Il racconto de "La lobby più potente del mondo" al Festival di Internazionale

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Il racconto de "La lobby più potente del mondo" al Festival di Internazionale

8 Ottobre 2014

"La lobby più potente del mondo" è il titolo dell'incontro che abbiamo promosso al Festival di Internazionale di Ferrara per parlare di come i poteri finanziari influenzino la politica e del ruolo della società civile. All'incontro hanno partecipato Ugo Biggeri (Banca Etica), Aline Fares (Finance Watch), Kenneth Haar (Corporate Europe Observatory), moderati dalla giornalista e scrittrice Nunzia Penelope.

I contenuti salienti dell'incontro

a cura di Emanuela Branca (articolo originale)

Nunzia Penelope cita una ricerca del Politecnico di Zurigo che segnala che le maggiori 50 multinazionali hanno un controllo sostanziale dell'economia mondiale (di queste metà sono americane e i tre quarti sono costituiti da gruppi finanziari).

A cogliere lo spunto è Kenneth Haar, ricercatore danese che lavora per Corporate Europe Observatory. Questa organizzazione si pone l'obiettivo di rendere esplicite le influenze che le lobby esercitano presso i policymakers e di limitarne l'influenza. L'aggressività delle lobby è molto cresciuta dopo la crisi finanziaria del 2007-2008 nel contesto europeo. La cronaca dei provvedimenti adottati dagli organi legislativi dimostra come le lobby apportino correzioni, emendamenti e siano spesso gli unici organismi abbastanza organizzati e competenti da potere esprimere un opinione su argomenti tecnico-giuridici che le riguardino: non si ha notizia, ad oggi, di provvedimenti adottati dalla Commissione Europea in esplicito contrasto con gli interessi dei grandi gruppi bancari.

Soprattutto dopo la crisi finanziaria si è maturata l'esigenza di costituire gruppi di esperti che potessero analizzare le regolamentazioni richieste da mercato finanziario molto complesso. Per questo nel 2010, su richiesta di circa un terzo dei componenti della Commissione Europea è nato Finance Watch, di cui Aline Fares è esponente. Si tratta di un gruppo di influenza che annovera al suo interno ex-banchieri, ex-trader, ma anche lobbisti (ribattezzati "quelli buoni" durante il dibattito...) la quale si propone di partecipare in modo indipendente al dibattito sulle policy in ambito finanziario. Secondo la Fares, quando la finanza assume una dimensione confrontabile con quella del PIL di una nazione, si possono generare meccanismi distorti che portano ad un collasso econimico: nella situazione attuale il sistema finanziario europeo gestisce volumi 3-4 volte superiori al PIL continentale e questo dà l'idea del livello di criticità della situazione. Se questo è il livello su cui si muovono gli intermediari finanziari, si capisce l'intento ossessivo di fare lobbying in contesti legislativi e a farlo nella massima discrezione, lontano dai riflettori e dal pubblico dibattito.

In questo arido contesto si staglia l'esempio di Banca Etica, di cui Ugo Biggeri è presidente. Biggeri conferma che l'opinione pubblica non si fida dei mercati finanziari e che si tende a generalizzare considerando uguali tutti gli operatori che lavorano in ambito finanziario. Occorre una maggiore consapevolezza ed informazione per distinguere i colossi finanziari imbottiti di strumenti raffinati dalle banche che sostengono l'economia reale, e distinguere le "buone" dalle "cattive" lobby. In questo sforzo la comunicazione non ha aiutato particolarmente: si è passati dal criticare i banchieri al criticare i governi che tassano, anche se la fame di questi ultimi è spesso legata ai buchi lasciati dai primi.

Ultimo punto, ma non per importanza è il ruolo centrale che un pubblico informato può rivestire nella conoscenza critica delle questioni economiche, anche quando queste sembrano troppo tecniche ed appaiono lontane perché discusse a Bruxelles e non a Roma.

La lobby più potente del mondo raccontata con i vostri tweet

Commenti

Inviato da Rodrigo Vacchi (non verificato) il 14 Ottobre 2014 - 3:34pm

Una domanda semplice che azzera tutte le chiacchiere:
Ma perchè continuiamo a dipendere da soggetti PRIVATI ( banche centrali e mondiali ) che stampano la carta moneta, e la prestano, quando e come vogliono, dietro interessi e strozzzinaggio a Nazioni e Popolazioni ?
Ma perchè nessuno dice che la CARTA MONETA DEVE ESSERE DI PROPRIETA' dei Popoli ( dicesi sovranità monetaria ) e NON di proprietà di BANCHE MONDIALI PRIVATE !!!
Se ci pensate, la carta moneta, essendo la merce di scambio più importante e indispensabile di tutte, è paragonabile all'acqua, DEVE ESSERE DI PROPRIETA' PUBBLICA, e gestita nell'interesse pubblico, e per una economia sana.
Tutto il resto sono chiacchiere che non prendono in considerazione l'origine dei problemi di una economia marcia, in mano a società private come BCE, FMI, FEDERAL RESERVE, BANCA MONDIALE e le loro 50 multinazionali accolite.
Leggere il saggio a questo link prego: http://fazzclub.salvafamiglie.org/pagina/DietroalDefaultDEF.pdf

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