
Fondazione Finanza Etica e Rete Italiana Pace e Disarmo incalzano il colosso della difesa in occasione dell’assemblea degli azionisti odierna. Al centro delle istanze: l’export di armi verso Israele, l’opacità sulla produzione di sistemi nucleari e le criticità del programma F-35 evidenziate dalla Corte dei Conti. Sotto accusa anche la scelta di svolgere l’assemblea a “porte chiuse”.
Roma, 7 maggio 2026 – In occasione dell’Assemblea degli Azionisti di Leonardo SpA, Fondazione Finanza Etica (FFE), in collaborazione con Rete Italiana Pace e Disarmo e come membro della rete europea Shareholders for Change (SfC), ha depositato una serie di quesiti cruciali riguardanti la gestione del Gruppo Leonardo, la trasparenza delle sue operazioni in scenari di conflitto; il coinvolgimento in sistemi d’arma controversi e le ricadute occupazionali delle sue attività. Viene inoltre contestata duramente la scelta di Leonardo di svolgere l’assemblea esclusivamente a porte chiuse anche nel 2026. L’Italia è l’unico Paese europeo a permettere tale pratica, oggetto di una procedura di infrazione da parte della Commissione Europea per violazione dei principi di trasparenza e partecipazione democratica.
Trasparenza sui rapporti con Israele e il conflitto a Gaza
Al centro dell’intervento della Fondazione vi è il ruolo di Leonardo nella fornitura di armi a Israele. Nonostante le rassicurazioni circa l’assenza di nuove autorizzazioni all’export dallo scoppio del conflitto nel 2023, la Fondazione chiede chiarimenti su:
- Programma F-35: il coinvolgimento di Leonardo nella produzione di componenti per i caccia utilizzati da Israele e lo stato delle esportazioni attuali.
- MBDA e la bomba GBU-39: il coinvolgimento della partecipata MBDA Inc. nella fornitura di componenti essenziali per le bombe guidate impiegate nei bombardamenti su Gaza.
- Supporto tecnico: l’eventuale prosecuzione di attività di manutenzione, addestramento e fornitura ricambi per i velivoli M-346 e i cannoni navali 76/62 in dotazione alle forze israeliane dopo il 7 ottobre 2023.
Nonostante le rassicurazioni circa l’assenza di nuove autorizzazioni all’export verso Israele dopo il 7 ottobre 2023, dalle risposte fornite da Leonardo alle domande inviate da Fondazione Finanza Etica prima dell’assemblea emerge che, anche dopo il 7 ottobre 2023, sono proseguite attività relative a contratti precedenti, incluse forniture di materiali e servizi per i velivoli M-346 e spedizioni di parti di ricambio e attrezzature per il sistema navale 76/62 in uso alle forze israeliane.
Leonardo e la produzione di armi nucleari
Fondazione Finanza Etica richiama l’attenzione sul rapporto Investing in the Arms Race (aprile 2026), che conferma Leonardo come protagonista nella produzione di armi nucleari. La Fondazione chiede trasparenza sui profitti derivanti dai missili nucleari francesi ASMPA e ASN4G (tramite MBDA e Roxel) e sulla fornitura di componenti critiche per i sottomarini nucleari classe Columbia della Marina USA. Sebbene Leonardo sostenga di non avere accesso diretto alle informazioni relative ai programmi nucleari francesi nell’ambito della joint-venture MBDA e che le componenti fornite per i sottomarini nucleari USA Columbia abbiano applicazioni generiche indipendentemente dall’utilizzo finale, nelle risposte alle domande pre-assembleari la società ammette implicitamente il proprio coinvolgimento economico e industriale in programmi connessi ad armamenti nucleari. Leonardo afferma che “non è possibile attribuire la quota dei dividendi di MBDA correlandola ai singoli prodotti”, dall’altro lato però – fornendo il dato relativo ai dividendi ricevuti da MBDA negli anni 2024 e 2025 – riconosce implicitamente che i dividendi percepiti derivano in quota parte anche dalla produzione e commercializzazione di materiali d’armamento nucleari. Riguardo ai sottomarini classe Columbia, la società conferma la fornitura di tecnologie destinate a piattaforme strategiche con capacità nucleare, pur sostenendo che tali componenti siano “dual use” rispetto alle diverse tipologie di impiego.
Criticità del programma F-35 e sistemi autonomi (IA)
Fondazione Finanza Etica interroga Leonardo SpA anche sui rilievi della Corte dei Conti (Delibera 5/2026), che evidenziano costi triplicati, ritardi e scarsi ritorni tecnologici per l’Italia nel programma F-35. Parallelamente, si chiede a Leonardo di definire una policy chiara sui Lethal Autonomous Weapons Systems (LAWS), le cosiddette “armi autonome”, per garantire che, effettivamente e non solo nominalmente, il controllo umano resti imprescindibile in ogni fase di selezione ed eliminazione dei bersagli.
Impatto occupazionale e sostenibilità industriale
Mentre la narrativa dipinge l’industria della difesa come strategica anche per creare occupazione, la Fondazione evidenzia il ridimensionamento delle aspettative industriali:
- Trasparenza sui dati: viene chiesta la suddivisione degli occupati per singolo sito produttivo e settore negli ultimi cinque anni.
- Il caso Cameri: a fronte del ridimensionamento del programma F-35 da 131 a 90 velivoli, si interroga la società sulla stabilità dei 3.861 addetti censiti nel 2024 e sulla qualità dei contratti applicati.
- Dipendenza estera: la Fondazione chiede di quantificare quanto l’occupazione italiana dipenda da decisioni e forniture di prime contractor statunitensi.
“Come azionisti critici, riteniamo che la creazione di valore per gli stakeholder non possa prescindere da una rigorosa ‘human rights due diligence’. Chiediamo a Leonardo di uscire dall’opacità, specialmente per quanto riguarda il coinvolgimento indiretto in conflitti che colpiscono duramente la popolazione civile o con regimi che violano sostanzialmente i diritti umani” – dichiara Simone Siliani, direttore di Fondazione Finanza Etica.
Per quanto riguarda la posizione di Leonardo sulle “armi autonome”, Fondazione Finanza Etica accoglie con favore il fatto che, nelle risposte alle domande pre-assembleari, Leonardo abbia delineato in modo articolato alcuni principi e criteri relativi allo sviluppo e all’utilizzo di sistemi autonomi, inclusa la necessità di mantenere una supervisione umana significativa. Tuttavia, proprio alla luce della rilevanza e della sensibilità del tema, la Fondazione ritiene necessario che tali impegni siano ora tradotti in una policy aziendale formale, pubblica e accessibile, adottata ufficialmente dalla società e verificabile da tutti gli stakeholder.
Un’azione legale contro i contratti con Israele: l’appello al sostegno
Fondazione Finanza Etica richiama l’attenzione anche sull’iniziativa promossa da diverse organizzazioni della società civile (A Buon Diritto, ACLI, ARCI, AssoPacePalestina, ATTAC Italia, Pax Christi, Un Ponte Per e Fondazione Hind Rajab) che hanno avviato una campagna di raccolta fondi sulla piattaforma Produzioni dal Basso per sostenere un’azione legale contro Leonardo SpA. e lo Stato italiano. L’obiettivo è contestare la legittimità dei contratti di collaborazione e fornitura militare stipulati tra l’azienda e lo Stato di Israele alla luce del rischio di impiego in violazione del diritto internazionale umanitario.