
Carlizzi, Etica sgr: “Almeno non chiamateli sostenibili. La finanza etica unica opzione per chi non vuole investire in strumenti di morte“
Milano, 14 maggio 2025 _ Euronext – il consorzio europeo dei listini che include le borse di Milano, Parigi, Amsterdam, Dublino, Bruxelles, Lisbona e Oslo – ha annunciato un insieme di iniziative per rafforzare gli investimenti e favorire l’approdo in borsa di un numero sempre maggiore di aziende di armamenti, cybersicurezza e dell’aerospazio. L’operatore di borsa lancerà tre nuovi indici, le cui iniziali richiamano il tradizionale acronimo ESG (Environment, Social e Governance), declinato invece per parlare di Energia, Sicurezza e Geostrategia. Entro la fine di giugno il consorzio dei listini rivedrà inoltre la metodologia alla base dei suoi indici dedicati alla sostenibilità. «Euronext incoraggerà le agenzie di rating Esg a limitare il concetto di armi controverse alle sole attività di armamento vietate dai trattati internazionali pertinenti», si legge in una nota dell’operatore, che ha anche lanciato un nuovo segmento dedicato ai bond emessi dalle aziende della difesa. Un canale per creare una corsia preferenziale di accesso al mercato e che garantirà «maggiore visibilità» presso il pubblico indistinto dei risparmiatori. Entro la fine dell’anno Euronext farà poi partire un proprio hub dedicato alla filiera dell’aerospazio e della difesa.
“Un pezzo alla volta si sta componendo un puzzle a dir poco allarmante che questa volta si spinge fino a copiare le sigle della sostenibilità creando confusione sul mercato. La corsa al riarmo, propugnata come strumento per la sicurezza, sta sollecitando sempre più gli appetiti della grande finanza, che vuole addirittura vendere gli investimenti in armi come prodotti sostenibili, come se si trattasse di attività che fanno bene alla collettività. Alla fine del 2023 i ministri della Difesa dell’Unione Europea hanno chiesto di qualificare come sostenibili gli investimenti in armi per sollecitare maggiore afflusso di denaro verso le industrie belliche; nel 2025 è arrivato il Piano Rearm Europe che tra le altre cose propone strumenti per convogliare una quota crescente dei risparmi dei cittadini e delle cittadine europee verso i produttori di armi; grandi player del settore bancario e assicurativo hanno già dichiarato di aver rivisto i propri criteri per includere persino le armi atomiche tra gli investimenti sostenibili; la Commissione Europea il 19 marzo scorso ha lanciato il Saving and Investment Union per indirizzare anche verso il settore armiero i risparmi dei cittadini europei. E ora arriva la notizia dei nuovi piani di Euronext per convogliare ancora più risorse verso questo comparto distruttivo che semina morte; aumenta le tensioni geopolitiche, oltre ad essere notoriamente soggetto a fenomeni di opacità e corruzione. Il movimento della finanza etica a livello mondiale ribadisce con forza il suo no agli investimenti (pubblici e privati) in armi. Questa deriva della finanza cosiddetta sostenibile, quanto meno, rende chiara una volta per tutte la differenza tra investimenti etici e investimenti sostenibili, svelando l’idea istituzionale e normativa di “sostenibilità su misura”, flessibile secondo i desiderata del mercato e invece lontana dai bisogni delle persone, primo fra tutti la Pace. Ma attenzione! Chi non vuole impiegare il proprio denaro per fare profitti con le guerre potrà sempre scegliere la finanza etica“, commenta Marco Carlizzi, presidente di Etica sgr, società di gestione del risparmio del Gruppo Banca Etica.