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Finanza etica

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Guerra in Medioriente: un aiuto concreto per chi opera a fianco delle popolazioni locali

Il 7 ottobre 2023, dopo l’attacco dei miliziani di Hamas dalla striscia di Gaza in Israele e la risposta militare dell’esercito di Tel Aviv, il Medioriente è tornato ad infiammarsi, con la riapertura di fronti di guerra noti in Israele e Palestina. A ciò si è aggiunto l’innesco di nuove preoccupazioni per un possibile allargamento dell’area interessata dagli scontri, che hanno già provocato migliaia di vittime.

II Gruppo Banca Etica ha aderito all’appello immediato per uno stop al conflitto e per il rilancio dei negoziati di pace promosso da Rete Italiana Pace e Disarmo, e Banca Etica – che ne ha dato visibilità sui propri canali di comunicazione – vuole esprimere qui la propria massima vicinanza verso le popolazioni coinvolte e le persone in pericolo, confidando in una mobilitazione solidale a favore delle organizzazioni che operano da tempo in quell’area critica in questo momento di grave emergenza umanitaria.

«La finanza etica – sottolinea la presidente Anna Fasano è una finanza di pace, e Banca Etica continua a svolgere il proprio lavoro per sostenere associazioni e Ong che operano per portare protezione, sviluppo e assistenza alle comunità e alle attività economiche nelle diverse zone del mondo, incluse quelle interessate dal conflitto israelo-palestinese. Ed è in questo momento particolarmente drammatico che desideriamo quindi fare appello alle persone socie e clienti, e in generale a tutta la cittadinanza, perché tali organizzazioni siano sostenute con azioni di supporto e forme di aiuto economico diretto. La costruzione della pace passa attraverso azioni concrete».

Diverse delle realtà socie e clienti di Banca Etica hanno infatti lanciato appelli per uno stop immediato all’uso delle armi e avviato iniziative di raccolta fondi per venire incontro ai bisogni umanitari della popolazione della striscia di Gaza nell’area del conflitto.

Oltre all’associazione Gazzella Onlus – che ci ha mandato una testimonianza diretta da Gaza, si sono attivate:

AMNESTY

L’appello dell’organizzazione ai leader dell’Unione Europea perché venga rispettato il diritto internazionale e si giunga a un cessate il fuoco.

Leggi l’appello

CARITAS ITALIANA

Anche Caritas Italiana fa appello per la pace e la riconciliazione.

LA TENDA DI AMAL ONLUS

L’associazione svolge attività di solidarietà sociale promuovendo lo sviluppo umano, sociale e culturale dei paesi dell’area del medio oriente, con particolare riferimento alla Palestina.

Dona su https://www.latendadiamal.org/sostienici/

MEDICI SENZA FRONTIERE

I team di MSF continuano a lavorare incessantemente per trattare le persone ferite e donare forniture mediche

Dona qui

OXFAM

Il team di esperti dell’organizzazione sono al lavoro per portare alle persone intrappolate nella Striscia e colpite da una grave crisi umanitaria tutti i beni di prima necessità: acqua, cibo, kit igienici e riparo come prima cosa.

Dona qui

PRO TERRA SANCTA

Pro Terra Sancta promuove e realizza progetti di conservazione e valorizzazione del patrimonio culturale e naturale, di sostegno alle comunità locali e di aiuto nelle emergenze umanitarie. Opera in Medio Oriente, principalmente dove sono presenti i frati francescani della Custodia di Terra Santa. Leggi l’appello e scopri come sostenerli.

SAVE THE CHILDREN

I bambini e i giovani stanno pagando il prezzo più alto dell’escalation di violenza in Israele e nei Territori palestinesi occupati. L’assistenza umanitaria deve essere incrementata per rispondere alle esigenze della crisi, gli aiuti salvavita non possono essere negati ai bambini.

Dona ora

UN PONTE PER

Leggi l’appello dell’organizzazione perché si fermi il massacro.

VENTO DI TERRA

Sostieni l’ong milanese nata proprio dall’esperienza nei campi profughi palestinesi.

Accanto agli Stati che stanziano risorse e ai produttori che incassano profitti, ad approfittare in modo più silenzioso e defilato di questa corsa al riarmo ci sono i soggetti che fanno speculazione finanziaria sul settore bellico […] forse è lecito chiedersi cosa succederebbe se le risorse che gli operatori finanziari privati ora destinano al comparto bellico (circa 3,4 miliardi stando al dato 2020 delle prime 5 banche italiane nella classifica di quelle “armate”) alimentassero invece un’economia “di pace””. Ha scritto di recente Anna Fasano in un recente editoriale su Vita a proposito del ruolo, virtuoso o invece nefasto, che può avere la finanza nel promuovere la pace o alimentare le guerre. Per chi volesse approfondire la riflessione sull’argomento.

NB: l’elenco delle realtà cui donare è in costante aggiornamento

Foto di Mohammed Ibrahim su Unsplash

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