"Costruire progetti e relazioni territoriali" è il tema della seconda edizione della Scuola di Facilitazione di Banca Etica che si è svolta dal 20 al 23 giugno 2019 a Monopoli, nella splendida cornice della Masseria Sant’Anna, realtà socia e cliente della Banca che ci ha ospitato e coccolato.
22 partecipanti, di cui 14 persone socie e 8 persone lavoratrici. Quattro giorni di incontri, relazioni, dialogo, confronto, collaborazione, apprendimento di metodologie con relativa applicazione pratica e soprattutto tanta co-progettazione.
E alla sera anche attività culturali come visite guidate alle cittadine della Valle D’Itria e una serata “festacchiosa” con musica e danze.
La facilitazione è uno strumento molto efficace per lo sviluppo delle organizzazioni, sia a livello della singola persona sia del gruppo in cui la stessa agisce perché ci aiuta nella cura dei processi e delle dinamiche di relazione che si creano al proprio interno. La Scuola Estiva di Banca Etica è nata con l’obiettivo di potenziare la rete di facilitatori interni alla Banca e migliorare la partecipazione territoriale (filiali, git, associazioni, gruppi vari).
Le formatrici e i formatori sono state socie e soci esperti, professioniste della facilitazione che hanno messo a disposizione della banca, delle persone socie e lavoratrici le loro competenze:
♦ Andrea: fondatore di Conetica,
♦ Ilaria e Melania: fondatrici di Comunitazione e di TARA facilitazione,
♦ Manuele: formatore e counselor aziendale.
Con loro siamo partiti dall’analisi della figura del facilitatore, per guardare poi ai diversi livelli della facilitazione e alle regole per renderla efficace, fino a quello che viene chiamato lo sguardo apprezzativo, cioè vedere la bellezza che contengono le relazioni con le comunità.
Abbiamo poi affrontato il tema del conflitto, tanto “caro” a ogni gruppo che si rispetti, che ci ha permesso di lavorare sulla gestione dei conflitti e sulla creatività collettiva per alimentare la fiducia e lo spirito di gruppo necessari ad affrontare e risolvere le sfide.
Infine ci siamo messi alla prova e, sperimentando la tecnica del design thinking, siamo passati alla fase di coprogettazione su quattro temi del piano di partecipazione della Banca 2018/2020:
– come coinvolgere persone giovani;
– come rendere il gruppo delle socie e soci un luogo più attrattivo;
– fare comunità d'azione;
– creare gruppi di persone socie su temi trasversali.
Subito ci siamo posti la domanda: riusciranno le nostre eroine e i nostri eroi??
E la risposta è sì, ce l’abbiamo fatta! Non solo abbiamo progettato attività e inventato nuove azioni, ma abbiamo anche – a conclusione della Scuola – stipulato un patto interno che ci impegna a lavorare nella realizzazione di quanto progettato.
Di questo ve ne parleremo dettagliatamente nei prossimi racconti seguendo passo passo l’implementazione delle attività progettate.
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