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Scaroni rinunci al bonus “etico” – Fondazione Banca Etica azionista critico all’assemblea di Eni

La Fondazione Culturale Responsabilità Etica (Fcre) torna all’assemblea degli azionisti di Eni assieme alle associazioni Re:Common, Amnesty International Italia e agli inglesi di Global Witness. Nel mirino le politiche di remunerazione, gli impatti ambientali e la presenza della società nei paradisi fiscali.

Abbiamo inviato oltre novanta domande prima dell’assemblea a cui Eni ha puntualmente risposto”, ha dichiarato Andrea Baranes, presidente di Fcre. Ora ci presentiamo in assemblea per rivolgere nuove domande, più specifiche, direttamente all’amministratore delegato e al consiglio di amministrazione”. La Fondazione di Banca Etica ha programmato due interventi: uno sugli impatti del controverso progetto di Kashagan, in Kazakhstan e un secondo sul piano di remunerazione, che sarà sottoposto al voto consultivo degli azionisti.
Abbiamo criticato più volte il progetto di Kashagan”, spiega Andrea Baranes, presidente di Fcre. “E’ sviluppato in condizioni estreme ed è associato ad elevatissimi rischi ambientali, vista anche l’alta concentrazione di acido solforico contenuta nel petrolio del giacimento”. A settembre è finalmente arrivato il tanto atteso first oil, la prima goccia di petrolio, ma la produzione è stata bloccata poche settimane dopo per una perdita del gasdotto. Le autorità kazakhe hanno chiesto 737 milioni di dollari al consorzio coordinato da Eni per danni ambientali.  “Vogliamo capire di quali danni si tratta”, continua Baranes. “Pare che il dipartimento ambientale regionale di Atyrau abbia fatto una perizia, ma nessuno ne conosce i contenuti”.

Sul piano di remunerazione la Fondazione di Banca Etica esprimerà perplessità soprattutto sul bonus “etico” che sarà corrisposto per la prima volta all’amministratore delegato di ENI. Dal 2013 il 10% dell’incentivazione variabile annuale dell’ad viene infatti attribuito sulla base di criteri di sostenibilità “in relazione al mantenimento della presenza di Eni in almeno uno degli indici (azionari etici) FTSE4Good e Dow Jones Sustainability Index”. “Come ha evidenziato una ricerca di Re:Common, dell’ong tedesca urgewald e della rete Banktrack, i criteri in base ai quali questi indici sono costruiti non sono sufficientemente oggettivi”, spiega Andrea Baranes. “Per valutare la sostenibilità delle imprese, gli indici fanno riferimento soprattutto alle risposte fornite dalle stesse società a una serie di domande contenute in questionari standard. Il coinvolgimento di soggetti terzi nell’analisi è ancora insufficiente. Per questo chiederemo a Eni di sviluppare una serie di criteri più oggettivi ed affidabili in collaborazione con i suoi principali portatori di interesse”.

Grazie alla presenza di Eni nel FTSE4Good o nel Dow Jones Sustainability, l’ad uscente Paolo Scaroni percepirà quest’anno 208.800 euro, il 10% della sua remunerazione variabile, che è pari a 2,088 milioni di euro. “Simbolicamente chiederemo a Scaroni di rinunciare al suo bonus etico e di devolverlo a favore di associazioni per la tutela dell’ambiente”, continua Baranes.

La Fondazione Culturale Responsabilità Etica – che si asterrà dall’approvare il bilancio – voterà contro il piano di remunerazione di Eni, le cui linee guida sono rimaste invariate nonostante il richiamo al rigore e al contenimento dei compensi da parte del ministero del tesoro (azionista principale della società attraverso Cassa Depositi e Prestiti) nel corso dell’assemblea del 2013.

La diretta twitter dell’assemblea potrà essere seguita dalle 10 su twitter. Hashtag #EniAgm e #Eni


Fondazione Culturale Responsabilità Etica
La Fondazione Culturale Responsabilità Etica è stata creata a Padova nel 2003. Fa parte del Sistema Banca Etica (www.bancaetica.it) e ha come obiettivo la promozione di reti di nuove economie sostenibili e di una nuova cultura economica e finanziaria al servizio della società e dell’ambiente.
Nel 2007 la Fondazione Culturale ha acquistato azioni di Enel ed Eni per “portare la voce della società civile e dei movimenti del Sud del mondo nelle assemblee delle più importanti società italiane”. Le iniziative di azionariato critico della Fondazione sono sostenute da Re:Common, e dalle sezioni italiane di Greenpeace e Amnesty International.

L’azionariato critico della Fondazione Culturale: Eni
Dal 2008 la Fondazione Culturale Responsabilità Etica partecipa in modo critico alle assemblee degli azionisti di Enel e di Eni. Tra i temi che la Fondazione ha posto all’attenzione degli azionisti e degli amministratori di Eni dal 2008 ad oggi ci sono:

– la presenza di Eni in paesi considerati “paradisi fiscali”
– l’inquinamento del Delta del Niger
– il progetto per lo sfruttamento delle sabbie bituminose del Congo-B
– il gas flaring in Nigeria e Congo
– il coinvolgimento in casi di corruzione in Nigeria e altri paesi
– le politiche di remunerazione degli amministratori

Su tutti i temi presentati in assemblea, la Fondazione Culturale ha avviato un dialogo con Eni, che ha iniziato a rispondere alle domande e si è dimostrata disponibile a incontrare i rappresentanti della Fondazione e della società civile. Anche se molte domande rimangono ancora aperte.

Maggiori informazioni si possono trovare sul sito www.fcre.it