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BANCA ETICA SCRIVE AI PARLAMENTARI UE: LA FINANZA SOSTENIBILE PUÒ SALVARE L’EUROPA. APPELLO PER IL VOTO DEL 28 MARZO

Pubblichiamo la lettera che il presidente di Banca Etica, Ugo Biggeri, ha inviato oggi agli europarlamentari italiani in vista del voto del 28 marzo a Strasburgo sull’Action Plan UE per la finanza sostenibile.
Siamo ancora in tempo per una normativa europea che spinga verso investimenti realmente sostenibili e solidali.

Cara Eurodeputata, caro Eurodeputato,

Banca Etica riconosce e ringrazia il Parlamento Europeo per gli sforzi e il lavoro compiuti finora volti al miglioramento della proposta di regolamento “Sull’istituzione di un quadro che favorisca gli investimenti sostenibili” (c.d. tassonomia). Tuttavia, il testo sul quale il Parlamento Europeo è chiamato a votare in seduta plenaria, svuota e vanifica l’intero percorso intrapreso dall’Unione Europea verso la finanza sostenibile.

L’aspetto che colpisce di più è come nel percorso europeo, e nel testo finale, sia del tutto assente l’idea di finanza come strumento al servizio dell’economia e dell’insieme della società, come mezzo per promuovere il benessere, la coesione sociale e la tutela ambientale. E’ assurdo come nel discorso sulla sostenibilità manchi l’idea stessa del ruolo sociale che la finanza dovrebbe avere. Il termine “sostenibile” è stato svuotato di ogni significato: se tutto può essere definito finanza sostenibile, quale potrebbe essere un singolo esempio di finanza insostenibile? Se non lo è la speculazione, le violazioni dei diritti umani, le crisi e instabilità generate dalla finanza, nemmeno il carbone, cosa rimane fuori esattamente?

Banca Etica in Italia, ma anche GABV (Global Alliance for Banking on Values) e FEBEA (Federazione Europea delle Banche Etiche e Alternative) nel mondo e in Europa, dimostrano che mettere la finanza al servizio delle persone e del pianeta, è un approccio vincente su più fronti. Come emerge dal 2° Rapporto sulla Finanza Etica e Sostenibile in Europa, le banche etiche e sostenibili presentano livelli di solidità, redditività e crescita maggiori di quelle sistemiche. Il rapporto evidenzia come siano le banche etiche a finanziare l’economia reale e a contribuire alla creazione di posti di lavoro, con il 77% del loro attivo dedicato alla concessione dei prestiti. Dal Rapporto emerge anche che, nel decimo anniversario della bolla dei subprime e del crollo di Lehman Brothers, nessuna banca etica o sostenibile ha causato alcuna crisi, né ha dovuto essere salvata con capitali pubblici.

Banca Etica opera con completa trasparenza, pubblicando sul proprio sito tutti i finanziamenti concessi alle persone giuridiche; adotta un rapporto stringente e vincolante tra paga massima e minima; realizza una valutazione sociale e ambientale dei finanziamenti che concede, in parallelo con quella economica e finanziaria; si interroga sulle ricadute non economiche dell’agire economico, ovvero su tutti gli impatti prodotti dalla propria attività. Una sostenibilità a 360 gradi che riguarda tanto la banca nel suo insieme quanto le sue operazioni e attività. Alcuni di questi criteri sono inseriti nella Legge italiana, prima in Europa e nel mondo, che definisce la finanza etica e sostenibile, contenuta nell’Art.111 bis del Testo Unico Bancario.

Proprio dall’esperienza italiana dovremmo ripartire oggi, impostando un percorso nuovo e diverso per un suo analogo riconoscimento su scala europea. Per questo motivo, chiediamo il vostro supporto ai seguenti emendamenti:

  • AM 68 e 69, a sostituzione dell’AM 48 del draft report, che contribuiscono a una maggiore chiarezza legale delle espressioni  “significant harm” e “significant contribution”;
  • AM 98 o 62, a sostituzione dell’AM 38;
  • AM 70, 71, 72 e 93, a sostituzione dell’AM 49, che richiamano l’esistenza di convenzioni sui Diritti Umani delle Nazioni Unite in tema di sostenibilità; AM 102 potrebbe essere una valida alternativa;
  • AM 90, che introduce la presenza di obiettivi sociali nel framework della Tassonomia. Questi obiettivi saranno specificati successivamente nel processo di Tassonomia, ma la loro presenza serve per chiarire che un investimento, non può definirsi sostenibile, se ignora la dimensione “umana”;
  • AM 73, che chiarisce che le attività che producono gas serra non possono essere considerate come sostenibili.

Proprio mentre centinaia di migliaia di giovani in tutto il mondo scendono in piazza nei #FridaysForFuture  e avanzano richieste radicali sul contrasto ai cambiamenti climatici, il Parlamento Europeo può prendere con forza le distanze dal risultato tanto negativo quanto deludente del voto dell’11 Marzo (voto congiunto ECON – ENVI su Tassonomia) e affermare che la finanza sostenibile è tutt’altra cosa.

Cordiali Saluti

Ugo Biggeri
Presidente di Banca Etica