Il MoCI di Cosenza è un’associazione di promozione sociale nata nel 2006 da una piccola ONG, il MOvimento Cooperazione Internazionale (MOCI ONG) di Reggio Calabria. Dal 2020 ha poi assunto una propria autonomia.
Le attività di cooperazione internazionale
Come hanno raccontato Gianfranco Sangermano ed Elena Castellotti – entrambi membri del GIT Calabria Centro Nord – le prime attività erano legate a progetti di cooperazione internazionale in Kenya e in Colombia. “Ci occupiamo di educazione e supporto a ragazze e ragazzi con disabilità e di progetti agricoli di empowerment femminile”, racconta Sangermano. L’associazione ha un sede locale in Kenya, nella contea di Makueni e collabora con una serie di realtà locali degli slum di Mukuru e Kibera a Nairobi. Oltre che con la Congregazione dei padri missionari di Yarumal, che opera invece nella contea di Samburu. Da poco ha cominciato inoltre a collaborare con piccole realtà locali in Ecuador.
La mission territoriale: il doposcuola
Ben resto la mission di MoCI Cosenza si è evoluta e, senza abbandonare la vocazione alla cooperazione internazionale, ha cominciato a operare anche sul territorio. “Le attività di cooperazione erano legate alle esperienze personali che alcune e alcuni di noi avevano fatto con organizzazioni di stampo cattolico, poi qualcosa è cambiato a partire dai primi anni 2000”. Quando la Romania è entrata in Unione Europea, nel 2004, la popolazione rom a Cosenza è cresciuta in modo consistente, e con essa i campi in città. “Arrivavamo a contare anche mille persone – racconta – e le supportavamo con diversi servizi. Ben presto ci rendemmo conto che la dispersione scolastica era un’emergenza nell’emergenza. Dal 2009 decidemmo di provare a costruire una risposta. Ed è nato il nostro doposcuola. All’inizio era rivolto solo alle bambine e ai bambini del campo, che erano 50 o 60. Quando poi il Comune ha disposto lo sgombero e la comunità si è disgregata, le attività sono state aperte a chiunque e ora abbiamo un’utenza originaria di tutto il mondo”.
Il supporto prima infanzia e adolescenza
Nel tempo si sono sviluppate varie attività: resta il nucleo legato all’educazione e al supporto alle famiglie, ma sono nati anche altri ambiti di lavoro.
Dal 2020 l’associazione lavora attivamente con WeWorld: gestisce “Spazio donna Cosenza”, che offre percorsi totalmente gratuiti per promuovere l’empowerment femminile e la lotta contro ad ogni stereotipo e discriminazione di genere e realizza alcuni progetti legati alla prima infanzia. “Avendo sempre fatto il doposcuola – riflette Sangermano – per noi l’intervento cominciava a partire dai 6 anni di età.
Il problema è che molti gap nascono prima, per questo abbiamo voluto dare vita a Zenobia, un progetto dedicato specificamente fascia 0-6 e realizzato con il finanziamento di Fondazione con i bambini”.
La fondazione supporta anche un altro progetto che sarà avviato a breve, dedicato al disagio psicologico nell’adolescenza che vedrà la strutturazione di un protocollo con il reparto di neuropsichiatria infantile dell’ASL e l’Ufficio di Servizio Sociale per Minorenni USSM. Sempre con l’USSM è inoltre attivo un progetto di accoglienza di ragazzi in percorsi di messa alla prova.
Attività simili sono realizzate anche con il medesimo ufficio dedicato agli adulti, l’Ufficio di esecuzione penale esterna (UEPE).
“La cosa più importante sono le relazioni”
Il MoCI Cosenza è anche un dei tre Centri per Uomini Autori o potenziali autori di Violenza di Genere (CUAV) in Calabria e gestisce due progetti di accoglienza SAI in provincia di Cosenza, nei comuni di Marzi e Parenti, dove trovano accoglienza in totale 60 persone. Il supporto alla popolazione migrante si articola anche in una serie di attività, ad accesso completamente gratuito, come la scuola di italiano e lo sportello di orientamento.
L’associazione si occupa anche di sostenibilità ambientale, in particolare attraverso un mercatino dell’usato solidale molto longevo, tra le sue prime attività, che si occupa di riciclo e riuso.
