ACS, cooperazione allo sviluppo in ambito rurale

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ACS, cooperazione allo sviluppo in ambito rurale

31 Agosto 2012

Incontro con Tatjana Bassanese, presidente di ACS (Associazione di Cooperazione e Solidarietà), ong socia di Banca Etica che da tempo ha scelto la finanza etica. Un'associazione a cui è collegato il certificato di deposito dedicato Mi.PA-Microfinanza e Pace i cui sottoscrittori possono sostenere ACS con la devoluzione degli interessi.

 

Chi è ACS, come è iniziata la vostra avventura e come siete strutturati oggi?
ACS è una Ong nata a Padova nel 1991 per realizzare progetti di cooperazione allo sviluppo e supporto nelle emergenze (Afghanistan, Iraq, Haiti, Rwanda). Nel 1998 abbiamo ottenuto l'idoneità MAE per realizzare progetti di cooperazione.

Dal 2000 ci focalizziamo su progetti di sviluppo rurale, specie in contesti di conflitto strisciante o post-conflitto (Palestina, Bosnia Erzegovina, Rep. Dem. Congo), utilizzando l'agricoltura anche come strumento di riconciliazione tra le persone e la terra per costruire un sistema socio-economico sostenibile e fondato sulla pace. I nostri principali strumenti di intervento sono la formazione e l'assistenza tecnica per l’avvio di piccole attività economiche - anche attraverso programmi di microcredito - e il rafforzamento delle istituzioni locali di base.

Abbiamo una struttura operativa molto snella, oltre alla sede di Padova siamo presenti anche a Roma, in provincia di Verona (ufficio Africa) e di Terni. Siamo soci di Banca Etica fin dalle origini, oltre che di Cocis, Etimos e Fairtrade Italia. Facciamo parte del Distretto di Economia Solidale di Padova e abbiamo una stretta collaborazione con l'Associazione per la Pace.
 

Quali progetti vi stanno impegnando oggi?
Attualmente ACS è impegnata in Bosnia, Palestina, Repubblica Democratica del Congo, Mozambico e Sud Sudan nel sostegno alla popolazione, soprattutto alle fasce più vulnerabili (giovani disoccupati, donne, bambini) con progetti di sviluppo rurale, formazione ed empowerment.

In Bosnia, con la Cooperativa Insieme e le donne serbo-bosniache e bosniaco-musulmane di Bratunac (vicino a Srebrenica), abbiamo avviato nel 2002 un progetto per la coltivazione, lavorazione, trasformazione e commercio dei piccoli frutti, lamponi, more, fragole(Foto ACS, ndr). A livello sociale, il progetto ha contribuito a ricreare il dialogo tra le persone, fortemente colpite da tutte le conseguenze della guerra ed in particolare da quanto avvenuto a Srebrenica. Stiamo attualmente valutando la possibilità di sostenere un'altra iniziativa simile in un'area non lontana, relativa alla coltivazione del grano saraceno.

In Palestina, lavoriamo insieme ai giovani e alle donne della Cisgiordania e della Striscia di Gaza; progetti per sostenere l'occupazione giovanile attraverso la formazione e la nascita di cooperative agricole e di allevamento, empowerment femminile grazie al sostegno del ruolo della donna; in particolare, nella Striscia di Gaza favoriamo l'autosufficienza alimentare delle famiglie più deboli attraverso l'avvio di orti domestici, ed il ripristino di aree verdi in alcune aree devastate.

In Repubblica Democratica del Congo, lavoriamo insieme alla Caritas italiana e locale per il reinserimento sociale e scolastico degli ex bambini soldato, che vengono sostenuti nel loro percorso di cura del trauma dallo staff locale (educatori, psicologi, medici, legali). Sono anche stati avviati progetti di agricoltura e allevamento per la popolazione e realizzate strutture di lavorazione e trasformazione dei prodotti (mulino, caseificio, oleificio, macello). Insieme a Regione Veneto, Università di Padova e Agronomi e Forestali Senza Frontiere stiamo realizzando un progetto di riforestazione.

