Le nuove regole sulla gestione delle crisi bancarie e la solidità di Banca Etica

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Le nuove regole sulla gestione delle crisi bancarie e la solidità di Banca Etica

21 Dicembre 2015

A conclusione di questo 2015 abbiamo assistito alla prima sperimentazione di salvataggi bancari con il meccanismo del cosiddetto “bail-in”. Il Governo Italiano ha deciso di salvare 4 banche medio-piccole, in default a causa di una gestione opaca, imponendo un contributo ingente anche a chi, come Banca Etica, ha sempre rifiutato la speculazione e sostenuto l'economia reale e sostenibile. Ora, a seguito del decreto salva-banche, ci viene richiesto un contributo che a valere sugli esercizi 2015 e 2016 potrebbe sfiorare complessivamente un milione di euro. Una cifra importante, che sottrae risorse allo sviluppo sostenibile e all'economia sociale a cui Banca Etica fa credito. Riteniamo questo provvedimento iniquo e ci siamo attivati fin da subito per far sentire la nostra voce nelle sedi istituzionali.

Con questo post vogliamo approfondire le informazioni relative alle nuove regole europee sulla gestione delle crisi bancarie e offrirti lo scenario sulla solidità di Banca Etica.

Le nuove regole europee sulla gestione delle crisi bancarie

E' utile dedicare qualche minuto a leggere per intero il documento della Banca d'Italia che spiega in modo chiaro e semplice "Che cosa cambia nella gestione delle crisi bancarie" !

A partire dal 1° gennaio 2016 sarà pienamente applicabile la Direttiva BRRD (Bank Recovery and Resolution Directive), recepita in Italia dai Decreti Legislativi n. 180 e 181 del 16 novembre 2015. Questa direttiva introduce in tutti i Paesi europei regole armonizzate per prevenire e gestire le crisi di banche e imprese di investimento, limitando la possibilità di interventi pubblici da parte dello Stato. In particolare, alle Autorità preposte alla soluzione delle crisi bancarie (in Italia, la Banca d’Italia – Unità di Risoluzione e gestione delle crisi e per le banche vigilate a livello europeo, il comitato di risoluzione unico ) sono attribuiti poteri e strumenti per la gestione dei dissesti bancari, o situazioni a rischio di dissesto.

Il bail-in (salvataggio interno) è uno degli strumenti applicabili in una procedura di risoluzione.

Il bail-in prevede che le perdite delle banche portate a risoluzione vengano assorbite da azionisti e creditori secondo una ben precisa gerarchia. Si procederà alla riduzione, totale o parziale, del valore nominale, fino alla concorrenza delle perdite, secondo l’ordine indicato:

  1. delle azioni e degli altri strumenti rappresentativi di capitale;
  2. delle obbligazioni subordinate (o junior, il cui rimborso, in caso di liquidazione dell’emittente, non è assicurato);
  3. delle obbligazioni non subordinate (senior) e dei depositi interbancari e delle grandi imprese;
  4. dei depositi delle persone fisiche e piccole e medie imprese (per la parte eccedente l’importo di  100.000 euro, protetto per legge dal Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi).

Una volta assorbite le perdite, si procederà alla conversione degli strumenti 2. 3. 4. in azioni, secondo l’ordine sopra indicato.

Sono soggette al bail-in tutte le passività, ad eccezione di alcune espressamente individuate, tra le quali:

  • i depositi protetti dal sistema di garanzia dei depositi, cioè quelli fino a 100.000 euro (depositi a risparmio, conti correnti, certificati di deposito nominativi, conti deposito);
  • le obbligazioni bancarie garantite (i cosiddetti “covered bond”);
  • le passività derivanti dalla detenzione di beni della clientela o in virtù di una relazione fiduciaria (il contenuto delle cassette di sicurezza, titoli o fondi detenuti in un conto deposito, gestioni patrimoniali).

Se la banca è considerata rilevante per la stabilità del sistema finanziario, le autorità di gestione delle crisi potranno, per salvaguardare la stabilità dei mercati, attivare anche il Fondo di risoluzione – alimentato dal sistema bancario.

Le disposizioni in materia di bail-in potranno essere applicate agli strumenti finanziari già in circolazione, anche se emessi prima del 1° gennaio 2016. Per un ulteriore approfondimento sul bail-in ti consigliamo di leggere questo post.

La solidità di Banca Popolare Etica

Banca Popolare Etica è l'unica banca italiana che si ispira ai principi della finanza etica: democrazia, partecipazione, trasparenza. In virtù di questo, ha assunto la forma cooperativa e continua a perseguire convintamente un modello di piena partecipazione dei soci alla vita della banca, con 87 gruppi territoriali e centinaia di iniziative di animazione culturale ogni anno, in Italia e in Spagna.

