
Il progetto Monetine di Banca Etica e Fondazione Finanza Etica, sviluppato in origine insieme a Glocal Impact Network e sostenuto dal fondo utili di Etica Sgr, ha ricevuto il premio ABI Diversità e Inclusione 2026 nella categoria Prevenzione e Contrasto alla violenza Economica, anche di genere. A ritirare il premio e a presentare il progetto sono state Giuseppina Vicario (vicedirettrice generale di Banca Etica e responsabile funzione Persone e cultura di Gruppo), Antonella Biondo (responsabile funzione Antiriciclaggio e coordinatrice del Team Monetine) e Barbara Setti (responsabile advocacy e liberalità di Fondazione Finanza Etica). La soddisfazione è stata però di tutte le persone lavoratrici del Gruppo Banca Etica. Il premio è stato consegnato da Anna Fasano, oggi componente del CdA di Fondazione Giulia Cecchettin e presidente di IMPact SGR.
Monetine non è un progetto di mera sensibilizzazione, ma un insieme di azioni concrete che intervengono là dove la violenza economica si manifesta. Nato da un bando di Fondazione Finanza Etica grazie al fondo utili di Etica Sgr, è stato realizzato nella pratica da Banca Etica e mette in relazione educazione finanziaria, autonomia economica, accesso consapevole ai servizi bancari e capacità di ascolto. In questi anni il progetto ha coinvolto tutte le persone della banca, centri antiviolenza, reti territoriali e realtà specializzate, con l’obiettivo di costruire strumenti utili per riconoscere situazioni di vulnerabilità economica e accompagnarle con maggiore consapevolezza.
La motivazione del riconoscimento:
“Il progetto si è distinto per l’approccio strutturato e multidisciplinare con cui ha affrontato il tema della violenza economica, integrando iniziative di formazione interna, strumenti per la clientela e attività in sinergia con attori territoriali, garantendo un impatto concreto, completo e sostenibile”
La Giuria del Premio ABI ha valorizzato in Monetine la capacità di tradurre un tema complesso in un percorso concreto, fondato sulla formazione interna, sulla collaborazione con soggetti competenti e sulla costruzione di strumenti operativi per il personale bancario. La motivazione del premio riconosce il contributo del progetto alla prevenzione e al contrasto della violenza economica, anche di genere, attraverso un approccio che collega inclusione finanziaria, cultura dei diritti, autonomia economica e attenzione alle persone più esposte a situazioni di controllo o dipendenza.
Il valore di Monetine sta anche nel modo in cui interpreta il ruolo della banca. Una banca non si sostituisce ai centri antiviolenza, ai servizi sociali o alle reti specializzate, ma può fare la propria parte: formare le proprie persone, interrogare le proprie procedure, costruire alleanze e rendere più consapevole la relazione con la clientela. In questo senso, il progetto contribuisce a trasformare l’accesso agli strumenti bancari in un possibile fattore di libertà, protezione e scelta.
L’assegnazione del premio dell’ABI rappresenta una tappa che valorizza anni di impegno costante profuso dal Gruppo nel promuovere l’inclusione finanziaria, l’empowerment femminile e la lotta contro le disparità, sposando un’idea di innovazione sempre al servizio della collettività.
«Ricevere questo premio sottolinea innanzitutto l’importanza del contrasto alla violenza economica di genere e il valore dell’inclusione, testimoniando l’impegno delle persone lavoratrici del Gruppo Banca Etica nel condurre progetti innovativi, capaci di tracciare un percorso comune su temi rilevanti. È la conferma che un cambiamento sistemico si può generare quando realtà diverse scelgono di collaborare realizzando azioni concrete per la riduzione delle diseguaglianze» – Giuseppina Vicario, vicedirettrice generale di Banca Etica e responsabile della funzione Persone e cultura di Gruppo.
«Per Fondazione Finanza Etica Monetine rappresenta uno dei modi più concreti per tradurre la finanza etica nella vita quotidiana delle persone. La violenza economica agisce spesso dove il denaro diventa controllo, dipendenza, isolamento. Per questo abbiamo voluto costruire un progetto che partisse dall’educazione finanziaria, ma arrivasse alla pratica bancaria: formazione del personale, strumenti di ascolto, collaborazione con i centri antiviolenza e attenzione alle situazioni di vulnerabilità» – Barbara Setti, responsabile advocacy e liberalità di Fondazione Finanza Etica.
