UN SACCHETTO PER LA LEGALITA'

Bancanote Blog

UN SACCHETTO PER LA LEGALITA'

13 Settembre 2016

Banca Etica è partner di legalità di "Sacchetico" un progetto promosso da alcune organizzazioni socie della banca e da imprese impegnate per promuovere l'economia circolare in Italia.

"Sacchetico" punta a coinvolgere centinaia di commercianti affinché scelgano di utilizzare per le loro attività sacchetti biodegradabili e compostabili che rispondano alla normativa europea UNI EN 13432. Il progetto nasce dalla rilevazione di un problema ambientale di enormi dimensioni: sul mercato continuano a circolare sacchetti in plastica e Legambiente stima che questi producano 40.000 tonnellate di plastica, 160 milioni di euro persi dalla filiera legale, 30 milioni di evasione fiscale e 50 milioni di maggiori costi di smaltimento. Un'economia illegale che vede protagoniste le organizzazioni criminali.

Per sensibilizzare esercenti e consumatori "Sacchetico" trasforma il normale sacchetto della spesa in uno strumento di educazione ambientale e comunicazione: i commercianti, botteghe, coltivatori diretti che acquisteranno "Sacchetico" riceveranno un kit che gli permetterà di far conoscere ai propri clienti la loro scelta di legalità e attenzione all'ambiente.

Attraverso Soci In Rete le imprese e organizzazioni socie di Banca Etica possono acquistare Sacchetico ad un prezzo scontato, clicca qui per ulteriori informazioni.

Sacchetico è un progetto di ideato da Sisifo, implementato da Sarvex, prodotto in Mater-Bi da Polycart. Partner di legalità sono: Banca Etica, Caes e Coopventuno.

Per ulteriori informazioni: www.sacchetico.it

Commenti

Inviato da Rosanna Panzeri il 26 Settembre 2016 - 9:15am

- il costo dei biodegradabili al super (per l'uso casalingo dell'umido) è troppo alto
- i sacchetti biodegradabili venduti a basso prezzo nei negozi "cinesi" sono affidabili?
- i venditori sostengono che i biodegradabili non sono resistenti, perciò al mercato per la frutta e verdura vengono forniti quelli in plastica solita

Inviato da Giuseppe Lanzi il 26 Settembre 2016 - 3:45pm

Buongiorno Rosanna
sul costo dei sacchi biodegrabili per l'umido non dico nulla perchè in molti comuni sono forniti gratuitamente e non conoscendo la tua realtà, mi astengo.

Sulla seconda domanda entro nel merito: non si può parlare di affidabilità o meno dei negozi cinesi. Per garantire la qualità del prodotto ci sono gli standard europei (in questo caso la EN13432) e le certificazioni di enti terzi che puoi trovare illustrate meglio qui http://www.sacchetico.it/approfondimenti/normativa/

La terza affermazione invece è falsa. La legge italiana prevede l'obbligo del compostabile solo nell'imballaggio secondario e non ne primario. Per capirci, è obbligatorio lo shopper ma per il sacco frutta e verdura no. Assurdo? Personalmente sono d'accordo ma la legge è questa. Ci sono diverse proposte, non solo in Italia, di rendere compostabile anche l'imballaggio primario; vedremo che succede. Sulla resistenza però, come in tutti i manufatti, dipende dal trasformatore del polimero. Non mancano i "furbetti dello shopperino" ed è anche questa una delle motivazioni per cui è nato #Sacchetico che ti invito a provare anche sulla qualità e resistenza. Se passi a Fa la cosa giusta Umbria, lo presentiamo anche la http://umbria.legambiente.it/contenuti/articoli/sacchetico-fa-la-cosa-gi... PS Se non fosse stato chiaro, sono il coordinatore del Progetto Sacchetico

Inviato da Elena romano il 26 Settembre 2016 - 12:57pm

Iniziativa molto interessante, cercherò di saperne di più

Inviato da aurora tron il 26 Settembre 2016 - 3:15pm

E' vero che i sacchetti biodegradabili sono poco resistenti.
Io ho ovviato al problema tenendo in casa, in auto ed in borsa,sporte in tela di tutte le fogge e dimensioni. Sono robuste, resistenti, belle da vedere, se decorate ( come ne ho viste tante di autoproduzione).e riciclabili all'infinito. Le fornisco ai negozianti che me le riempiono e mi ringraziano pure!
Quanto al prezzo dei sacchetti al supermercato,( non li acquisterei mai dai cinesi), l'ho risolto riducendo l'uso dei detersivi x la casa che sono parecchio inquinanti,( soprattutto se di poco prezzo), sostituendoli con aceto e bicarbonato di sodio. Con quanto risparmiato, compro i sacchetti in mater-bi , biodegradabili.

Inviato da Giuseppe Lanzi il 26 Settembre 2016 - 4:42pm

Ciao Aurora

come scrivevo sopra, per la resistenza non si può generalizzare perchè dipende da come lavora il trasformatore. Le bioplastiche hanno raggiunto delle performance paragonabili alla plastica tradizionale. Altro discorso quello delle sporte riutilizzabili di cui anche io faccio uso.

Anche noi abbiamo scelto il Mater-Bi per vari motivi. Vorrei però che focalizzassimo sul fatto che in questo caso il sacchetto è uno strumento che abbiamo utilizzato per veicolare una campagna di educazione alla legalità e di comunicazione ambientale.

Altrimenti che senso avrebbe per soggetti come Banca Etica e Caes mettere il loro logo su un sacchetto. #Sacchetico è molto di più e se costa meno del solito è proprio per i contributi avuti dai partner di progetto per veicolare il messaggio.

Comunque grazie dell'interesse

Inviato da mario il 26 Settembre 2016 - 9:36pm

dove mettere i sacchetti biodegradabili non più utilizzabili nell'immondizia o nel raccoglitori per la plastica?

Inviato da Giuseppe Lanzi il 27 Settembre 2016 - 12:17pm

Ciao Mario
La particolarità dei sacchi compostabili conformi alla norma UNI EN13432 (abituiamoci a questa sigla fondamentale), vanno conferiti nella frazione organica (umido) proprio perchè possono trasformarsi in compost. Qui trovi approfondimenti sui diversi tipi di compostaggio http://www.sacchetico.it/approfondimenti/compostaggio/

Inviato da Marcus il 27 Settembre 2016 - 7:40pm

Scusa ma quando il commerciante ci da il sacchetto biodegradabile con dentro la spesa, come facciamo noi consumatori a sapere se risponde alla normativa che hai menzionato? E neanche mi pare fattibile chiedergli se rispetta quella normativa (anche perchè sono sicuro non lo sa nenache lui). Qui a Roma quando iniziò la nuova differenziata, l'AMA fornì il secchiello e un rotolo di sacchetti (piccoli e per NIENTE resistenti). Dopodichè ogni cittadino avrebbe dovuto comprarli o usare quelli forniti dai commercianti. Una sola volta abbiamo comprato quelli sponsorizzati da Legambiente, ma cosatavano una enormità e non erano affatto resistenti!

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