Il Consiglio dei Ministri ha varato ieri un decreto legge che riforma la governance delle 10 maggiori banche popolari italiane, quelle con attivi superiori agli 8 miliardi di euro, obbligandole a trasformarsi in società per azioni e a rinunciare al principio democratico che le regola e che prevede che ogni socio esprima un voto in assemblea a prescindere dalla quantità di azioni detenute (c.d. “voto capitario” o “una testa un voto”).
Banca Etica non è tra gli istituti coinvolti nella riforma, ma il provvedimento mette in luce un approccio del Governo alla regolamentazione del credito che desta preoccupazione.
Ecco le considerazioni in proposito del presidente di Banca Etica, Ugo Biggeri.