RITORNEREMO A VIAGGIARE E CONTINUEREMO A PEDALARE CON GIROLIBERO

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RITORNEREMO A VIAGGIARE E CONTINUEREMO A PEDALARE CON GIROLIBERO

27 Aprile 2020

In collaborazione con Corrado Fontana, giornalista di Valori.it

«Girolibero parla con mezzo mondo – spiega il fondatore Pierpaolo Romio  –, che però ha preso coscienza del virus dopo di noi. Gli americani (tra i principali clienti dei viaggi in bici Girolibero, ndr) stanno vivendo ora la fase più dura del contagio e noi non abbiamo nessuna informazione certa rispetto alla fine dell'emergenza sanitaria. La stagione era già tutta esaurita da aprile a novembre, con prenotazioni dell'anno scorso. Ma noi, non ci vogliamo perdere d'animo, siamo già pronti per ripartire, anche fosse domani».

Con queste parole Pierpaolo sintetezza la situazione drammatica che ha investito tutti noi e, in particolare il settore del turismo, che vede ogni giorno rimandata la stagione e la possibilità di riprendere a lavorare. Proprio per tenere alta l'attenzione su questo mondo, vogliamo raccontare in questo momento la bella storia di Girolibero, un'impresa che da sempre ha scelto la sostenibilità a tutto tondo: dall'ambiente alla finanza.

«Per chi come noi ama scoprire il mondo a ritmo lento, è naturale avere nel dna il rispetto dell’ambiente, delle altre culture e delle loro tradizioni. Questo si traduce in mobilità sostenibile, viaggi a basso impatto, centralità della comunità locale ospitante, car sharing per raggiungere la destinazione, viaggi responsabili». In poche frasi l’anima di una realtà turistica consolidata e storica come Girolibero. Un’avventura imprenditoriale che include un altro marchio famoso come Zeppelin ed è iniziata a braccetto con Banca Etica nel 1998, con l’acquisto di 24 bici e 24 lucchetti, portate a spasso per Austria, Olanda e Germania grazie a un carrello preso in prestito da un gruppo teatrale.

Da allora di giri di pedale ne sono passati milioni, e la società è diventata il principale tour operator italiano specializzato in vacanze in bicicletta (ne ha 2200), soddisfa migliaia di viaggiatori in diversi Paesi del mondo, fatturando fino a 18 milioni di euro l’anno attraverso una proposta turistica variegata, spesso basata sulla soluzione barca più bici. Tant’è che Girolibero muove due barche in Francia (Caprice e L'estello) e altre due sui fiumi italiani: Vita Pugna e l’ammiraglia della flotta, la bellissima Ave Maria. Mentre una quinta, la nuova Porte Grandi, destinata a solcare le acque interne italiane anche laddove altri non arrivano, ha dovuto interrompere la propria costruzione in attesa che l’uragano sanitario ed economico del coronavirus si allontani dalla penisola. Intanto la situazione è tuttavia drammatica, e non può che ripercuotersi sulla cinquantina di dipendenti dei due marchi – oggi in cassa integrazione – e su un’altra ventina di lavoratori a tempo determinato, che operavano sugli equipaggi e ora sono costretti a casa.

E di certo la futura ripartenza avverrà anche con il sostegno di chi con Girolibero ha sempre intrattenuto un rapporto di reciproca vicinanza. «Con Banca Etica – continua Romio – non è stato un incontro: noi abbiamo aspettato la nascita di Banca Etica. Conoscevo personalmente le persone che operavano per questo. Nel 1998 siamo partiti con questo modo di organizzare le vacanze, e aprire il conto lì è stata una scelta immediata e naturale. Abbiamo un finanziamento in corso da 1 milione e 600mila euro praticamente concluso che è servito a finanziare l’Ave Maria, la nostra imbarcazione da crociera fluviale con 18 cabine per gli ospiti, che si muove da Mantova a Venezia. L'affinità con la banca è rimasta, tenendo conto sempre di dover garantire la sostenibilità economica e diversificare».

Così Girolibero continua a guardare avanti, sapendo che – dopo questa fase oscura – l’amore dei curiosi per la sua idea di viaggio, e i vantaggi collettivi che include, si riaccenderà. «Noi – conclude Romio – non proponiamo una vacanza ecosostenibile in quanto tale, ma – per chi lo voglia fare – induciamo a riflettere su qual è l’impronta ecologica di ciascuno. Perché oggi, arrivando per esempio in città come Berlino, Copenaghen oppure Amsterdam, se non prendi la bicicletta per visitarle stai facendo un errore di base, perché butti via tempo, soldi ed energia se utilizzi qualsiasi altro mezzo».

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