In Mozambico, insieme ad ASEM Onlus, sosteniamo le donne contadine di Vilankulos, spesso vedove e con figli a carico – anche altrui. Rafforziamo il loro ruolo con l'accompagnamento e la formazione sulle tecniche di agricoltura domestica (orti domestici per il sostentamento del nucleo familiare) affinché siano in grado di sostenere il nucleo familiare. Grazie alla partnership con l'Università di Maputo, alcuni studenti di Agraria svolgono stages formativi accompagnando le donne contadine nelle loro attività. Il perno fondamentale del progetto è l'azienda agricola Busara a Mahangue, dove sorgerà il punto vendita per i prodotti agricoli e trasformati.

In Sud Sudan abbiamo iniziato da poco meno di un anno a sostenere un processo di sviluppo rurale nelle zone di Renk e di Wao, in collaborazione con Caritas Italiana e le parrocchie locali, e con il sostegno del Comune di Schio (Vicenza). Il progetto è nelle fasi iniziali, e richiederà diversi anni di lavoro per arrivare a compimento.
 

Avete un certificato di deposito dedicato insieme a Banca Etica. Quale iniziative sostiene il risparmiatore che sceglie di impiegare il suo risparmio per sostenere i progetti di ACS?
I fondi che raccogliamo grazie a questo strumento sono destinati ad alimentare un fondo di rotazione a favore dei giovani palestinesi. Il fondo è già attivo, costituito grazie ad un precedente progetto, ma il suo ampliamento permetterà di sostenere un maggior numero di richieste di credito. È gestito in collaborazione con noi da YDA, nostro partner da lungo tempo, e finanzia singoli e gruppi che partecipano alle cooperative di risparmio e credito di Gaza e Cisgiordania. I progetti avviati finora sono soprattutto piccoli allevamenti di ovini e di animali da cortile, gestione di serre orticole, apertura di piccoli punti vendita in villaggi isolati, produzioni artigianali da parte di gruppi di donne. I crediti erogati dal fondo coprono solo in parte il costo dei progetti, che per il rimanente viene sostenuto dal gruppo con il proprio risparmio.
 

Anche voi avete scelto la finanza etica. Quali sono le ragioni alla base di questa scelta?
In ACS conosciamo e condividiamo le riflessioni sulla necessità di una revisione del modello e dell'operatività finanziaria fin dalla nascita delle prime MAG, da qui le scelte successive sono state delle semplici conseguenze. Come la nascita di ACS è stata la conseguenza pratica di una riflessione sui rapporti Nord-Sud, così le nostre scelte nel campo finanziario, nel campo dei consumi, nella scelta delle collaborazioni sono la conseguenza delle riflessioni avvenute, nel tempo, nell'associazione.
La nostra operatività è guidata da una riflessione sempre in divenire, che negli ultimi tempi si è concentrata sui temi della Decrescita, da coniugare con la nostra presenza in luoghi come il Congo e il Mozambico, per esempio, dove gli effetti della “crescita” abnorme di alcune aree del mondo si mostrano paradossalmente nella miseria più estrema di chi sta all'altro capo dei processi produttivi e finanziari, e dove si vedono chiaramente gli effetti di relazioni tra forti e deboli che ci sono sempre più vicine.
 

Progetti, aspettative e sogni futuri?
Ci piacerebbe farci conoscere di più e condividere con altri il lavoro e le riflessioni che facciamo, in vari modi: allargando la rete dei nostri soci e simpatizzanti, anche fuori Padova, facendo arrivare meglio e di più le nostre idee nelle scuole e nelle università che ci sono attorno, consolidando ed aumentando le collaborazioni con altri attori, sia sul territorio padovano che nel resto d'Italia.

Considerando poi che la cooperazione allo sviluppo in Italia sta vivendo un periodo di crisi e che è chiamata a ripensare a fondo le sue ragioni, il suo ruolo, gli strumenti e le risorse umane e finanziarie, ci piacerebbe anche riuscire a dare un contributo positivo al dibattito in corso

 

Maggiori info su www.acs-italia.it - Facebook www.facebook.com/ACSitalia

 

 

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