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Maria Turtur Minervini

Maria Turtur Minervini

"Nell’immaginario collettivo la Banca è un posto dove devi conoscere qualcuno che possa presentarti a variopinti impiegati solo nel disperato tentativo di riuscire ad attirare l’attenzione giusta che possa fare al caso tuo. Invece, l’esperienza di rivolgersi a Banca etica è stata “naturale” insita nel nome stesso della banca. Avere solo 20 anni ed essere figli di una esperienza pastorale alla sequela di un vescovo morto precocemente e che solo a distanza di troppo tempo diventerà santo, chiedi di avere finanziamenti per realizzare una casa editrice "La meridiana", come sua ultima volontà, in una delle tante città di provincia (Molfetta). Io e mio marito Guglielmo Minervini, senza le credenziali dei nostri genitori assolutamente contrari, sicuri che non ci avrebbe aiutato nessuno, siamo venuti da voi, sconosciuti, a zero di credenziali, scarsi in solidità, siamo usciti dalla banca e abbiamo realizzato che ci avevate aiutato a credere nel nostro stesso sogno. Alla morte del vescovo, Guglielmo, mio marito, diviene sindaco di Molfetta (elezione diretta). Poi nel 2005 diventa assessore regionale pugliese con più deleghe, nel governo del Presidente Niki Vendola. Più legislature. Guglielmo è conosciuto come l’assessore che ha fatto della delega alle politiche giovanili un avamposto di innovazione e creatività nell’imprenditoria giovanile. È morto nel 2016 di cancro, ma la Fondazione che guido lo rende vivo ogni giorno ancora per altro tempo. Bellissimo il vostro progetto di “archivio umano”.

 

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