Oltre 4 miliardi di euro in dieci anni: questa la dote del 5 per 1000 andato finora a enti nonprofit e Comuni grazie alle scelte dei contribuenti italiani, che anche in questi giorni si trovano alle prese con la dichiarazione dei redditi.
Uno studio di Banca Etica appena pubblicato aiuta a leggere a chi sono andate queste risorse e come si configura la mappa dei donatori tra 2005 e 2016. Gli enti beneficiari, complessivamente, sono stati 66.315 (per una media annua di 37 mila).
Le preferenze espresse nelle dichiarazioni dei redditi sono state in tutto pari a 109 milioni, con una media annua di 12 milioni di «donatori».
La grande maggioranza delle erogazioni, oltre 2 miliardi di euro, riguardano la Lombardia (1,3 miliardi, il 38% del totale) e il Lazio (circa 700 milioni, il 20%), che insieme raccolgono quasi il 60% dell’intero valore distribuito. Seguono l’Emilia Romagna e il Piemonte col 6%, il Veneto col 5% e via via tutte le altre Regioni.
Dal punto di vista dei beneficiari dei fondi, volontariato e associazionismo sono il principale target del 5 per mille, rappresentando il 56% degli enti e poco meno degli importi erogati (il 53% del totale, pari a circa 1,8 miliardi di euro). Le associazioni sportive dilettantistiche e le cooperative sociali sono numericamente molto presenti (entrambe con il 13% degli enti, per un totale del 26% dell’universo), ma assai meno efficaci nell’intercettare risorse, cogliendo rispettivamente l’1% e il 4% del totale. Completamente opposto il ruolo giocato dalle Fondazioni, che rappresentando poco più del 4% degli enti, raccolgono il 36% delle risorse (il 26% solo per la ricerca sanitaria). Abbastanza irrilevante la presenza di Comuni e Pro Loco che, conteggiando il 13% degli enti, non superano il 3% delle risorse assegnate.
Banca Etica – da sempre specializzata nei servizi finanziari per imprese sociali e terzo settore – è il terzo istituto di credito in Italia per fornitura di servizi che permettono alle organizzazioni beneficiarie del 5×1000 di utilizzare subito i contributi assegnati loro dai cittadini, senza attendere i lunghi tempi di erogazione da parte dello Stato (in media sono necessari circa 18 mesi perché le organizzazioni beneficiarie ricevano effettivamente il denaro).
“Lo studio di Banca Etica su trend e distribuzione geografica dei contributi erogati tramite il 5×1000 ha l’obiettivo di focalizzare gli aspetti connessi al mercato dell’impresa sociale e valutare le trasformazioni in atto nella relazione tra Terzo Settore e pubblica amministrazione e nei sistemi di welfare locale. I dati raccolti e analizzati nella ricerca possono aiutare a comprendere meglio le capacità gestionali delle organizzazioni nonprofit e le loro abilità nell’ottenere consenso da parte dei cittadini”, dice il direttore generale di Banca Etica, Alessandro Messina.
Lo studio integrale è disponibile qui:
https://www.bancaetica.it/app/uploads/2022/05/Banca-Etica_Studio-5-per-mille_lug2017.pdf
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Banca Etica è la prima e tutt’ora unica banca italiana interamente dedita alla finanza etica, opera su tutto il territorio nazionale attraverso una rete di filiali, banchieri ambulanti e grazie ai servizi di home e mobile banking. Banca Etica raccoglie il risparmio di organizzazioni e cittadini responsabili e lo utilizza interamente per finanziare progetti finalizzati al benessere collettivo. Oggi Banca Etica conta 40 mila soci e 60 milioni di capitale sociale; una raccolta di risparmio di 1,2 miliardi di euro e finanziamenti per quasi un miliardo a favore di iniziative di organizzazioni, famiglie e imprese nei settori della cooperazione sociale, cooperazione internazionale, cultura e qualità della vita, tutela dell’ambiente, diritto alla casa, legalità. Nel 2014 Banca Etica ha aperto la sua prima filiale all’estero, a Bilbao in Spagna. Il Gruppo Banca Etica include Etica sgr, società di gestione del risparmio che propone esclusivamente fondi comune di investimento etici, e la Fondazione Finanza Etica che promuove iniziative di studio e sensibilizzazione sull’educazione critica alla finanza.