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Finanza etica

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L’evoluzione nel tempo dei finanziamenti di Banca Etica

L’evoluzione nel tempo dei finanziamenti di Banca Etica

Alla sua fondazione, Banca Etica fece una prima “scelta di campo” sui settori in cui operare che fu dettata soprattutto dalla necessità di allocare al meglio le poche risorse disponibili e di andare incontro alle maggiori urgenze della complessa “galassia” di organizzazioni e cittadini che con il proprio investimento avevano dato “ali al folle volo”.

Questo è il motivo per cui nei suoi primi anni di vita la nostra Banca (auto)limitò l’ambito della propria concessione di credito alle sole organizzazioni facenti parte del c.d. “Terzo Settore” (cooperative, con particolare attenzione a quelle sociali, associazioni, fondazioni, comitati, ecc…).

Il passaggio immediatamente successivo, che può ricordare una evoluzione basata sulla piramide di Maslow, fu quello di rispondere ad uno dei più diffusi bisogni dei risparmiatori che compongono la base sociale dei soci e dei clienti risparmiatori della Banca, ovvero i mutui per l’acquisto dell’abitazione e a seguire i “prestiti personali” destinati a soddisfare bisogni primari.

Ma i soci di Banca Etica, sempre “avanti” nell’attenzione alle esigenze della società e del pianeta, non potevano certo accontentarsi di questo: l’evolversi del dibattito interno portò quindi ad un ulteriore approfondimento, strettamente connesso alla centralità del tema della salvaguardia dell’ambiente e di ciò che oggi è definita “green economy”, ovvero al finanziamento degli interventi per il risparmio energetico e per l’agricoltura biologica. Con tale allargamento di operatività, Banca Etica iniziò anche  a “spostare” il focus dell’attenzione dalla forma giuridica dei beneficiari all’importanza dell’impatto del progetto o dell’attività generale del cliente finanziato.

Tale modalità di lavoro è quella seguita attualmente e, attraverso l’elaborazione del concetto di “nuova economia” di cui parleremo diffusamente più avanti, orienta la selezione dei finanziamenti secondo la procedura di Valutazione di Impatto Socio-Ambientale. E questo fa comprendere l’attenzione che poniamo a forme di progettualità innovative attraverso cui si esprimono le esigenze della nostra società, come ad esempio le StartUp innovative (a vocazione sociale ma non solo), i Workers BuyOut, le imprese sociali, ecc.

Grafico 1. L’evoluzione nell’azione di Banca Etica

Schema che illustra l'evoluzione dell'azione di Banca Etica: da un focus iniziale sul solo terzo settore, all'introduzione dei prestiti personali, all'ampliamento verso risparmio energetico e agricoltura biologica, fino alla nuova economia

Premesso che nel caso di BE non è possibile descrivere nel dettaglio le tappe del cambiamento che sono diverse per ognuna delle realtà finanziate, è comunque possibile individuare  dei concetti ampi che siano di riferimento per guidare le nostre azioni verso il cambiamento che auspichiamo.

Il lavoro teorico ulteriore svolto in questi anni di esperienza della nostra banca ci ha portato ad un ragionamento secondo il quale il “Cambiamento” che vogliamo perseguire passa attraverso la promozione della “Nuova Economia”.

E per noi l’impresa civile o “nuova” è quella in grado di generare Bene Comune;

Una impresa cioè che si fonda, oltre che sullo scambio di equivalenti e sulla redistribuzione:

  • sulla reciprocità (entro cui vi è la solidarietà, la fraternità, l’economia del dono ecc.);  
  • sulla capacità di generare valore condiviso (economico, sociale ed ambientale), nel quale si include anche il profitto sociale 
  • sulla responsabilità nell’affrontare i nodi critici dell’ingiustizia sociale
  • sul valore della relazione umana
  • sull’inclusione delle persone

Ecco quindi  le connessioni tra la nostra visione dei processi di Nuova Economia, dove la dimensione comunitaria ne è il fattore abilitante, assieme ad ulteriori 4 dimensioni:

Schema grafico che illustra la dimensione comunitaria attraverso quattro valori: reciprocità, relazione, evoluzione, legalità.

Fonte:  

“Ricostruiamo il futuro – Documento del Laboratorio Nazionale di Altra Economia, 2013” https://www.bancaetica.it/nuova-economia

La dimensione comunitaria è il fattore abilitante dei processi di Nuova Economia, capace di dare una lettura unitaria rispetto alle ulteriori dimensioni. Essa si realizza attraverso la valorizzazione del rapporto tra l’organizzazione ed i suoi stakeholder: dai collaboratori, ai clienti, ai fornitori, all’ambiente, alla comunità. Questa interdipendenza raggiunge la sua piena espressione nel momento in cui l’organizzazione riconosce il contributo dei suoi stakeholder (capitale civile) nella generazione degli utili, decidendo pertanto di procedere a una sua più equa redistribuzione (profitto sociale).

Photo credits: Curated Lifestyle su Unsplash+