Banca Etica esprime apprezzamento per la proposta di legge sulla finanza etica avanzata dal CNEL. La proposta prevede di modificare l’articolo 111-bis del Testo unico bancario al fine di aggiornare e rendere concretamente applicabile la disciplina degli operatori bancari di finanza etica e sostenibile. Il testo prende le mosse dalla proposta illustrata da Banca Etica nel corso di una recente audizione presso il CNEL.
“L’articolo 111-bis è stato introdotto dieci anni fa per riconoscere gli operatori bancari di finanza etica e sostenibile, ma la norma . è risultata di difficile applicazione Per questo Banca Etica ha sollevato la questione alla Commissione Banche del Senato e presso il CNEL, che ringraziamo per aver raccolto le nostre preoccupazioni”, dice il presidente di Banca Etica, Aldo Soldi.
La Pdl presentata dal CNEL ridefinisce gli operatori bancari di finanza etica e sostenibile come le banche che, nella valutazione dei finanziamenti alle persone giuridiche, affiancano ai criteri di merito creditizio la valutazione della sostenibilità sociale e ambientale, facendo riferimento al nuovo quadro normativo europeo e prevedendo la pubblicazione dei risultati di impatto.
Tra i requisiti previsti figura la destinazione di almeno il 20% del portafoglio crediti a soggetti riconducibili all’ambito dell’economia sociale. Il perimetro viene aggiornato e ampliato rispetto alla disciplina originaria, comprendendo gli enti del Terzo Settore e le imprese sociali, le cooperative, gli enti sportivi dilettantistici, gli enti religiosi civilmente riconosciuti e le comunità energetiche territoriali, in coerenza con quanto indicato dal Piano d’azione nazionale per l’economia sociale.
Il testo stabilisce, inoltre, che gli operatori destinino almeno il 70% degli utili annuali al rafforzamento patrimoniale. Viene confermato un modello di governance democratico e partecipativo, caratterizzato da azionariato diffuso, e viene introdotto un limite alla differenza tra la remunerazione più elevata e quella media dei lavoratori e collaboratori, che non può superare il rapporto di uno a cinque. Sul piano fiscale, il Ddl prevede che non concorra alla formazione del reddito imponibile una quota pari al 75 per cento delle somme dell’utile destinate al rafforzamento patrimoniale. La proposta mantiene lo spirito originario della norma e punta ì a costruire un quadro normativo più aggiornato e operativo per una finanza capace di coniugare solidità bancaria, sostenibilità sociale e ambientale e sostegno all’economia sociale, rafforzando il ruolo del credito nel finanziamento di attività con finalità di interesse collettivo.
La necessità di regole applicabili per qualificare la finanza etica riguarda anche gli enti pubblici perché il Testo unico sulle società a partecipazione pubblica (la cosiddetta “legge Madia”) consente agli enti locali di mantenere esclusivamente partecipazioni in società coerenti con le proprie finalità, specificando che non devono essere dismesse le quote di operatori di finanza etica e sostenibile. Con un sistema valido di certificazione i molti enti locali soci di Banca Etica potranno finalmente ottenere tutta la documentazione necessaria per mantenere le quote.
“Ci auguriamo che la normativa vigente venga modificata e resa applicabile già con la prossima legge di bilancio, o comunque entro la fine della legislatura”, conclude Soldi.