Sono passati anni dall’inizio degli attacchi israeliani contro la Striscia di Gaza seguiti all”assalto di Hamas del 7 ottobre 2023 e a cui è seguita, messa in atto da parte dell’esercito israeliano e per decisione del governo di Tel Aviv, un’azione genocida ai danni della popolazione palestinese.
Dal principio la nostra comunità – come Gruppo Banca Etica – si è interrogata su come intervenire concretamente per contrastare tutto ciò. Siamo stati testimoni di un orrore inaccettabile: la strategia di affamare la popolazione civile, il fuoco aperto sui profughi in attesa di aiuti e gli attacchi deliberati a scuole, ospedali e operatori sanitari. E anche la proclamazione di una fase di cessate il fuoco avviata sulla base del “piano di pace” americano nel ottobre 2025 non ha posto fine alle sofferenze del popolo palestinese, che continua a essere oggetto di attacchi o muore a causa della sanità al collasso e della mancanza di infrastrutture, beni e servizi minimi.
Le stime più recenti, probabilmente al ribasso, parlano di quasi 70mila vittime e 160 mila feriti in 3 anni, a cui si sono sommate le sofferenze di circa due milioni di profughi, una cifra superiore persino a quella dell’esodo forzato della Nakba del 1948. A questo si aggiungono le violenze in Cisgiordania, gli sgomberi forzati e le demolizioni di case.
Che si tratti di genocidio è stato certificato da inchieste dell’ONU, dall’Istituto Lemkin per la Prevenzione del Genocidio e, in modo inequivocabile, dalla Relatrice ONU per i Territori palestinesi occupati, Francesca Albanese. Il suo ultimo rapporto, “Da un’economia di occupazione a un’economia di genocidio”, presentato al Consiglio per i Diritti Umani a giugno 2025, rivela chiaramente le dinamiche economiche e la complicità del settore privato globale, compreso quello finanziario, nel sostenere l’eccidio.
È su questo piano – il piano della finanza – che il nostro impegno diventa decisivo e concreto.
Il nostro impegno: finanza etica in difesa dei diritti umani
Scegliere Banca Etica significa optare per una banca che non finanzia il settore degli armamenti, un impegno per cui ci battiamo da anni, in linea con la difesa della legge 185/1990 sull’export di armi italiane. La nostra particolare attenzione per la situazione in Palestina si traduce in azioni chiare e vincolanti:
Raccolte fondi
Dall’ottobre 2023 Banca Etica ha promosso raccolte fondi per il popolo palestinese a favore di organizzazioni umanitarie e di microfinanza radicate sul territorio.
Attualmente è attiva su Produzioni dal Basso la raccolta a favore della Freedom Flotilla Italia che si pone come obiettivo quello di avviare un tour di 100 tappe in varie città e porti del nostro Paese per creare spazi di lavoro condivisi sulla questione palestinese e costruire territori solidali e resistenti, trasformando l’indignazione in organizzazione.
Grazie alle precedenti campagne di crowdfunding abbiamo raccolto un totale di 145 mila euro per MSF (in due raccolte); (sempre in due raccolte) 76 mila euro per l’organizzazione palestinese ACAD NGO, con la quale da tempo collaboriamo, affinché possa destinare ai bambini e alle bambine della Cisgiordania “pacchetti invernali” vitali. Altri 40 mila euro a favore di MSF, Freedom Flottilla e Global Sumud Flottilla li abbiamo donati direttamente come Gruppo Bancario : in accordo con il comitato soci lavoratori (che include un gruppo dedicato alla Palestina) la dirigenza della banca ha infatti scelto di non trattenere in azienda le cifre derivanti dalle mancate retribuzioni dei tantissimi lavoratori e lavoratrici del Gruppo Banca Etica che hanno aderito agli scioperi per Gaza e per la flotilla, ma di trasformali in donazioni e di rinunciare ai regali di Natale aziendali trasformando anche quelle somme in donazioni.
