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Finanza etica

Informazione e formazione critica sulla finanza

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Finanza trasformativa: a che punto siamo?

Il Report d’Impatto presentato in videoconferenza l’8 luglio 2021 racconta, dati alla mano, come il credito in Banca Etica contribuisca a generare un cambiamento positivo per le persone e l’ambiente, su sedici aree di impatto.
A differenza degli altri istituti bancari, tutti i numeri e i destinatari del credito di Banca Etica sono pubblici in quanto la trasparenza è un principio cardine della Finanza etica e  garantisce ai risparmiatori che il proprio denaro venga destinato alla generazione di un cambiamento verso una società più giusta, inclusiva, rispettosa delle persone e degli ecosistemi.

Tra le fila dei relatori dell’evento di presentazione Mario Calderini, professore ordinario di Social Innovation alla School of Management del Politecnico di Milano, che ha analizzato le dinamiche passate e presenti della finanza etica e le sue possibili prospettive.

“Oggi siamo nel “secondo tempo” della partita per il raggiungimento della sostenibilità”, esordisce Calderini, “abbiamo superato la fase di advocacy, per cui la sostenibilità sembra essere diventata il nuovo imperativo, ma questo non deve rallegrarci”. Quello che fa la differenza, infatti, è cosa intendiamo con la parola “sostenibilità”. Molti attori della finanza mainstream, e non solo, si stanno appropriando di certi termini, ma la loro non è una vera intenzione trasformatrice, quanto un tentativo di imitazione e adeguamento a un trend.
Calderini intravede due scenari alternativi per la finanza ad impatto. Nel primo caso, “la parte migliore delle esperienze pionieristiche trasferiranno il loro patrimonio genetico alla finanza mainstream che sta cercando di trasformarsi, con dei risultati di finanza trasformativa, generativa, portatrice di valori e capace di rispondere alle grandi sfide attuali”; nell’altro, se il primo non dovesse verificarsi, assisteremo ad “un tentativo di mantenimento dello status quo” mimetizzato da cambiamento.

Il Professore sostiene che la seconda ipotesi abbia più probabilità di verificarsi, per diverse ragioni: in primis, c’è un rischio consistente che i “nativi di impatto” perdano la propria forza trasformatrice, perché in fase di advocacy tutti gli attori finanziari si sono appropriati di termini come “impatto” e “sostenibilità”, anche se questi svolgevano e svolgono operazioni di pura conservazione.

Un altro aspetto riguarda le metriche e la loro interpretazione. Negli ESG (Environmental, social and corporate governance), ad esempio, “in genere la E pesa molto più della S, perché la E è più facile da misurare ed è un vettore più allineato al profitto di quanto non sia il fattore sociale, per cui di fatto conviene. I vettori E ed S, però, sono valori diversi che possono anche entrare in conflitto tra loro”.

Sempre sui parametri e le misurazioni, Calderini si espone su un tema delicato, sperando di non essere frainteso: “Secondo me la S oggi è misurata in modo “povero”, con parametri molto puntuali, quali la parità di genere, i diritti umani, la diversity, il welfare aziendale, che sono tutte cose importantissime. Ma così facendo rischiamo di perdere aspetti strutturali, come le nuove povertà, le disuguaglianze, le forme di inclusione, come le banche accompagnano alla democratizzazione del consumo”.

Come si può quindi fare finanza trasformativa?
Inserendo gli obiettivi di impatto nel proprio business plan e smettendo di aggirarli con vari metodi, tra cui quello di inserire gli stessi negli strumenti di rendicontazione.
“Ad esempio”, prosegue Calderini, “io credo che troveremo nei bilanci di sostenibilità 2020 e 2021, rendicontato dalle  istituzioni finanziarie, tutte le misure pubbliche che le banche hanno trasmesso ai consumatori: bonus ristrutturazione, comunità energetiche, ecc. Succederà perché sono cose “verdi”, che in genere fanno bene, ma sono attribuibili alle politiche pubbliche e non alle banche”. In questa dinamica, quindi, manca l’intenzionalità, che è il vero parametro per riconoscere le istituzioni finanziarie al servizio dell’impact integrity che contribuiscono alla forza trasformativa della società.