di Giorgia Perra – Cooperativa Anima Mundi
Il paesino “abbarbicato su su per la Sila”, Soveria Mannelli, non è solo patria del Gruppo Rubbettino ma anche del Lanificio Leo, la fabbrica tessile più antica della Calabria, gestita da tre generazioni dalla famiglia Leo.
La volontà di non abbandonare tradizioni, specificità e professionalità di un’attività portata avanti dalla fine dell’ottocento, ha fatto di Emilio Leo un vero innovatore sociale. Il Lanificio conserva attivo lo stesso parco macchine del 1873, con cui ancora oggi si realizza la produzione. Reinventarsi nel ventesimo secolo valorizzando le risorse e le eccellenze possedute, coniugando imprenditorialità e cultura. L’impianto di “archeologia industriale” del Lanificio Leo viene utilizzato per la produzione di due linee di prodotto: una che indaga la sfera del prodotto tessile “tradizionale”, l’altra che si avvale del design-oriented per proporre una visione contemporanea della produzione attraverso l’uso di processi artigianali del territorio stimolando l’innovazione di prodotto.
La fabbrica è un’ azienda-museo per comunicare e promuovere la cultura d’impresa e la tecnologia tessile artigianale persa nei processi di automazione, attraverso eventi di arti visive, performance e design. L’esempio più importante è la rassegna di pensiero contemporaneo Dinamismi Museali, organizzata in collaborazione con il Gruppo Rubbettino ed altre aziende del Redentino.
La valorizzazione dei talenti, della creatività e della specificità del territorio sono i punti di forza del Lanificio Leo che ha saputo coniugare tradizione ed innovazione senza abbandonare Soveria Mannelli, anzi, attraendovi investimenti e visitatori da tutto il mondo. Al festival Dinamismi Museali partecipano ogni anno migliaia di giovani artisti, creativi e curiosi che contribuiscono alla crescita ed alla scoperta della Calabria e delle sue eccellenze.
Il Lanificio Leo è inoltre cofondatore del nuovo progetto di rete AIR- Associazione Imprese del Redentino, un network di imprese territoriali che sfidano con successo la competitività attraverso l’attrazione e il sostegno della classe creativa, puntando sul capitale umano e sociale.
SHEEP è il nome di questo modello di management che coniuga il fare impresa con gli strumenti della cultura, un singolare approccio che ha permesso nel 2001 all’azienda di arrivare tra i 16 finalisti del premio Guggenheim Impresa & Cultura e di vincere il premio Cultura di Gestione.
La “buona economia” deriva dal coraggio degli imprenditori, dalla fiducia nel territorio e del territorio in cui operano, dalla creazione di reti che rafforzano la singola impresa, dal guardarsi indietro per capire come andare avanti. Il Lanificio Leo rappresenta tutto questo, la forza della creatività e della Calabria che vuole cambiare!
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