TRA SCUOLA E FAMIGLIA, UNA VIA TECNOLOGICA CONTRO I CYBERBULLI

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TRA SCUOLA E FAMIGLIA, UNA VIA TECNOLOGICA CONTRO I CYBERBULLI

18 Giugno 2021

A cura di Corrado Fontana di Valori.it

 

«Il periodo del lockdown per la pandemia di coronavirus ha generato una falsa sensazione di sicurezza nei genitori, mentre nei ragazzi, con una maggiore esposizione al Web e con la didattica a distanza, abbiamo notato un fattore moltiplicativo di problematiche di questo tipo, stando all'osservatorio della Polizia postale e di Telefono Azzurro. Una falsa sensazione di sicurezza favorita anche dal fatto che le scuole e gli adulti in quel periodo avevano questioni molto diverse cui dedicarsi». A parlare è Fabrizio Macchia, amministratore delegato di Kaitiaki di Udine, e le “problematiche di questo tipo” cui accenna sono cyberbullismo, hate speech, sexting, body shaming… che tormentano ahinoi molte ragazze e ragazzi italiani che frequentano Internet e i social network. E le loro famiglie.

E così, «Dopo diversi mesi di analisi approfondita su questo argomento – prosegue Macchia –, considerato che gran parte dei genitori delle vittime dichiarate non sono a conoscenza del fatto che i figli stanno subendo fenomeni del genere, abbiamo deciso di trovare il modo per informare gli adulti che ci potesse essere un problema su cui è necessario intervenire. Anche perché più dell’85% dei ragazzi è inconsapevole dei danni che produce e delle conseguenze che rischia, magari mettendo un semplice “mi piace” a un post che riguarda qualcuno che neanche conosce personalmente. Oppure rilanciando e commentando senza cogliere la gravità delle situazioni, e diventando così cyberbulli dal punto di vista della legge».

Da tali assunti è nata l’idea d’impresa che – assumendo un nome di origine maori che rappresenta una sorta di “guardiano della comunità” – si è tradotta nella proposta di applicazioni digitali in abbonamento (Apps) indirizzate alla famiglia e alla scuola. E, come start up innovativa a vocazione sociale, Kaitiaki si è avvalsa del sostegno finanziario agevolato garantito da Banca Etica per i vincitori del bando Innovare in rete. «Dall’edizione 2014 della ricerca EU Kids Online risultava che – sottolinea Enrico Trevisiol, responsabile della filiale di Trieste – più di 11 milioni di ragazzi in Europa, dai 9 ai 16 anni, hanno subito atti di violenza online, e solo il 29% dei genitori ne è venuto a conoscenza. Penso che fare finanza etica sia – anche – concedere credito a un’impresa che vuole rendere il Web e i social network un luogo più sicuro e sereno».

Foto di Dean Moriarty

 

Kaitiaki SAFE, ad esempio, è l’app che informa i genitori immediatamente quando un ragazzo o una ragazza, che sia vittima o che sia bullo/bulla, si esprime in maniera inappropriata nei confronti di qualcun altro. Una sorta di allarme a seguito di un’analisi del testo effettuata dall’intelligenza artificiale, grazie a una tecnologia che analizza le parole con un’accuratezza del 95% ma è anche in grado di considerare – spiega Macchia – «l’impatto emotivo che potrebbero avere sul destinatario. Qualora ci sia un Alert! avvisiamo i genitori, enucleando il contesto della frase e/o dell'immagine inappropriata – perché da parte dei genitori, codice civile e penale alla mano, c'è il diritto-dovere di educare e vigilare, ma esiste anche il diritto inalienabile del minore alla privacy –. E infatti Kaitiaki non è uno spyware, i genitori non avranno libero accesso alla giusta attività di relazione sociale privata dei ragazzi, ma è una sorta di guardiano silente, non invasivo».

Kaitiaki EDU, in linea con gli indirizzi del ministero, fornisce invece a dirigenti e insegnanti informazioni sul livello di rischio generale e specifico per scuola e per classe, per età e sesso dei ragazzi, per tematiche specifiche (sessuali, religiose, su argomenti come omofobia e razzismo…). Così facendo consente di indirizzare gli interventi, di valutare i risultati, puntando anche a coinvolgere gli studenti cui è garantita la partecipazione anonima ad una piattaforma in cloud.

