DAL RECUPERO DELLA TERRA UN OLIO DA PREMIO

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DAL RECUPERO DELLA TERRA UN OLIO DA PREMIO

6 Agosto 2021

A cura di Corrado Fontana di Valori.it

 

Partiamo dalla fine. Dall’oggi. Quando l’Antico frantoio del parco si presenta come azienda certificata biologica che non solo è riuscita a produrre «un olio spettacolare», come lo definisce Stefano Magnoni di Chico Mendes, ma addirittura un olio IGP toscano capace di ricevere diversi riconoscimenti importanti per il settore. Parliamo infatti della medaglia d'argento all'International Olive Oil Contest (IIOC) del 2020 e due medaglie d’oro nel 2021, vinte grazie a una selezione chiamata Villa Granducale e a un’edizione limitata dedicata ai 700 anni dalla morte di Dante Alighieri, «che nella Divina Commedia posiziona i suicidi e le arpie proprio qui nella selva della Maremma. Questi premi per noi sono motivo di grande orgoglio, per un risultato ottenuto in pochi anni e con risorse limitate. La prospettiva è quindi quella di poter vendere quest’olio nei luoghi d’eccellenza italiani ed esteri. Oltre che nelle nostre botteghe, nel circuito del commercio equo e nei negozi bio italiani».

Una prospettiva ormai più che concreta, ci pare, ma su cui era difficile scommettere nel 2016, allorché il progetto di recupero di territorio e sviluppo d’impresa è partito. Il principio è stato un bando dell’Ente Terre Regionali Toscane relativo a 228 ettari, per la maggior parte situati nel Parco regionale della Maremma e zone limitrofe, comprendenti un vecchio frantoio in località Enaoli, nel comune di Grosseto, tra Rispescia e Alberese. «Per partecipare – spiega Magnoni – abbiamo costituito una associazione temporanea d’impresa (ati) con Chico Mendes, Legambiente, e la cooperativa sociale Rossella Casini quale capofila, a cui poi è stato cambiato il nome in Antico frantoio del parco. Alla fine del 2016 abbiamo cominciato a lavorare questi terreni che erano stati lasciati andare, senza essere lavorati da diversi anni. Il Frantoio era utilizzato ma necessitava di migliorie. Ci siamo fatti carico di rimettere in produzione un enorme patrimonio olivicolo, di cui una buona parte era ormai assimilabile a macchia mediterranea. Abbiamo investito oltre mezzo milione di euro nel disboscamento, nelle grandi potature, nella creazione di sentieri e strade nel sottobosco per poter consentire la raccolta delle olive. Abbiamo prodotto 27mila litri di olio due anni fa, ma potenzialmente l'uliveto potrebbe superare i 50mila litri l'anno».

Del resto, di circa 30mila piante ne sono state ben recuperate più della metà, su circa 200 ettari, mentre le più problematiche richiedono ulteriore impegno. Tuttavia il lavoro, ampio e profondo, di squadra, sta dando buoni frutti, per «Un progetto che valorizza il bello, il buono e il giusto che abbiamo in Italia», sottolinea Nicola Brugnatelli della filiale milanese di Banca Etica. La banca sostiene infatti l’Antico frantoio del parco fin dai suoi primi passi, con linee di credito per l'anticipo dei contributi pubblici all'agricoltura, per l'ammodernamento dei macchinari, per le opere di ripristino degli alberi, e anche supportando la campagna Adotta un ulivo sulla piattaforma di crowdfunding Produzioni dal basso.

E l’affinità e la collaborazione storica con Chico Mendes si rinnova anche alla luce di alcuni obbiettivi collaterali. Oltre alla finalità principale di ripristino dell’uliveto di quella che era l'area dell’antica riserva di caccia del granduca di Toscana – conclude Magnoni – «c'è la volontà di farlo con le modalità dell'economia sociale, applicando i criteri del commercio equo e cercando di creare un polo dove consentire esperienza e formazione per i soggetti fragili, perlopiù migranti. Senza dimenticare lo sviluppo di una fruizione del bene pubblico, anche di tipo turistico». Probabilmente queste funzionalità secondarie potranno essere concretizzate dal 2022 in poi. Intanto, sotto la direzione esperta del maestro frantoiano calabrese Antonio Luccisano, la cooperativa impegna sei persone in maniera continuativa, oltre a ricevere il contributo di alcuni volontari e di squadre di lavoratori dedite a lavori straordinari e stagionali, dalla raccolta delle olive alle piccole e grandi potature.

Commenti

Inviato da Gianfranco mozzali il 7 Agosto 2021 - 4:16pm

Una importante iniziativa che conferma le capacità imprenditoriali italiane che possono essere impiegate per valorizzare iniziative di recupero del territorio e di rilancio di prodotti agricoli e della qualità italiana nel mondo

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