Azioni Finanziarie e Disinvestimento
La metodologia di Etica Sgr per la selezione degli emittenti su cui investire si basa su criteri molto rigorosi, che prendono in considerazione diverse fonti indipendenti, autorevoli e verificabili per compiere una valutazione il più completa possibile. Si tratta sicuramente di una metodologia di selezione degli investimenti unica sul mercato italiano.I fondi comuni di investimento di Etica Sgr non investono in titoli di Stato emessi da Israele né in aziende israeliane o imprese impegnate in attività di insediamento israeliano nei territori palestinesi occupati secondo l’elenco predisposto dall’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i diritti umani (OHCHR). Abbiamo infatti deciso di inserire questa lista dell’ONU tra i criteri di esclusione vincolanti. Etica Sgr analizza costantemente anche quanto segnalato da altre importanti campagne di boicottaggio e report (Oxfam, Amnesty International, BDS, Who Profits, Don’t Buy Into Occupation, Report di Francesca Albanese), per allargare lo sguardo oltre la lista ONU e intercettare eventuali imprese che, secondo più fonti indipendenti, sono significativamente coinvolte nelle violazioni dei diritti umani in Palestina. Le liste di boicottaggio relative alle violazioni dei diritti umani in Palestina sono aumentate negli ultimi anni e coinvolgono una pluralità di fonti che adottano criteri differenti. Etica sgr concilia la necessità di agire sempre nell’interesse del cliente per garantire una gestione finanziaria solida, con l’impegno a non finanziare le imprese direttamente coinvolte nelle violazioni dei diritti umani in Palestina. Etica Sgr si impegna ad approfondire questi temi con il coinvolgimento del Comitato Etico e del Consiglio di Amministrazione, in considerazione degli adempimenti formali e delle decisioni gestionali che impattano sui fondi comuni di investimento.
3. Altre iniziative
Oltre a promuovere e partecipare alle raccolte fondi, diamo voce a campagne e iniziative sul tema di organizzazioni a noi vicine per valori e obiettivi, di cui apprezziamo il lavoro:
- abbiamo ospitato in Italia e dato voce alle istanze di realtà nostre partner storiche come Acad Finance, un’organizzazione di microfinanza palestinese con cui operiamo da anni sul territorio;
- appoggiamo la campagna “Per Gaza, una Rete che Cura”, un’iniziativa di rete promossa da Rete Palestina, network di organizzazioni della società civile riunite per rispondere all’emergenza umanitaria nella Striscia di Gaza e sostenere in particolare i bambini e i servizi essenziali.
Come continuare ad agire insieme
- Continuare a chiedere al governo italiano di fermare l’accordo di cooperazione militare con Israele che viola la legge 185/1990 sull’export di armi italiane, in difesa della quale Banca Etica si è battuta insieme ad altre organizzazioni. Potete inviare una lettera ai nostri parlamentari usando questo fac simile.
- Donare per la campagna di Un Ponte Per “Acqua per Gaza”: un contributo concreto per affrontare l’emergenza umanitaria.
- Contribuire alla raccolta fondi della nostra realtà socia Associazione Bergamo-Palestina per l’acquisto di materiale medico-sanitario e di almeno un’ambulanza che raggiungerà Gaza tramite la collaborazione tra l’associazione e il personale medico dell’Ospedale Al-Awda. Si può donare tramite bonifico al seguente IBAN: IT73I0501811100000020000074
- Utilizzare il boicottaggio come forma di resistenza non violenta: verificate quali aziende sono implicate con Israele nell’elenco predisposto dall’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i diritti umani (OHCHR) e in altre liste quali quelle di Don’t Buy Into Occupation e della campagna BDS.
- Firmare la campagna “Stop al Genocidio” promossa da Amnesty: per chiedere alla UE di rivedere l’accordo di associazione con Israele, per non sostenere l’occupazione illegale dei territori palestinesi e il massacro a Gaza.
Da sapere prima di donare
Le norme vigenti in ambito antiriciclaggio impongono alle banche di eseguire una serie di stringenti verifiche sui flussi di denaro destinati a persone che vivono in Palestina. Per questa ragione anche in Banca Etica possiamo autorizzare esclusivamente i bonifici destinati a persone fisiche con grado di parentela diretta, di cui la banca ha potuto verificare il documento di identità.
Per questo motivo, se hai raccolto in autonomia dei fondi per alleviare la sofferenza delle persone palestinesi, ti consigliamo individuare quale beneficiario della donazione un’associazione riconosciuta che opera a Gaza e di non effettuare un bonifico a singole persone fisiche.
Ogni giorno, attraverso le nostre decisioni di investimento e di spesa, scegliamo di sostenere la pace, la giustizia e i diritti umani. La finanza etica è l’alternativa concreta alla finanza di guerra.
Per seguire gli aggiornamenti sulla situazione a Gaza consigliamo paginesteri.it
Photo credits Omer Faruk Yildiz su Unsplash
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