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Il presidente di Banca Etica scrive ai senatori che oggi esaminano la manovra: “Via l’aumento iniquo del bollo sul deposito titoli che penalizza piccoli risparmiatori e azionariato diffuso – Sì alla tassa anti-speculazione sulle transazioni finanzi

 Roma, 12 luglio 2011_Il presidente di Banca Popolare Etica, Ugo Biggeri, ha inviato una lettera ai membri della Commissione Bilancio del Senato chiamati oggi a discutere la proposta di manovra finanziaria disegnata dal Governo. Mentre il Paese soffre l’attacco della speculazione, il presidente di Banca Etica chiede ai Parlamentari di modificare l’art. 23 Capo V del Decreto Legge n. 98 “Disposizioni urgenti per la stabilizzazione finanziaria”. Anche molti dei 35mila soci di Banca Etica stanno scrivendo in queste ore al Presidente della Commissione Bilancio del Senato, perché – così come altri milioni di piccoli risparmiatori e piccoli azionisti – rischiano di dover sostenere un pesante onere a causa di questa misura.

«Come banca popolare, formata da piccoli azionisti, siamo molto preoccupati per gli effetti che il provvedimento, se approvato, avrebbe sui risparmiatori che vedranno aumentare l’imposta di bollo sulla custodia titoli da 34,20 euro l’anno a 120 euro l’anno – si legge nella lettera di Biggeri – . Una misura che giudichiamo iniqua e dannosa: si triplica un’imposta senza prevedere una forma reale di progressività e si va a colpire chi ha pochi sudati risparmi senza scalfire le dinamiche speculative dei mercati finanziari che proprio in queste ore stanno mettendo a dura prova il Paese. Molto più efficace e redditizia sarebbe stata l’introduzione, inizialmente abbozzata dal Governo, di un’imposta in misura proporzionale su tutte le transazioni che avvengono nei mercati finanziari e sui contratti come i derivati. Banca Etica, tra i promotori della Campagna 005 a favore di una tassa sulla transazione finanziarie, sostiene infatti l’urgenza di intervenire nei mercati finanziari con manovre antispeculative e il rischio di attacco che minaccia il nostro paese in queste ore è la prova che è quello il settore da colpire. Con il provvedimento contenuto nella manovra del Governo si riduce in misura considerevole il gettito per lo Stato, rispetto a una tassa sulle transazioni finanziarie e si va a colpire la classe media, l’azionariato diffuso e i piccoli risparmiatori. Un duro colpo all’idea di democrazia economica e partecipazione del cittadino alle attività economiche che ha sempre trovato cittadinanza nel nostro paese attraverso forme di azionariato popolare. Inoltre, la misura penalizza le banche cooperative, che pur non avendo in alcuno modo contribuito a creare la crisi, ma anzi avendo svolto un’azione anticiclica aumentando fortemente il credito alle imprese sociali, devono oggi rafforzarsi a livello patrimoniale, anche in conseguenza delle nuove norme sui requisiti patrimoniali di Basilea III. Per tutte queste ragioni, confidiamo che il Parlamento cancelli un provvedimento che colpirà proprio quei cittadini che finora, con i loro risparmi, hanno tenuto il nostro paese al riparo dal fallimento».