PER LA PARITA' DI GENERE: INTERVISTA AL COMITATO ETICO

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PER LA PARITA' DI GENERE: INTERVISTA AL COMITATO ETICO

8 Marzo 2017

Nella Giornata Internazionale della Donna abbiamo rivolto alcune domande al Comitato Etico di Banca Etica per approfondire il punto di vista della finanza etica sulla parità di genere. Un cantiere aperto nella nostra organizzazione che presto si arricchirà ulteriormente di impegni e progettualità.

La questione della parità di genere è in agenda da decenni. Perché in questa data è ancora importante mettere la questione sotto i riflettori? 

Malgrado i tanti diritti che le donne hanno ottenuto riconosciuti nei documenti internazionali o nelle leggi dei propri stati di appartenenza nello scorso secolo, e in questo appena iniziato, non si è ancora raggiunta la parità di genere nei fatti. Un indicatore di quel che c'è ancora da fare è per esempio che ancora oggi una donna su tre nel mondo, in particolare in Europa ed in Italia, subisce una forma di violenza fisica o sessuale. Se avessimo raggiunto le pari opportunità tra donne e uomini, gli uomini non si permetterebbero di utilizzare il proprio potere, in questo caso fisico, per obbligare le donne a vivere una vita fatta di paure e violenze.

Dal punto di vista economico, se fossero garantite le pari opportunità non avremmo ancora oggi vertici completamente al maschile, nei luoghi lavorativi dove vengono prese le decisioni importanti, un differenziale salariale tra donne e uomini che ricoprono posizioni lavorative uguali che va dal 15 al 40%, una differenza notevole tra la percentuale di donne e uomini che non lavorano e gli uomini avrebbero il congedo parentale non di 1 giorno per legge in Italia, ma almeno di 3/4 mesi.

Perché c'è un legame tra l'8 marzo e il mondo economico - finanziario? 

Tutta l’economia e tutta la finanza funzionerebbero meglio se il potenziale femminile fosse riconosciuto: è una questione di sguardo sul mondo. Le organizzazioni, con le loro gerarchie, i loro linguaggi, i loro ritmi, si sono costruite un po’ tutte al maschile. Siamo abituati ad una certa divisione e organizzazione del lavoro che forse potrebbero essere migliori e più umane, se un maggior numero di donne fosse presente nei luoghi decisionali. Anche il mondo della finanza sarebbe più a misura di persona: molte ricerche dimostrano che le scelte finanziarie di grandi imprese quotate sono più oculate quando il board dell’organizzazione è plurale, e questo aiuta soprattutto nei momenti di crisi.

Inoltre, le discriminazioni tra donne e uomini che colpiscono l'ambito lavorativo e familiare incidono anche nella capacità finanziaria delle donne, rispetto a quella degli uomini: reddito percepito, capacità di consumo e di investimento, percezione della pensione, proprietà, strumenti per affrontare processi di impoverimento...

Le pari opportunità tra donne e uomini sono un fattore chiave dell’economia e della finanza inclusiva ed “intelligente” che può sostenere ed aumentare la crescita economica e il progresso sociale della società nel suo insieme, anche e soprattutto in paesi che vivono momenti di crisi strutturale come l’Italia e la Spagna. Gli studi dimostrano che le organizzazioni possono riuscire ad operare trasformazioni in termini di attenzione all’ottica di genere se questo diventa un obiettivo strategico e se si intraprendono cammini di sensibilizzazione e consapevolezza che vanno ad infrangere gli atteggiamenti che guardano al fenomeno con irrilevanza e superficialità.

Banca Etica lavora per integrare la parità di genere tra i propri tratti distintivi, come si declina questo impegno?

Banca Etica, per le sue origini, la sua costituzione e la sua mission è attenta da sempre a questi aspetti. Come Comitato Etico crediamo che questo sia un momento favorevole per la banca per mettere a sistema le intuizioni e le attenzioni che la caratterizzano sul tema della parità di genere. In quest’ottica è indispensabile e strategico continuare a lavorare sulla consapevolezza intorno a questi temi, e quindi sulla governance e su strumenti innovativi di gestione del credito. 

Negli ultimi anni si sono intensificate le attenzioni sul tema della parità di genere, il Consiglio di Amministrazione prima ha avviato un confronto con lavoratrici e lavoratori, socie e soci, poi ha stimolato un approfondimento di analisi a cura del Comitato Etico.

Crediamo che avere donne in posizioni apicali non equivalga a realizzare cambiamenti nelle politiche e nei processi operativi di uno Stato né tanto meno di una banca se non vi è una volontà politica a cui segue una volontà operativa comune di dare maggiore attenzione alla parità di genere e alle differenze. Avere uomini alleati, che capiscano l’importanza e il sostegno nel perseguire politiche di genere rispettose delle differenze e delle opportunità per tutte e tutti, è cosa rara, come anche, avere delle donne in posizioni apicali consapevoli e capaci di applicare una trasformazione in un sistema bancario o di altra natura. Banca Etica ha tutte le potenzialità per fare la differenza, anche sui temi della parità di genere.

Quali sono gli ostacoli che maggiormente rallentano il raggiungimento di una effettiva parità tra uomini e donne, anche in contesti evoluti come quello della finanza etica?

L'analisi partita con la collaborazione del CdA - e che è stata elaborata in particolare particolare da due componenti del Comitato Etico, Simona Lanzoni e Alessandra Smerilli – ha avuto l'obiettivo di mostrare che si possono valorizzare diversità e differenze per realizzare un futuro migliore, realmente inclusivo per tutte e tutti.

Il lavoro sulla consapevolezza di come gli stereotipi, i comportamenti discriminatori basati sul genere e le conseguenze di secoli di storia in cui le donne sono state più passi indietro rispetto agli uomini sono temi che dovrebbero essere parte del bagaglio di consapevolezza di tutti i dipendenti di Banca Etica, perché aiuterebbe a porsi davanti ai propri clienti in un ascolto differente, in scelte di marketing oculate in base ai diversi bisogni, e nella diversificazione anche di genere dei vertici della Banca.

Non si tratta di creare mondi rosa e prodotti per donne, ma di analizzare, pensare, vedere e agire tenendo conto della complessità che proviene dal fatto che il mondo è composto di uomini e di donne che guadagnano, risparmiano, investono diversamente. La parità di opportunità e di diritti passa attraverso il riconoscimento e l’accoglienza delle differenze, senza che queste si trasformino in stereotipi.

Quali sono i prossimi passi che vedremo in Banca Etica?

Il Consiglio di Amministrazione ha già indicato i prossimi temi in agenda:

  • avviare un cantiere sul linguaggio di genere
  • coinvolgere anche i partner della Global Alliance for Banking on Values in un dibattito aperto sul tema della mobilità e inclusione fra generi e generazioni
  • riattivare un confronto permanente tra organi di governo, personale e base sociale del Gruppo Banca Etica con un seminario che si terrà in autunno di quest'anno.

Commenti

Inviato da laura giglioni il 9 Marzo 2017 - 9:23am

Sono orgogliosa della banca che ho scelto perché pone la sua attenzione sempre su temi importanti, la collaborazione tra generi è fondamentale, le due sensibilità devono integrarsi in un rispetto reciproco. Purtroppo assistiamo ad un crescendo di femminicidi, oltre alla discriminazione sul lavoro: è la cultura che deve cambiare

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