In occasione del G20 di Pittsburgh del 24 e 25 settembre l’Associazione Internazionale di Investitori nell’Economia Sociale (INAISE – International Association of Investors in the Social Economy) insieme alla Federazione Europea della Banche Etiche ed Alternative (FEBEA), alla National Community Reinvestment Coalition (NCRC) e alla Global Coalition for Responsible Credit (GCRC) chiedono che i Governi del G20 si consultino con le reti di istituzioni attive nella finanza responsabile nell’ambito del processo di riforma del sistema finanziario.
I network internazionali della finanza etica e responsabile propongono, in particolare, 12 misure che potrebbero assicurare un impegno immediato dei Paesi membri del G20 per la creazione di un nuovo sistema finanziario che sia efficace, utile sul piano sociale, inclusivo e sostenibile.
Le 12 proposte sono basate su metodi e prassi consolidate dalle istituzioni attive nella finanza etica e responsabile. Se tutti i Paesi del G20 mettessero in pratica le nostre proposte, si otterrebbe un sistema basato sulla responsabilità, la trasparenza, l’inclusione finanziaria, la tutela dell’ambiente.
Ecco una sintesi delle 12 proposte:
1) Tutti i Paesi del G20 dovrebbero imporre alle banche di dimostrare che le loro attività speculative sono chiaramente e legalmente separate dalle attività commerciali e che esse sono supportante da apposite e adeguate riserve di capitale. I Paesi del G20 dovrebbero imporre una tassazione più elevata sulle attività finanziarie speculative rispetto a quella imposta sulle attività bancarie commerciali;
2) Andrebbe imposto un freno agli eccessi nelle remunerazioni dei manager del sistema finanziario i cui bonus, legati a risultati di brevissimo periodo, hanno contribuito a promuovere comportamenti irresponsabili ed eccessivamente rischiosi
3)La catena di produzione dei prodotti finanziari dovrebbe diventare interamente tracciabile attraverso l’adozione di normative standardizzate che rendano i prodotti documentati e comparabili.
4) I Paesi del G20 dovrebbero mettere in campo una tassazione ad hoc sulle transazioni finanziarie speculative che non producono alcun valore reale per i territori, i Paesi e le comunità, ma al contrario le espongono a rischi eccessivi. I proventi di questa tassa dovrebbero essere usati per finanziare le risposte ai rischi sistemici e per sostenere lo sviluppo economico nei paesi più arretrati.
5) L’intero mondo dei servizi finanziari dovrebbe aderire al principio di “non nuocere” ai propri clienti. Come richiesto dalla normativa Europea “MiFID” i distributori di servizi finanziari dovrebbero essere tenuti a identificare i propri clienti privati in base al loro livello di conoscenze dei rischi dei prodotti finanziari e proporre loro strumenti adeguati alla loro situazione personale.
6) Così come per il cibo, i farmaci, i giocattoli, etc anche i prodotti finanziari dovrebbero rispondere a regole di qualità e tracciabilità.
7) Sull’esempio del Community Reinvestment Act statunitense e del Codice delle Istituzioni Finanziarie francese, tutti nei Paesi del G20 dovrebbero favorire l’inclusione finanziaria in base ai bisogni delle comunità e dei territori, naturalmente nel rispetto delle regole di sicurezza e di buonsenso.
8) I Paesi del G20 dovrebbero imporre alle istituzioni finanziarie la pubblicazione di un rapporto annuale con i dati relativi alla loro produzione e alle loro attività in tutti i territori in cui esse sono presenti
9) I Governi del G20 dovrebbero pretendere la presenza di un rappresentante dello Stato nei consigli di amministrazione delle istituzioni finanziarie in cui è presente un investimento pubblico, un prestito o una garanzia dello Stato stesso
10) Gli enti regolatori del G20 dovrebbero prevedere apposite modalità per accogliere i reclami e le richieste degli individui e delle comunità e per fornire risposte adeguate
11) L’accesso al credito è un diritto essenziale nella società moderna. Per questo i Governi del G20 dovrebbero favorire la nascita e lo sviluppo di istituzioni di finanza sociale e di microcredito anche attraverso una tassazione agevolata
12) L’attuale assetto internazionale delle banche ha indebolito la concorrenza creando enormi conglomerati bancari internazionali. Le loro dimensioni di per se rappresentano un rischio sistemico per l’economia internazionale. I Governi del G20 dovrebbero valutare iniziative adatte ad accrescere la varietà dei fornitori di servizi finanziari, nel pieno rispetto delle regole di sicurezza e di buonsenso.
Qualche dato: le organizzazione di finanza etica che aderiscono a INAISE da sole – a metà 2009 – hanno registrato un bilancio combinato di circa 10 miliardi di euro. Dall’inizio della crisi finanziarie ed economica queste organizzazioni hanno sperimentato una crescita annua media del 30%. Questi dati confermano la validità del modello della finanza etica che intercetta sempre più la fiducia dei risparmiatori. Le iniziative economiche sostenibili e sociali che la finanza etica contribuisce a sostenere creano circa il 10% di tutti i posti di lavoro presenti in Europa e negli Stati Uniti.