E se tutte le banche facessero così? #bankingonvalues

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E se tutte le banche facessero così? #bankingonvalues

22 Ottobre 2015

Nella giornata mondiale di mobilitazione per la finanza sostenibile è stato pubblicato l'aggiornamento della ricerca della  Global Alliance for Banking on Values, che dimostra ancora come le banche etiche abbiano performance migliori rispetto alle “too big to fail”.

27 banche al servizio di 20 miliondi di clienti in 5 continenti con un giro d’affari di oltre 100 miliardi di dollari gestiti con il comune obiettivo di mettere la finanza al servizio di uno sviluppo economico sostenibile, rispettoso dei diritti umani e dell’ambiente: questa è la Global Alliance for Banking on Values (GABV), il cui unico componente italiano siamo noi di Banca Etica.

Ecco in sintesi i principali risultati della ricerca pubblicata oggi dalla GABV.

Prestiti su totale attivi

Le banche sostenibili ed eticamente orientate erogano quasi il doppio del credito in proporzione agli attivi di bilancio rispetto alle banche di sistema
(75,2% per le banche sostenibili; 39,6% per le “too big to fail”).

Depositi su totale attivi

I bilanci delle banche eticamente orientate si sostengono grazie alla raccolta di risparmio dalla clientela senza bisogno di attività speculative

(78% per le banche etiche e sostenibili; 49% per le “too big to fail”).

Capitale su totale attivi

Le banche etiche e sostenibili hanno una solidità patrimoniale maggiore rispetto alle banche di sistema

(7,9% per le banche etiche e sostenibili;6,9% per le “too big to fail”)

Impieghi

Gli impieghi crescono più rapidamente nelle banche etiche e sostenibili rispetto alle banche di sistema: nel periodo 2010-2014 le banche sostenibili hanno registrato in media una crescita degli impieghi pari a +12,2% contro lo scarno + 5,4% delle too big to fail

Raccolta

Anche la capacità di attrarre risparmio è cresciuta molto di più nelle banche etiche e sostenibili. Tra il 2010 e il 2014 hanno registrato nell’insieme un +12% contro il +5,9% delle banche di sistema.

Capitale sociale

Anche la crescita del capitale sociale è stata molto più marcata nelle banche etiche e sostenibili nel periodo 2010-2014: +11,8% contro il +3,5%  per le too big to fail.

Se i numeri sono questi, perché le banche non fanno tutte così?
Questo è il quesito che la Gabv pone oggi ai policy makers e alle istituzioni finanziarie globali.

Scarica la ricerca completa (in inglese)

Commenti

Inviato da Alfonso il 12 Novembre 2015 - 7:01pm

Purtroppo la Finanza Etica crea pochi posti di lavoro. Ad esempio, Banca Etica ha a livello nazionale circa 250 dipendenti; cioè praticamente nulla rispetto al numero di dipendenti del settore bancario tradizionale il cui numero totale è di ben 280.000 dipendenti! Stesso discorso per il risparmio gestito: Etica Sgr ha poco più di 1 miliardo di euro in gestione rispetto agli oltre 1750 miliardi che gestiscono le Sgr del settore bancario tradizionale. Quindi la Finanza Etica è un settore in leggera crescita, ma resta pur sempre un segmento di nicchia.

Inviato da cristina.masturzo il 16 Novembre 2015 - 2:36pm

Buongiono Alfonso, grazie per il suo commento che stimola la riflessione. Se il nostro impatto è determinato solo dai numeri allora lei ha ragione, siamo effettivamente uno 0,00X% di tutto. Se però prendiamo come riferimento la dimensione temporale e comprendiamo che il nostro obiettivo non è tanto il numero quanto piuttosto il processo culturale che contribuiamo a mettere in moto, allora il valore è ben diverso.
Trent'anni fa era raro che un consumatore, al momento dell'acquisto, si ponesse delle domande sull'impatto ambientale del bene acquistato o addirittura sulle condizioni sociali di chi lo aveva prodotto; ci sono voluti anni di lavoro dei movimenti ecologisti, del commercio equo, dei diritti umani per arrivare alla situazione odierna, in cui questo tipo di attenzioni caratterizza una fascia sempre più ampia di consumatori (con conseguente ripercussione sulla tipologia dell'offerta).
Stesso discorso discorso vale per la finanza etica e per i fondi eticamente orientati: basti pensare al fatto che oggi molte banche e SGR offrono ai loro clienti prodotti di deposito o di investimento che rispondono a criteri di finanza etica; sarà marketing, sarà bisogno di recupero della fiducia dei risparmiatori... ma oggi il 30% circa dei fondi di investimento risponde a criteri di sostenibilità sociale ed ambientale (Fonte "Quale ruolo delle politiche pubbliche nello sviluppo delle SRI?" Novembre 2015 - Forum Finanza Sostenibile www.finanzasostenibile.it).
Per concludere siamo una realtà di nicchia se guardiamo a quante persone vengono coinvolte direttamente, non lo siamo se ci vediamo come un movimento di persone in cammino verso un futuro sostenibile, che oggi può contare a livello mondiale su di una rete sempre più estesa.
buona giornata, Cristina (Banca Etica)

Inviato da pierpaolo il 13 Novembre 2015 - 7:58pm

1) scelgo banca etica perché credo nelle finalità e nella filosofia che ne sta alla base
2) dobbiamo pur fare la nostra parte
3) il rendimento dei titoli investiti c'è
4) sono orgoglioso di contribuire allo sviluppo di microprogetti

Inviato da Giuliano il 18 Ottobre 2016 - 5:33pm

Condividendo la risposta di Cristina vorrei ricordare il ruolo di azionariato consapevole ed attivo di molte istituzioni che partecipano alle assemblee delle società che detengono nei portafogli. Fra queste segnalo,oltre ai fondi di investimento di Etica Sgr, anche la schiera dei fondi pensionistici che facendo investimenti nel lungo periodo è per loro una conseguenza logica l'adesione ai principi della finanza etica; acquistando partecipazioni di società che entrano nelle varie liste di sostenibilità favoriscono la stabilità delle quotazioni in aggiunta ad un incremento nel tempo. E' una situazione che non è certo sfuggita agli operatori delle borse ! Per quanto concerne l'occupazione anche le banche andranno incontro ad un ridimensionamento però al di fuori ci sarebbe un mondo di possibilità. Proviamo a pensare a tutta la ricchezza bruciata ultimamente (ma guarda caso) nelle popolari del centro Italia e del Veneto se solo fosse stata investita in joint ventures o sani fondi di private equity avrebbe potuto generare economia ed occupazione. A mio avviso é anche questo un tema di finanza etica che dovrebbe entrare con vigore nelle scuole, nelle università di indirizzo economico e naturalmente nella società civile; argomento purtroppo mai trattato dalla stampa sotto questo aspetto.

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