PRIMA DI ORDINARE (A DOMICILIO), PENSA...

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PRIMA DI ORDINARE (A DOMICILIO), PENSA...

21 Maggio 2020

In collaborazione con Corrado Fontana, giornalista di Valori.it

C’è chi non ci sta. E allo strapotere delle solite multinazionali, che impiegano e sfruttano il lavoro precario e poco tutelato dei fattorini in bicicletta, ha opposto una logica diversa. La creazione di una cooperativa di riders – cosiddetti perché a cavallo di biciclette e motorini – in cui ciascuno è socio, scommette su se stesso e sull’impresa, in cui viene maggiormente garantito da un vero contratto, che prevede le ferie, l’assicurazione sugli infortuni, la malattia e il trattamento di fine rapporto, ad esempio. Questa è l’esperienza di Defoody, società cooperativa nata a ottobre 2019 a Verona, da cui è scaturito un nuovo marchio per le consegne in città: Food4me. Per ora. Perché potrebbe trattarsi di un modello destinato a fare scuola e a creare una rete capace di cambiare il settore a livello nazionale.

Questa la speranza a lungo termine, ma intanto l’avventura è cominciata dopo le delusioni che l’iniziativa governativa recente aveva determinato, non essendo riuscita a modificare la condizione di questo tipo di lavoratori. E così – ci racconta Francesco Zenere, il presidente di Defoody – «insieme ad altri sette soci abbiamo valutato di distaccarci dalle multinazionali e metterci in proprio, creando una cooperativa che fosse portatrice dei valori e dei bisogni che volevamo fossero garantiti». Il progetto è nato grazie al supporto di CISL e Confcooperative di Verona, e ha beneficiato di un finanziamento di Banca Etica indirizzato ai singoli soci, così da poter accrescere l’ammontare del capitale sociale iniziale raddoppiato grazie al concorso di Cooperazione finanza e impresa (Cfi).

«Banca Etica si è interessata alla nostra attività e da lì è nato un rapporto. Abbiamo chiesto un finanziamento che è servito per l'infrastruttura tecnologica e l'abbigliamento e l’attrezzatura marchiati col nostro logo. Ci è venuta incontro per le spese iniziali e ci ha supportato al 100%. E così siamo riusciti a realizzare il nostro sogno. Non solo. Dagli otto soci che eravamo fino a poco tempo fa siamo già diventati 10, e l'idea è di allargarsi sempre più, assicurando a chi aderisce la possibilità di avere un contratto serio, in concorrenza con le multinazionali del food delivery, che propongono prestazioni occasionali, con un tetto di fatturato oltre il quale si è costretti ad aprire la partita IVA. Naturalmente chi è socio lavora esclusivamente per Food4me, perché deve credere nel progetto fino in fondo, ma aderendo alla nostra cooperativa non ci sono queste limitazioni».

In attesa che la piattaforma Web e l’app di Food4me siano ultimate, il riferimento è affidato al profilo facebook, ma in piena emergenza sanitaria e con le città serrate per contrastare la diffusione del contagio da coronavirus, Zenere e soci non sono rimasti con le mani in mano. E armati di guanti e mascherina hanno seguito nuove e diverse strade, offrendosi per fare la spesa a domicilio, oltre a continuare a collaborare con i pochi ristoratori ancora in attività, «che ci contattano sposando in qualche modo il nostro progetto di maggior tutela. L'epidemia, del resto, ha determinato un grosso calo di lavoro per noi. E perciò speriamo che gli aiuti del Governo arrivino in tempi brevi». D’altra parte Defoody si è guadagnata un accordo per consegnare i prodotti di alcune cooperative e i quotidiani porta a porta di due testate importanti: «L’Arena» e «IlSole24ore». Grazie ai giornali l’impresa registra un po' meno di un centinaio di consegne al sabato e oltre 200 al giorno dal lunedì al venerdì. Inoltre sta lavorando per sviluppare la consegna di frutta e verdura. Insomma non poco, di questi tempi, ed è per questo che «Per quanto riguarda la fase critica attuale comunque rimaniamo ottimisti – conclude Zenere –, e restiamo a disposizione dei ristoratori che, pian piano, speriamo possano ripartire con l'attività. Perché comunque le consegne a domicilio di cibo cucinato rimangono il nostro business essenziale».

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Commenti

Inviato da gabriele albrizio il 21 Maggio 2020 - 8:04pm

mi sembra un sogno. Se riuscirete ad affermarvi contro gli avvoltoi sarete veramente in gamba.
Un grande augurio da Trieste, con la speranza che arriviate anche qui

Inviato da Valente Pasquale il 26 Maggio 2020 - 1:09pm

Buongiorno , complimenti per il progetto, avete consegnatori a Bologna ?
Saluti

Inviato da Banca Etica il 1 Giugno 2020 - 11:18am

Buongiorno Pasquale, al momento l’esperienza di Defoody, società cooperativa nata a ottobre 2019, da cui è scaturito il marchio per le consegne in città: Food4me, è attivo solo a Verona. Ci auguriamo che possa diventare presto un modello destinato a fare scuola e a creare una rete capace di cambiare il settore a livello nazionale e magari anche a Bologna. Un saluto, Roberta - Ufficio Cultura, Mutualità e Comunicazione di Banca Etica

Inviato da salvatore il 27 Maggio 2020 - 3:22pm

Un grande augurio di riuscita!!!
Da socio di banca etica dico: BRAVI!!!! una goccia nel mare ma se non ci fosse questa gocce il mare non esisterebbe (conoscete di chi e' la citazione).

Inviato da Roberto Bertagna il 30 Maggio 2020 - 3:22pm

che dire. una bella notizia dopo aver appena letto che Uber è stata commissariata per sfruttamento e caporalato
queste sono le vere cooperative
auguri.

Inviato da Claudio il 1 Giugno 2020 - 9:53am

Complimenti buona idea . Vi invio sinceri Auguri

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