EMMAUS DI FOGGIA É CASA, PER TUTTI

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EMMAUS DI FOGGIA É CASA, PER TUTTI

24 Dicembre 2020

In collaborazione con Corrado Fontana, giornalista di Valori.it

«Per Emmaus di Foggia la finanza etica è una scelta consapevole e profonda», ci dice Michele Gravina di Banca Etica." Tant’è che la storia pluridecennale di questa organizzazione segue un percorso indissolubilmente legato alle origini dell’istituto padovano, un lungo sodalizio che si fonda sulla promozione e il sostegno reciproco tra le due realtà. E a partire da un’idea di etica condivisa, e dei valori che questa include, molti progetti di Emmaus sono stati finalizzati all’accoglienza.

Parliamo ad esempio del cas, cioè un centro di accoglienza straordinaria, aperto sei anni fa e chiamato Casa di Abraham e Sarah, dove sono stati ospitati, curati, integrati e formati già centinaia di migranti richiedenti asilo – soprattutto donne, sole e con minori –, nell'ambito delle grandi ondate di sbarchi che hanno raggiunto il nostro Paese. Un servizio di rifugio prezioso chiuso a maggio 2019 a causa dei decreti sicurezza emanati dall’allora ministro degli Interni Matteo Salvini. L’attività è tuttavia proseguita in altre modalità, grazie al progetto Articolo 76, per cui una palazzina della grande struttura alle porte della città è diventata un alloggio sociale per adulti e minori in stato di vulnerabilità. «Il servizio – racconta la responsabile Claudia Cammeo – è di tipo residenziale e emergenziale e, pur non essendo una vera “casa rifugio” a tutti gli effetti, accoglie donne, spesso di origine straniera (marocchine, nigeriane, rumene, lituane...), che hanno subito violenze in ambito domestico. Arrivano dopo la denuncia, generalmente a carico del compagno o del marito, accompagnate dai figli». Tutti i posti accreditati sono occupati (oggi da 16 donne con 11 minori), e il lavoro per restituire libertà e serenità alle ospiti, talvolta di passaggio verso strutture più protette, è svolto in collaborazione attiva con carabinieri, forze dell’ordine in generale ed enti locali.

A queste attività, delicate e importantissime per un territorio già fragile, Emmaus e la Casa di Abraham e Sarah affiancano diversi servizi. Ad esempio il bel progetto di housing sociale e co-housing avviato l’anno scorso in collaborazione a Fondazione con il Sud e col contributo dei servizi finanziari di Banca Etica. «In pratica – spiega Anna Valerio – abbiamo messo a disposizione degli alloggi in antiche masserie ristrutturate, oltre a un paio di appartamenti a Foggia. Queste case offrono una opportunità a uomini e donne, italiani e stranieri, che si trovano in momenti di difficoltà, talvolta padri separati oberati dalle spese oppure migranti in stato di bisogno che cercano un alloggio dignitoso e una residenza regolare per rinnovare il permesso di soggiorno». Gli alloggi sono concessi in comodato d’uso, e gli ospiti (44 al momento) sono accompagnati verso l'autonomia e l'integrazione, anche tramite attività condivise e un sostegno per trovare un nuovo alloggio e un contratto di lavoro.

Emmaus, insomma, si prende cura di molti aspetti della vita dei più fragili, e per l’inverno ha appena iniziato ad accogliere 5 donne e 10 uomini senza dimora, fornendo loro un letto dove dormire e una cena calda. Ma l’organizzazione cerca di avere un impatto sociale positivo anche oltre l’accoglienza, in un territorio dove diritti e legalità non vengono tutelati. Da qui la partecipazione a un’iniziativa della regione Puglia per offrire biciclette ai lavoratori stagionali delle campagne della Capitanata. La bici, per queste persone, è un mezzo di trasporto essenziale, ed Emmaus gliela consegna “corredata” di formazione e responsabilizzazione per il suo uso, fino ad assistere nella denuncia in caso di furto. Ma non è tutto. Perché laddove il binomio tra agricoltura e sfruttamento ricorre nelle notizie dei quotidiani locali, la lotta al caporalato passa anche per un servizio di navette per i lavoratori – perlopiù migranti – che vivono nell’incredibile realtà dei due ghetti di Foggia, ahinoi i più grandi ghetti d'Europa. Conclude Anna Valerio: «In accordo con le aziende agricole principali dell’area, i nostri operatori tutti i giorni da due estati accompagnano gli stagionali dalle quattro del mattino, riportandoli alle loro abitazioni alle due del pomeriggio».

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