Dimensione del testo
ALTO CONTRASTO (CHIARO)
ALTO CONTRASTO (SCURO)
FONT ACCESSIBILI

Finanza etica

Informazione e formazione critica sulla finanza

Etica e cooperativa

Il Punto – Banca Etica cresce per dare più credito all’economia sociale

Il Punto – Banca Etica cresce per dare più credito all’economia sociale

a cura di Nazzareno Gabrielli, direttore generale di Banca Etica

La nostra Banca continua a crescere, come confermato dal bilancio 2025 approvato in assemblea dai soci e dalle socie lo scorso maggio. Cresciamo investendo su un modello di banca votato allo sviluppo dell’economia reale attraverso il credito, in un orizzonte tracciato dalla sostenibilità ambientale e nativamente attento ai bisogni dei territori e dell’economia sociale.
In queste settimane l’attenzione dei media e delle istituzioni si è focalizzata su ciclopiche operazioni di fusione e acquisizione tra banche, verso il disegno di un sistema bancario abitato da pochi attori giganteschi al servizio di consolidamento e interessi degli azionisti. Di fronte a ciò ribadiamo la necessità di preservare la biodiversità del sistema bancario italiano che è fatto per circa un terzo dagli sportelli di banche popolari, cooperative e di prossimità che garantiscono vicinanza e accesso al credito per persone, famiglie e imprese. Dalla crisi del 2008 sappiamo che le banche “too big to fail”, sono orientate e guidate dal solo obiettivo di massimizzazione dell’utile a breve termine da dividere tra i soci (sempre più concentrati); tarate per rispondere ai bisogni delle grandi compagnie spesso lasciano indietro PMI, Terzo Settore, famiglie e categorie più vulnerabili, le aree interne… Un modello di banca che spesso troviamo a sostenere quell’economia fossile che resiste all’incremento globale degli investimenti legati ai criteri ESG e alle fonti rinnovabili; che non risponde certo all’interesse crescente per una finanza attenta alle persone e agli ecosistemi.

Quest’ultima è la finanza che facciamo da sempre, coniugando fedeltà rigorosa alla dimensione valoriale con l’elevata qualità dei servizi, come ha riconosciuto a maggio scorso l’autorevole Istituto Tedesco Qualità e Finanza (ITQF) in un’indagine. ITQF ha inserito infatti Banca Etica tra i migliori 10 gestori patrimoniali “classic” in Italia, attribuendoci il 93% per il processo di consulenza, il 91% per l’orientamento al cliente e l’89% per l’organizzazione: valutazioni elevate che confermano standard di servizio e qualità professionale sempre migliori, pienamente competitivi sul mercato.

In tema di trasparenza della rendicontazione – asset per noi fondante e fondamentale -, abbiamo pubblicato la 7ma edizione del Report di Impatto, la misurazione unica che analizza gli effetti dei 485 milioni di euro di nuovi crediti erogati nel 2025 e che quest’anno ha esteso il calcolo della nostra Carbon Footprint a livello di Gruppo, includendo le emissioni Scope 3 della catena del valore, con gli investimenti di Etica Sgr. Dal rapporto constatiamo che i nostri finanziamenti hanno sostenuto 33,2 MW di impianti da fonti rinnovabili, evitando l’emissione di quasi 22 mila e 500 tonnellate di CO2 equivalenti; hanno contribuito a creare direttamente quasi 1800 nuovi posti di lavoro e a salvarne oltre 2100 grazie a operazioni di workers buyout; che il 26,3% delle organizzazioni affidate sono imprese femminili (che rappresentano però solo il 22,3% delle imprese italiane), certificando quell’attenzione all’inclusione finanziaria di genere che abbiamo messo anche nel progetto Monetine, fresco vincitore del premio Abi “Diversità e inclusione” nella categoria Prevenzione e contrasto alla violenza economica, anche di genere. E col supporto del nostro credito 408 persone fragili sono state inserite al lavoro grazie alle realtà del Terzo Settore.

Dell’importanza della finanza etica come strumento di sostegno mirato all’economia sociale ho dunque voluto dire in una recente audizione presso la Commissione Banche del Senato, sottolineando che proprio il credito etico consente servizi socio-assistenziali e accoglienza dignitosa per decine di migliaia di persone. Ho ricordato che il contributo chiave dell’economia sociale costruisce quotidianamente benessere e coesione nei territori, ma per operare necessita sia consolidato e rafforzato strutturalmente il sistema delle garanzie pubbliche del credito, affinché le organizzazioni lavorino con continuità anche in fasi di congiuntura economica sfavorevole.

Banca Etica dimostra insomma che è possibile governare una banca misurando rigorosamente gli indicatori sociali e ambientali, in contrasto con marketing e greenwashing che svuotano di senso l’acronimo ESG. Investire in transizione ecologica e inclusione resta per la finanza etica un pilastro non negoziabile su cui edificare, col supporto di tutte e tutti voi, un benessere solido, condiviso e di pace. Un pilastro alla cui costruzione partecipiamo con la rete europea delle banche etiche e alternative (Febea), di cui Banca Etica ospiterà l’assemblea 2026 a San Servolo (Ve) in settembre, su cui vi terremo aggiornati.

Photo credits: Luca Gallo