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GIT Padova

Gruppo di Iniziativa Territoriale di Banca Etica

Lettera alle persone consigliere regionali del Veneto

Per il rafforzamento delle politiche regionali per la pace, i diritti umani e una gestione etica delle risorse finanziarie

La presente lettera nasce da quanto emerso nel confronto elettorale svoltosi a Padova, in Sala Peppino Impastato, il 12 Novembre 2025, e viene rivolta alle persone consigliere regionali del Veneto in occasione del loro recente insediamento.

L’obiettivo è richiamare l’attenzione su una responsabilità politica e civile di primaria importanza: rendere concrete, efficaci e durature le politiche regionali per la pace, i diritti umani e la cooperazione, in coerenza con i valori che la Regione del Veneto ha già affermato con proprie leggi.

Nel Veneto sono oggi in vigore:

Negli ultimi anni il mondo è attraversato da numerosi conflitti armati e gravi tensioni internazionali che continuano a produrre sofferenze diffuse alle popolazioni civili. La guerra in Ucraina, la drammatica situazione in Palestina e in Medio Oriente, i conflitti nella Repubblica Democratica del Congo, le crisi umanitarie in Sudan, le forti tensioni geopolitiche che coinvolgono Paesi come il Venezuela, insieme a molte altre aree del pianeta, mostrano come troppo spesso le controversie vengano affrontate con l’uso della forza anziché con il dialogo, la cooperazione e la diplomazia. Questo ricorso sistematico alla violenza alimenta instabilità, migrazioni forzate, impoverimento e violazioni dei diritti umani, rendendo sempre più urgente il rafforzamento di politiche pubbliche orientate alla prevenzione dei conflitti e alla costruzione della pace.

Banca Etica è nata nel 1999 da un sogno collettivo: quello di dimostrare che anche il denaro può essere messo al servizio del bene comune.
Persone, cooperative, associazioni, MAG e realtà del Terzo Settore decisero allora di creare un istituto di credito fondato su trasparenza, partecipazione, responsabilità e solidarietà.

Come ricorda Banca Etica, “le violenze, le guerre e gli attacchi — più o meno velati — ai sistemi democratici, ai diritti conquistati, i disastri ambientali… alimentano la voglia di rivolgersi a realtà che basano la loro esistenza sul rispetto delle persone e della loro dignità” [Fonte]

In questo contesto, l’esperienza del gruppo Banca Etica rappresenta un riferimento solido e documentato per un modello di sviluppo coerente con gli obiettivi di pace e giustizia sociale.

Secondo le politiche ufficiali di Banca Etica, la produzione e il commercio di armi sono settori tassativamente esclusi da ogni attività di finanziamento e investimento etico, insieme a settori come tabacco, gioco d’azzardo, energia nucleare, petrolio ed estrattivo. [Fonte] 

Il rapporto ZeroArmi documenta che Banca Etica è l’unica banca italiana completamente priva di coinvolgimenti finanziari con l’industria delle armi, mentre molte altre banche italiane presentano esposizioni significative verso il settore bellico. [Fonte] 

La portata globale di questo fenomeno è confermata da dati impressionanti: secondo un rapporto sostenuto da Banca Etica in collaborazione con la Global Alliance for Banking on Values (GABV), gli istituti finanziari mondiali hanno destinato oltre 959 miliardi di dollari alla produzione e al commercio di armi, e i 10 maggiori investitori europei hanno allocato circa 87,72 miliardi di euro in aziende produttrici di armamenti. [Fonte] 

Banca Etica ha inoltre preso posizione contro il piano europeo ReArm Europe, che mira a indirizzare i risparmi delle cittadine e dei cittadini verso l’industria militare, denunciando il rischio di trasformare la guerra in strumento di speculazione finanziaria. [Fonte] 

Alla luce di tutto ciò, chiediamo alle persone consigliere regionali del Veneto di:

  1. rafforzare strutturalmente le leggi regionali 35/2018 e 21/2018,
  2. incrementare le risorse economiche destinate a politiche di pace e diritti umani,
  3. promuovere strumenti di finanza etica e responsabile nel territorio regionale,
  4. integrare criteri etici anche nella gestione delle risorse pubbliche e negli investimenti regionali.

Una Regione che si definisce “terra di pace” ha oggi l’opportunità e la responsabilità di dimostrare che la pace non è solo una dichiarazione di principio, ma una scelta politica che attraversa leggi, bilanci, investimenti e modelli di sviluppo.

I GIT (Gruppi di Iniziativa Territoriale) delle socie e dei soci di Banca Etica di Padova, Vicenza, Verona, Venezia, Rovigo, Alto Vicentino, Treviso-Belluno

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