indirizzano verso il bene comune gli investimenti  e il proprio risparmio. Siamo sfidati nel creare “reti, mutualità, cooperazione” tra coloro che sono oggi “espulsi” o fuori dal mercato ma potenziali attivatori di cooperazione, cosi pure tra i tanti soggetti che operano e investono nelle nuove economie etiche e solidali. Siamo così spinti ad appropriarci anche di ulteriori griglie per leggere e sviluppare ipotesi e progettualità. È evidente che la nostra è una sfida contro quelle politiche sui sistemi bancari volte a imporre un unico modello di banca “too big to fail”.

 

Co-costruire democrazia organizzativa aumenta il diritto e il “potere” delle persone di influenzare le decisioni e le attività di un’organizzazione. In altro modo è quel percorso che mira a sviluppare più democrazia, evitando che si concentri il potere decisionale e l’influenza sulla governance nelle mani di piccoli gruppi esclusivi. Negli studi sull’empowerment organizzativo si mette al centro  il giusto interesse di ciascuno, in un contesto organizzativo, di sentirsi parte del processo decisionale che è un processo di influenzamento reciproco. Il mondo di Banca Etica è un ecosistema, disegnato come rete di sistemi orizzontali che sono in costante relazione con i diversi portatori di valore e con l’ambiente circostante in un continuo processo di co-costruzione. La democrazia organizzativa non passa solo attraverso le strutture ma, garantiti i luoghi e i ruoli delle decisioni e delle responsabilità, si concretizza attraverso i tanti  processi, flussi, relazioni sociali.  Il percorso scelto di sviluppare e socializzare democrazia organizzativa è evolutivo, per cui viene richiesto a tutti i portatori di valore di averne uno sguardo attento a come esso evolverà e prenderà forma e consistenza nella realtà. Nella nostra banca, oggi divenuta trasnazionale, la gestione dei processi  partecipativi e il dare a tutti pari opportunità di partecipazione ci spinge a sperimentare nuovi approcci culturali e metodologici, nuove forme tecnologiche che potranno divenire un patrimonio di saperi e di pratiche che contrastino i sistemi bancari e finanziari che penalizzano quelle banche che tutelano veramente  la gestione del credito.

Il Promuovere innovazione nel sistema finanziario e bancario è stato per Banca Etica l’elemento cruciale, e questo è stato possibile proprio grazie al sistema più ampio in cui è collocata che  l’ha sostenuta e le ha permesso di rimanere vitale. Penso a tutti i soci attivi italiani e spagnoli  organizzati nei diversi territori e alle reti dei soci di riferimento, anch’essi organizzazioni  radicate nelle comunità territoriali. Si può innovare e crescere dentro un ecosistema che pungola, provoca discussione, dà un giusto spazio alla creazione, aiuta ad educare alla finanza  i soci e i cittadini innalzandone il livello di conoscenza e competenza attraverso tante attività diffuse che li renda capaci di protagonismo e di voglia di partecipazione in un settore complesso com’è la finanza. È  un impegno da percorrere sempre più e con maggior forza, anche alla luce di quanto sia avvenuto ultimamente nel contesto italiano dove  tanti cittadini e famiglie si sono sentiti ingannati dalle proprie banche e dal sistema finanziario.
I processi partecipativi, la costruzione di democrazia, le innovazioni abbisognano dell’esercizio di una critica onesta e costruttiva, ovvero lasciarsi sfidare da domande che interrogano, alimentano  e nutrano  un ecosistema. Queste nuove sfide e domande saranno soprattutto etiche e chiederanno di dare senso  a nuove scelte concrete da compiere insieme….. e a tutti noi di esserci.

Commenti

Inviato da paolo clementini (non verificato) il 26 Febbraio 2016 - 11:40am

Proprio non vorrei essere considerato controcorrente.
Non é assolutamente il mio pensiero.
Ma devo, speriamo ripeto di nó, essere di disturbo.
Le parole di Marina sono da incorniciare.
Un vero e proprio ..manifesto .
Una testimonianza cristallina del presente e una ..spinta verso il futuro.
MA MA:
- quante dei 36000 o 40000 Socie leggeranno e sapranno.
- quante Socie verranno da un percorso di vita e di esperienza come quella di Marina e di altri like Lei?
-quanti hanno una padronanza così forte anche della dialettica?
- i pensieri di Marina dovrebbero essere nel dna dei candidati, certo, ma anche nel loro programma giornaliero dei successivi tre anni del loro mandato
- dovrebbero cioé andare a CERCARLI questi benedetti Soci singoli e raccontare loro di nuovo la..storia.
Il portafoglio avrà bisogno dei Soci singoli
Il portafoglio (cioé il capitale sociale in euri) avrà bisogno, tanto bisogno, del cuore dei Soci singoli.
Un lavoro enorme
ISoci attivi di oggi dovranno dedicarsi solo a questo
Grazie Marina e un saluto a tutti

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