Tu sei qui

Cecilia Lando

Cecilia Lando

"Provo a cercare nella memoria qualche frammento di come è cominciata per me questa storia. Molti anni fa, non ricordo esattamente, ma direi più di una trentina. Mi ritrovo con un volantino colorato in mano e seguo le indicazioni per arrivare ad una delle prime botteghe che si occupano di commercio equo e solidale. Il quartiere è uno di quelli “bene”, il palazzo è “signorile” cerco e non trovo. Dietro un cancello si nasconde una piccola scala, scendo alla base dell’edificio, attraverso un giardino stretto tra i muri ed ecco le finestre di quello che forse è un appartamento e che ospita il negozietto. Mi accoglie un ragazzo giovane e gentile, mi spiega che è solo l’inizio, stanno facendo una specie di colletta, vogliono raccogliere  abbastanza per avere una base con cui partire  e quando il gruzzolo sarà sufficiente allora potrà davvero nascere una banca ufficiale, riconosciuta e operativa. Così, senza alcun dubbio, (sono andata lì per quello) lascio il mio piccolissimo contributo, pochi spiccioli tolti alla paghetta per quello che sembra un sogno, l’idea di un futuro possibile. Il tempo passa, la raccolta ha funzionato la banca nasce e cresce. Questa volta la trovo nel cuore antico della città, in un palazzo d’epoca, scendo pochi gradini e in un piccolo spiazzo dietro le vetrine di quello che sembra un negozio trovo degli uffici veri. Quei pochi spiccioli sono diventati le mie prime “azioni” e ora posso aprire un conto, un libretto ecc. ecc. Il ragazzo gentile c’è ancora e, insieme ad altri, è un “banchiere ambulante” di questa banca un po’ speciale. Sono tutti sempre a zonzo da un luogo all’altro per arrivare dove altri non arrivano, più vicino a tutti, questo è il bello. Gli anni passano e la banca cresce ancora, ora è una realtà consolidata e ha filiali su tutto il territorio nazionale, anche nella mia città apre la sua sede ufficiale. Questa volta è in un grattacielo, ma di lato, sempre un po’ nascosta, perché la trova solo chi la cerca sul serio. È una banca che non vuole uffici sull’attico dove brilla l’insegna della Confindustria, resta a piano terra, a livello delle persone. Adesso le stanze sono grandi e colorate  e  i banchieri sono più numerosi e meno ambulanti. In filiale trovo ancora il ragazzo gentile, è un po’ invecchiato anche lui, ora è diventato direttore, ma mi riconosce sempre e mi chiama per nome. Forse perché sono vecchia, ma questo rituale per me è importante, mi porta al mondo che vorrei, a misura d’uomo. Come nelle botteghe di quartiere o nel negozio del paese, dove chi ti serve sa quale tipo di pane vuoi o che verdura comprerai senza che tu lo debba chiedere. Oggi andiamo al supermercato o all’ipermercato del web, tutto è più impersonale e virtuale. Anche se la banca adesso mi offre tante cose in più di un tempo, depositi, fondi, assicurazioni e chi più ne ha più ne metta, non perde quelle caratteristiche che me l’hanno fatta scegliere. Per esempio se voglio depositare il mio gruzzoletto e investire qualcosa, so che posso decidere il tipo di attività sociale che potrà usufruirne. Se voglio spendere e spandere durante le vacanze in giro per il mondo oppure dissanguarmi comprando cose inutili sul web la mia carta di credito non è una qualsiasi, c’è una piccola differenza che la contraddistingue e ogni volta che la uso so che qualcosa arriva dove c’è bisogno. Quando, tanti anni fa, ho fatto questa scelta convinta, anche se non esisteva ancora nulla, nutrivo la speranza che fosse possibile fare certe cose ma in un modo diverso. Oggi che la banca esiste e funziona, oggi che è cresciuta comunque non mi sento un’estranea, so che ho aiutato a costruirla: un piccolissimo contributo, uno dei mattoncini è il mio. Mi sento orgogliosa e onorata di far parte di un sogno che si è avverato e che credo fortissimamente sia indispensabile affinchè il mondo che verrà sia quello che desideriamo. Grazie Banca Etica!".

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