Commenti

Inviato da Luca Minardi il 23 Giugno 2021 - 9:46am

In un'era in cui si creano continuamente nuove etichette e nuove definizioni di patologia per comportamenti di disagio una volta considerati "normali", o quantomeno non patologici (un esempio per tutti, la cosiddetta ADHD, o "Sindrome da Deficit di Attenzione e Iperattività"), che la società ed il sistema sanitario prendono immediatamente in carico prescrivendo terapie e farmaci pericolosi nonché bollando ed etichettando i minori come "malati", e dopo i pericolosi attacchi all'integrità del nucleo familiare (es. la revoca della patria potestà dei genitori sui minori "a rischio", con conseguente affidamento coatto degli stessi a strutture esterne al nucleo familiare), trovo molto pericolosa l'idea di affidare ad una fredda intelligenza artificiale la gestione del disagio giovanile, ed ancora di più l'idea della creazione di un database ad hoc dove questi dati verrebbero conservati per sempre.
L'idea stessa che si autorizzi un'intelligenza artificiale al monitoraggio ambientale 24/7 delle conversazioni di chiunque è un attentato alla privacy dei cittadini ed un pericoloso precedente da evitare a qualunque costo, e trasferirebbe di fatto la responsabilità del monitoraggio dei comportamenti dei minori dai genitori ad un'entità esterna, peraltro priva di empatia e del fattore di valutazione umano (cioè gli algoritmi di analisi dell'AI).
Trovo quest'idea agghiacciante e pericolosa, e sono sinceramente stupito che venga anche solo menzionata qui, sulle pagine di Banca Etica, perché trovo che dovrebbe suonare inammissibile e sconcertante per chi, appunto, valorizza l'etica come presupposto fondante per la nostra società.

Inviato da FABRIZIO MACCHIA il 28 Giugno 2021 - 1:07pm

Comprendendo le perplessità nel comune sentire che l’uso dell’intelligenza artificiale può a volte generare, ringraziamo il Signor Luca Minardi per darci l'opportunità di spiegare meglio la nostra applicazione, affinché anche i meno esperti di tecnologia possano cogliere a pieno la missione sociale ed etica di Kaitiaki.
Anzitutto una precisazione importante: Kaitiaki non effettua il "monitoraggio ambientale 24/7 delle conversazioni di chiunque", analizza esclusivamente le conversazioni degli account dei figli minorenni impostati dal genitore e solamente sui social autorizzati dai ragazzi stessi; punto fondamentale del suo funzionamento è infatti un sano dialogo tra genitori e figli.
Ritenere che l’Intelligenza Artificiale sia di per sé pericolosa è un approccio non del tutto corretto; infatti viene ormai utilizzata sempre più per aiutare le persone in varie situazioni anche nella vita privata e sociale di ogni giorno. Kaitiaki rientra proprio in questa casistica in quanto umano-centrica, cioè vantaggiosa per gli esseri umani sia a livello individuale sia sociale, e aderente ai valori etici e alle norme sociali, culturali, legali e politiche così come definiti dall’Unione Europea. Nel caso di Kaitiaki il concetto di algoritmo quindi non può essere interpretato come asettico e disumanizzante, in quanto le diverse tecnologie utilizzate , che concorrono ad individuare comportamenti violenti o lesivi, sono affiancate da analisi del sentiment e valutazioni psicosometriche tali da consentire di comprendere lo stato d’animo e il coinvolgimento emotivo della singola persona coinvolta; Kaitiaki non giudica, non etichetta, rileva solo situazioni potenzialmente pericolose sottoponendole alla valutazione de genitori. Kaitiaki proprio per aver coniugato innovazione ed etica ha ricevuto un importante riconoscimento da parte della Comunità Europea.
Più in particolare, l’applicazione dedicata alle famiglie è di supporto ai genitori nella loro quotidiana attività di educatori vigili e premurosi, non sostituendosi mai ad essi ma semplicemente aiutandoli a comprendere se i figli possono essere incorsi in situazioni inappropriate o pericolose, affidando solo a loro le informazioni utili per farli intervenire in modo consapevole e tempestivo.
Tutto questo avviene nel pieno rispetto delle norme in materia di privacy dei minori e delle normative internazionali del GDPR, assicurando che i trattamenti dei dati personali siano conformi a leggi e regolamenti nazionali nel rispetto dei diritti e delle libertà fondamentali degli individui. Kaitiaki è infatti è strutturato in modo da anonimizzare immediatamente tutti i dati raccolti, escludendo a priori ogni cessione a terze parti; dati anonimizzati che vengono messi al servizio della collettività, dando modo ad istituzioni centrali e locali e associazioni, che si occupano specificamente di disagio minorile, di ottenere informazioni precise sui fenomeni e loro incidenza affinchè possano intervenire con i giusti supporti e con investimenti mirati. Per questo Kaitiaki in qualità di startup a vocazione sociale è soggetta ogni anno a redigere un report richiesto dal MISE, riguardante il proprio impatto sociale sulla comunità (SROI), secondo parametri ben definiti e stringenti.
Ma Kaitiaki fa di più, andando oltre l’aiuto alla singola famiglia, con l’applicazione dedicata agli istituti scolastici diventando strumento di educazione e prevenzione all’interno delle scuole, dove questi fenomeni, dovuti alla facilità di aggregazione, si innescano ed evolvono rapidamente senza poter essere rilevati dai docenti ai quali fornisce strumenti per coinvolgere i ragazzi su queste problematiche rendendoli maggiormente consapevoli, educandoli ad un uso appropriato e civile dei social network, al fine di contenere e prevenire l’insorgere di nuove forme di violenza online. E questa, è la nostra missione.

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