L'adesione ideale al nostro progetto di finanza etica passa per la sottoscrizione di capitale sociale, detenuto da 36.815 tra persone fisiche, organizzazioni senza scopo di lucro e imprese, Istituzioni pubbliche, banche di territorio (dati al 31 dicembre 2014).

La forza di questa partecipazione consente a Banca Etica di esibire solidi indici di patrimonializzazione, ben al di sopra del limite del 7% fissato dalla normativa europea.

Banca Etica ha inoltre una politica del credito molto trasparente: i finanziamenti sono erogati esclusivamente a determinate categorie di soggetti (famiglie, imprese sociali, micro imprese) e solo dopo un’attenta istruttoria sulla sostenibilità economica del prestito, sulla capacità di restituzione e - unico caso in Italia - sull’impatto socio-ambientale. È sempre più riconosciuto che un'attenzione agli elementi socio-ambientali delle attività economiche rappresenta un fattore di successo nel lungo termine per le imprese, dunque un valido presidio della rischiosità per chi le finanzia. Banca Etica è inoltre l'unica banca in Italia a pubblicare sul proprio sito web i finanziamenti erogati a persone giuridiche.

Queste politiche hanno reso Banca Etica solida e sicura: negli ultimi 8 anni ha infatti sempre registrato tassi di sofferenza (prestiti non recuperabili) decisamente inferiori rispetto alla media del sistema bancario italiano.

Banca Etica inoltre ha operato una scelta molto sobria sui compensi agli amministratori e ai manager: il rapporto tra lo stipendio minimo e lo stipendio massimo percepito dai dipendenti e dagli amministratori e manager non può superare 1 a 6. Il rapporto tra la retribuzione massima e la media delle retribuzioni dei dipendenti in Banca Etica è pari a 1 a 3,6; mentre lo stesso rapporto nel mondo è pari a 1 a 200 (dati Emolument.com - 2015), e in Italia a 1 a 53 (dati Centro Studi Uilca calcolati su alcuni dei principali istituti finanziari – 2015).  Va ricordato anche come Banca Etica non adotti sistemi di incentivi ai dipendenti per indurli a collocare determinati prodotti finanziari, a ulteriore garanzia del fatto che chi lavora per Banca Etica si sforza di proporre ai clienti investimenti e prodotti finanziari realmente adeguati alle esigenze personali e alle situazioni di ciascuno.

Una banca diversa dalle altre. Con le stesse garanzie. 

Banca Etica non è una banca come le altre. Ma la rete di sicurezza di cui gode è almeno pari a quella delle altre banche.

I depositi fino a 100.000 euro, cioè quelli protetti dal Fondo di garanzia dei depositi, sono garantiti, e dunque espressamente esclusi dal bail-in. Questa protezione riguarda, ad esempio, le somme detenute sul conto corrente o in un libretto di deposito e i certificati di deposito coperti dal Fondo di garanzia; non riguarda, invece, altre forme di impiego del risparmio quali le obbligazioni emesse dalla banca. Anche per la parte eccedente i 100.000 euro, i depositi delle persone fisiche e delle piccole e medie imprese ricevono un trattamento preferenziale. In particolare, essi sopporterebbero un sacrificio solo nel caso in cui il bail-in di tutti gli strumenti con un grado di protezione minore nella gerarchia fallimentare non fosse sufficiente a coprire le perdite e a ripristinare un livello adeguato di capitale.

I soci che hanno sottoscritto capitale di rischio – come tutti gli azionisti di qualsiasi altra banca e di qualunque impresa privata - non hanno forme di tutela straordinaria. Siamo convinti che l’elevata democrazia interna di Banca Etica, la partecipazione attiva dei soci alle scelte di governance, unite alla piena trasparenza e a comportamenti mai speculativi, rappresentino un meccanismo di presidio reale e diretto di grande valore.

Commenti

Inviato da Michele paoluzzi (non verificato) il 23 Dicembre 2015 - 10:50am

Ricordiamoci questi 4 dati della nostra banca e' un buon momento per pubblicizzarla!! La finanza non e' tutta uguale!!

Inviato da Lino Chinello (non verificato) il 23 Dicembre 2015 - 2:12pm

Siete,e, perché no, siamo grandi!!!! In un panorama disarmante siamo un esempio di partecipazione, solidarietà e solidità!!! Ciaoooo, ragassi e ....Buone Feste a tutti noi!!!

Inviato da ERIKA (non verificato) il 23 Dicembre 2015 - 2:52pm

Grazie per questo post. Solo un chiarimento. Se non ho capito male i c/c privati che hanno depositato fino a 100.000€ non saranno toccati in caso di bail.in? grazie!

