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Oltre i casi A/I e Albanese: la battaglia di Banca Etica e della società civile per la libertà finanziaria in Europa

Oltre i casi A/I e Albanese: la battaglia di Banca Etica e della società civile per la libertà finanziaria in Europa


Dopo i casi di Autistici / Inventati e di Francesca Albanese, in cui Banca Etica è stata direttamente coinvolta, abbiamo prontamente denunciato e condannato l’uso improprio delle sanzioni statunitensi, nate per perseguire attività criminali e terroristiche e oggi sempre più spesso rivolte invece verso coloro che sono considerati avversari politici. Il nostro impegno non si ferma: con altre 14 organizzazioni abbiamo scritto alla Commissione europea e al governo italiano proprio per chiedere risposte urgenti sulla necessità di proteggere persone, organizzazioni e banche europee da questa deriva.

Tra sanzioni USA e tutela della clientela: la difficile scelta di Banca Etica

Lo scorso 26 agosto l’amministrazione statunitense ha inserito nelle liste OFAC — l’Ufficio per il controllo dei beni esteri — una realtà cliente di Banca Etica, il collettivo italiano Autistici/Inventati (A/I) che fornisce servizi informatici indipendenti ad altri attivisti e collettivi.

L’inserimento comporta il blocco dei beni negli USA e il divieto per aziende, cittadini e banche  statunitensi di intrattenere rapporti con i soggetti segnalati. Di conseguenza, Banca Etica è stata costretta a sospendere il conto corrente di A/I per evitare le cosiddette sanzioni secondarie. Continuare il rapporto avrebbe rischiato di bloccare i circuiti delle carte di credito e i pagamenti extra-Euro per tutta la clientela dell’istituto. Questa difficile scelta segue quella già presa per la Relatrice speciale ONU Francesca Albanese, a cui non avevamo potuto aprire un conto corrente per le medesime ragioni.

Sanzioni USA arbitrarie: l’appello di Banca Etica a Governo ed UE per la sovranità finanziaria

Come ha sottolineato il nostro Presidente Aldo Soldi, stiamo tuttavia «continuando a cercare soluzioni per il caso specifico di A/I, con l’obiettivo di smobilizzare le risorse del conto corrente dell’associazione. Ma vogliamo anche rendere evidente il problema politico nel suo complesso: da soli non possiamo cambiare le cose, per questo stiamo cercando di costruireuna rete ampia di organizzazioni per chiedere al Governo e all’Unione europea di compiere atti concreti a difesa della autonomia giuridica e finanziaria di chi vive e opera nella Ue». Il 1 ottobre, dunque, insieme ad altre 14 organizzazioni italiane ed europee — tra le quali figurano Acli, Altromercato, Aoi-Associazione delle ONG Italiane, Arci, CNCA, Consorzio CGM, Coopfond, Febea, Gruppo Abele, Legacoop, Libera, MAG 2 Finance, Mediterranea Saving Humans e Oxfam — abbiamo inviato un appello alle istituzioni Italiane ed europee per chiedere un intervento urgente che possa arginare gli effetti dell’uso arbitrario di sanzioni unilaterali degli USA usate, come sottolineato, per colpire e isolare soggetti civili, umanitari e istituzionali ritenuti “scomodi”.

Dalle interrogazioni UE alla mobilitazione europea: come sostenere l’iniziativa di Banca Etica

L’iniziativa accompagna e supporta le interrogazioni presentate da molti parlamentari europei di diversi gruppi politici sulle quali la Commissione Ue si dovrà esprimere entro 3 settimane. Le richieste del network di organizzazioni italiane ed europee sono analoghe a quelle avanzate da 30 associazioni olandesi, che si sono rivolte al Governo e al Parlamento dell’Aia per chiedere di mettere in campo subito misure di tutela per i soggetti incensurati ingiustamente colpiti dalle sanzioni USA e di avviare un’azione più ampia per ripristinare la sovranità europea nel settore dei servizi digitali e finanziari.

Ecco in sintesi le richieste contenute nella lettera inviata: 

  • tutela concreta per i sanzionati – Predisporre in Europa un punto di contatto, assistenza legale e supporto pratico per chi ritiene di essere ingiustamente destinatario di sanzioni. 
  • azione diplomatica – Premere sulle istituzioni europee per una presa di posizione chiara contro l’impatto sproporzionato delle sanzioni extraterritoriali sui fornitori di servizi europei e sui loro utenti, e incitarla a discuterne con urgenza con il governo degli Stati Uniti. 
  • Strumento Europeo Anti-Coercizione – Identificazione di uno strumento normativo e operativo per opporsi, come Unione europea, alle sanzioni unilaterali considerate ingiuste. Mappare il ruolo che lo Strumento Europeo Anti-Coercizione può svolgere nel respingere le pressioni sul settore internet e finanziario europeo.
  • regolamento di blocco – riformare rapidamente il regolamento di blocco, rendendolo una misura efficace e sicura, e aggiornare l’allegato in cui sono contenute le misure sanzionatorie cui l’Europa si oppone.
  • proteggere i servizi bancari per persone, organizzazioni e imprese – Predisporre tutele aggiuntive per le banche europee, per evitare che siano costrette a interrompere i servizi bancari a organizzazioni e imprese ingiustamente colpite da sanzioni estere, preservando le norme contro il riciclaggio di denaro e il finanziamento del terrorismo.
  • investire in un’infrastruttura digitale e finanziaria europea indipendente – Dare massima priorità alla creazione di un’infrastruttura digitale europea indipendente e incentivare alternative europee per cloud, social media e sistemi di pagamento. 

Oggi più che mai è necessario proteggere la sovranità e la democrazia in Europa. Per questa ragione chiediamo a organizzazioni, istituzioni e banche che vogliano difendere la sovranità finanziaria, l’indipendenza digitale e lo Stato di Diritto nel nostro continente di accogliere il nostro appello. Si può inviare la propria adesione scrivendo a relazioni.istituzionali@bancaetica.com.

Leggi la lettera indirizzata  alla Commissione Europea e al Governo italiano,

In copertina: foto di Leonardo Basso su Unsplash