“La cosa più importante, che tiene insieme tutte le nostre attività – spiega Sangermano – sono le relazioni. A prescindere dai singoli servizi, chi attraversa il MoCI crea relazioni, innanzitutto di amicizia. Rapporti con altre e altri con cui puoi parlare, cui ti puoi appoggiare, anche fuori dalle attività frequentate. E lo stesso accade con gli altri soggetti sociali del territorio: abbiamo una rete solida ed efficace con le associazioni del territorio. È un aspetto essenziale per chi fa accoglienza”.
Una realtà che crea occupazione, supportando migliaia di persone
“All’inizio le attività erano tutte volontarie – racconta Elena Castellotti – ma negli anni abbiamo cominciato a prendere una serie di collaborazioni e oggi l’associazione dà lavoro a 25 persone. Nel nostro territorio è un dato enorme: il terzo settore è percepito come sinonimo di precarietà, mentre il MoCI Cosenza concretaente lavorando verso la direzione opposta, quindi nel segno della stabilità e solida”.
Nei suoi quasi vent’anni di esistenza il MoCI Cosenza ha supportato moltissime persone. Non hanno ricostruito una cifra precisa ma, riflette Sangermano, “saranno diverse migliaia. Il doposcuola dei primi anni raccoglieva almeno 50 bambine e bambini ogni anno e, di conseguenza, aiutava le loro famiglie. Anche dopo la chiusura del campo, non abbiamo mai avuto meno di 30 presenze negli anni successivi. I nostri corsi di italiano hanno un’utenza che va dalle 150 alle 200 persone per annualità e li portiamo avanti dal 2007. E poi c’è l’accoglienza, che supporta 60 migranti”.
Il rapporto con Banca Etica
“Banca Etica per noi – spiega Castellotti – è una scelta di vita. Questo a prescindere dal fatto che abbiamo cinque conti correnti dell’associazione e beneficiamo di diversi servizi. C’è innanzitutto un rapporto umano di fiducia che è riuscito a sopperire anche al fatto che fino a ora qui è mancata una filiale locale”.
“L’abbiamo scelta come istituto – continua Sangermano – perché ne condividiamo i principi. Anche nelle nostre vite individuali. Sia io sia Elena, così come la nostra collega Giorgia, ci occupiamo di finanza etica nella nostra vita quotidiana, siamo soci di Banca Etica e della MAG delle Calabrie e membri del GIT. Non avremmo potuto fare un’altra scelta”.
Oltre ai conti correnti il MoCI Cosenza ha due linee di credito per l’anticipo dei progetti SAI. Il rapporto di adesione ideale ai principi di Banca Etica è confermato anche da Maria Antonietta Mazzei, consulente di Banca Etica e gestore del MoCI, “la parte amministrativa del MoCI Cosenza è gestita da tre collaboratrici che nel tempo sono diventate clienti, socie e che hanno investito nella banca in prima persona perché oltre a far parte del Git Calabria Nord sono anche iscritte all’albo dei valutatori sociali. Mettono il proprio tempo a disposizione per effettuare le valutazioni socio ambientali per quelle realtà che richiedono linee di credito sul territorio e, non da ultimo, mi accolgono e accolgono tutti i clienti prospect che nella loro sede vengono ad incontrare Banca Etica”.
L’associazione è descritta da Mazzei come molto radicata nel territorio cosentino:
“Offre supporto alle più disparate esigenze. Promuove la sostenibilità ambientale attraverso la gestione di un mercatino dell’usato solidale. Si occupa di attività didattica per bambini stranieri ma anche per quelli italiani, facendo parte della Rete F200 contro la dispersione scolastica.
È membro della FOCSIV (Federazione Organismi Cristiani Servizio Internazionale Volontario), la più grande federazione di ONG in Europa; del MoVI – Movimento di Volontariato Italiano; e collabora stabilmente con WeWorld.
Il MoCI è parte di una fitta rete di rapporti e relazioni che si esplicano anche in accordi e partenariati con le associazioni e le istituzioni del territorio e svolge una forte attività di sensibilizzazione sui temi summenzionati attraverso incontri, eventi e attività culturali”.
Photo credits: www.mocicosenza.org
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