Inviato da Giuliano Bogoni (non verificato) il 24 Dicembre 2015 - 3:20pm

se è solo una banca ok, però mia cara ricordati che potrebbe verificarsi un contagio e di certo il fondo non avrà soldi per tutti; é una domanda che si stanno ponendo anche i tedeschi. Noi si ha una visione particolare della finanza che per fortuna viene attualmente recepita dai fondi pensione in particolar modo, considerando l'entità, da quelli americani. I gestori hanno capito che nel lungo periodo e specie per il mercato azionario essere corretti non vuol più dire minori utili in tutti i sensi. In Italia il QE, attualmente nella fase 2, potrebbe generare comportamenti di massa imprevedibili. In presenza di scarse emissione di titoli indicizzati, scadenze dei prestiti sempre più lunghe, mancanza di cultura finanziaria, rendimenti dei governativi a zero ma destinati in futuro a risalire per raggiungere gli scopi della Bce sarei a consigliarti, se la tua banca è solida, di mantenere i risparmi sul c/c rimandando ogni decisione più avanti e preferibilmente negli OICR considerando la manovra in corso . Se poi il tuo conto è in Banca Etica vai tranquilla, contagi non ne genererà mai ! Ce ne sarebbe pure uno positivo, ma difficilmente sarebbe capito nell'immediato, é il suo messaggio: l'etica alla fine ripaga.

Inviato da Giuliano Bogoni (non verificato) il 24 Dicembre 2015 - 3:21pm

se è solo una banca ok, però mia cara ricordati che potrebbe verificarsi un contagio e di certo il fondo non avrà soldi per tutti; é una domanda che si stanno ponendo anche i tedeschi. Noi si ha una visione particolare della finanza che per fortuna viene attualmente recepita dai fondi pensione in particolar modo, considerando l'entità, da quelli americani. I gestori hanno capito che nel lungo periodo e specie per il mercato azionario essere corretti non vuol più dire minori utili in tutti i sensi. In Italia il QE, attualmente nella fase 2, potrebbe generare comportamenti di massa imprevedibili. In presenza di scarse emissione di titoli indicizzati, scadenze dei prestiti sempre più lunghe, mancanza di cultura finanziaria, rendimenti dei governativi a zero ma destinati in futuro a risalire per raggiungere gli scopi della Bce sarei a consigliarti, se la tua banca è solida, di mantenere i risparmi sul c/c rimandando ogni decisione più avanti e preferibilmente negli OICR considerando la manovra in corso . Se poi il tuo conto è in Banca Etica vai tranquilla, contagi non ne genererà mai ! Ce ne sarebbe pure uno positivo, ma difficilmente sarebbe capito nell'immediato, é il suo messaggio: l'etica alla fine ripaga.

Inviato da stefano vicini (non verificato) il 23 Dicembre 2015 - 3:41pm

Tutto bene la scelta di banca Etica si conferma giusta. Ma una domanda vorrei farla: Banca Etica non può opporsi alle ingiuste richieste del governo? Scusate ma io ho scelto una banca che mi da pochissimi interessi percè credo sia ingiusto fare i soldi con i soldi, e mi trovo a dover ripagare chi pensava di fare soldi dai propri soldi. Rifondere chi aveva investito in azioni di quelle banche con interessi al 6% non mi sembra poi così giusto: è il solito discorso: quanto hanno guadagnato prima del fallimento anche i piccoli azionisti? Noi soci di banca etica quanto ci guadagniamo con le nostre azioni di Banca Etica? Io credo che dovremmo opporci a queste richieste: NON CON I MIEI SOLDI giusto!

Inviato da Micaela (non verificato) il 26 Dicembre 2015 - 9:05am

Caro Stefano Vicini mi sono appena affacciata a Banca Etica e sto leggendo tutto il sito. Prima di tutto voglio dire un grazie a tutti voi che scegliete la collaborazione. E poi vorrei porre l'attenzione sul fatto che siti come avaaz.org o change.org permettono ad un cittadino come lei o io di avviare una petizione, che grazie a social e mail, sarà letta da migliaia di persone. Alcune arrivano a 200.000 firme, alcune vengono ascoltate. Io le offro fin da adesso la mia firma.

Inviato da Giuliano Bogoni (non verificato) il 24 Dicembre 2015 - 10:01am

Si rinnova il momento per dover insistere sul cambiamento delle regole. Non basta solo accusare la classe dirigenziale, che riconosco colpevole, di quelle banche altrimenti nulla cambierà mai. Quei signori in ultima battuta sono stati messi lì con il voto anche di coloro che sono in piazza a protestare spesso soci delle banche stesse. Innanzi tutto c'è da rivedere, con una buona legge, le procedure per la formazione delle liste degli amministratori, i sistemi di votazione assembleare (no ad aree di perimetro, pranzi ecc. durante i lavori) che spesso sono di ostacolo ad argomenti costruttivi o a voti contrari. Chi da anni partecipa alle assemblee delle popolari si è già da tempo reso conto che non esiste il minimo senso di responsabilità da parte di tanti soci. Di recente ho riletto il verbale di una banca che, se pur sotto ispezione, gli interventi furono tutti favorevoli. E' ora di finirla con i piccoli e grandi favori che poi danno questi risultati; era uno dei punti dei soci della nostra cooperativa verso la banca etica assieme alla consapevolezza di ritrovarsi fra persone motivate: questo fa la differenza.
E dei risparmiatori che dire ?? - Forse qualcuno può essere stato in buona fede ma dubito che tanti non sapessero cosa sottoscrivessero. Lavorai per oltre quarant'anni nell'area titoli-finanza di una banca però con rammarico devo dire che assente fu la sensibilità della clientela verso una formazione responsabile, verso la rinuncia a un po' di interesse a beneficio anche dei loro rischi, l'etica mai accettata. In questi giorni, anche con gli amici che imprecano contro le banche, sottolineo che gli strumenti non rischiosi per i risparmiatori ci sono da anni: vedi ad esempio i fondi comuni di investimento e addirittura, anche per loro, è stata costituita una banca Popolare Etica !!!.
A mio avviso, in modo particolare le televisioni devono smetterla di farci sentire testimonianze non verificate di pensionati che hanno perso i loro soldi con le subordinate insistano e chiedano loro se la causa fu il non fu nel rendimento negativo dei titoli di stato e perché non sottoscrissero fondi comuni monetari. Sarebbe strano che non ne conoscano ora l'esistenza perché è impossibile che dei quaranta o cinquantenni di allora non si ricordino il giugno 86 probabilmente dove anche loro coinvolti. Tutto parte dall'essere azionisti e risparmiatori consapevoli nonché nel cambiare i nostri comportamenti sociali.

Inviato da Chiara Bannella (non verificato) il 24 Dicembre 2015 - 10:18am

Ciao Stefano,
per ora Banca Etica non può opporsi alle richieste del Governo, che sono obbligatorie. Stiamo però lavorando sul fronte diplomatico, perché venga riconosciuta - anche a livello normativo - la diversità di Banca Etica in modo che in futuro non si ripetano richieste del genere. Anche a tutela dei risparmiatori consapevoli come te.
Quanto alla domanda: "quanto guadagnano i soci di Banca Etica?" Banca Etica non ha mai distribuito utili a titolo di dividendo, nella convinzione (verificata nei fatti) che i nostri soci apprezzino la significatività del "dividendo sociale e ambientale". In questi anni grazie agli investimenti dei soci abbiamo creato valore nei territori sostenendo famiglie e imprese nella realizzazione di progetti di tutela dell'ambiente, culturali, per il miglioramento della qualità della vita. In ogni caso l'investimento in azioni di Banca Etica non risulta penalizzante nemmeno in prospettiva strettamente economica, dal momento che il valore dell'azione a fine 2005 era di €51,64 e oggi è pari a € 52,50 + €5 di sovrapprezzo (+13,55% in 10 anni). Certo, non è il 6% annuo inseguito da altri che - come sappiamo - è insostenibile in questi anni di economia stagnante, ma è un riconoscimento!

Inviato da Luca Busetto (non verificato) il 24 Dicembre 2015 - 12:40pm

Ottimo aggiornamento che farò girare tra gli amici. Una piccola nota: forse sarebbe opportuno sottolineare che i 100.000 euro di copertura del fondo valgono per ogni singolo correntista/depositante e non per singolo conto. Cioè, un conto cointestato a 3 persone ha una copertura del Fondo Interbancario di 300.000 euro. Ovviamente straconcordo con Stefano Vicini sul fatto che in Italia continuiamo a socializzare le perdite e privatizzare gli utili. Buon lavoro e buone feste a tutti/e

Inviato da Chiara Preda (non verificato) il 25 Dicembre 2015 - 8:09pm

Sono d'accordo con stefano: NON CON I NOSTRI SOLDI!

Inviato da eugenio garavini (non verificato) il 27 Dicembre 2015 - 7:30pm

Mantenere i principi di riferimento all'origine della propria storia credo sia la vera ragione del successo di Banca Etica. Mantenere alta l'attenzione alla qualità del credito, trasparenza nella operatività, ricerca di innovazione nella sostenibilità e solidarietà saranno le priorità ed eviteranno a Banca Etica di fare gli errori di qualche banca agli onori, anzi disonori della cronaca di questi giorni! Il futuro sarà sempre più difficile.....buon lavoro anche a voi. Eugenio

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