«Per chi come noi ama scoprire il mondo a ritmo lento, è naturale avere nel dna il rispetto dell’ambiente, delle altre culture e delle loro tradizioni. Questo si traduce in mobilità sostenibile per arrivare in ufficio tutti i giorni, centralità della comunità locale ospitante, viaggi in mete turistiche poco affollate, ma anche in luoghi noti e amati che visitiamo in bici, a piedi o con guide locali per ridurre al minimo l’impatto del turismo sul territorio».
In poche frasi l’anima di una realtà turistica consolidata e storica come Girolibero. Un’avventura imprenditoriale che è iniziata nel 1998, proponendo viaggi in bici, trekking e tours naturalistici in tutto il mondo.
Da allora di giri di pedalate ne sono passati milioni, e il tour operator ha incrociato Banca Etica che ha dato impulso e sostegno alle vacanze in bici e barca in Italia finanziando la costruzione della barca Ave Maria Italia, che naviga tra Mantova e Venezia con migliaia di cicloturisti da tutto il mondo ogni anno dal 2011.
Oggi Girolibero muove anche due barche in Francia (Caprice e L’Estello) e una nuova barca, l’Ave Maria Portegrandi, 100% italiana, sta per essere varata.
Costruita a Mantova grazie ad un finanziamento di Banca Etica, con il supporto di aziende di Vicenza, Treviso, Varese e Reggio Emilia, e green, dove tutto è stato pensato per essere ottimizzato: propulsione elettrica, gestione e depurazione acque, isolamenti, forme idrodinamiche dello scafo. Inoltre, almeno il 40% del fabbisogno di energia arriverà dal sole (36 kWp di fotovoltaico installati), e servirà per cucinare e per l’aria condizionata della parte hotel, il resto arriverà dalle batterie ricaricate nell’ormeggio notturno o, se serve, dal motogeneratore “stage V”. Le dimensioni – 35,5 x 6,20 m – sono state calcolate per passare le conche (chiuse) di Portegrandi e di Intestadura e poter quindi andare alla scoperta della Litoranea Veneta e della Laguna di Marano-Grado: dal Veneto al Friuli, in acque interne, ma mai troppo distante dalla spiaggia e dal mare. Tecnicamente i punti di forza sono il basso pescaggio (90 cm), l’estrema maneggevolezza, e il limitato “tirante d’aria” di 4.05 metri, per passare sotto i ponti, incredibilmente bassi.
“I viaggi “bici e barca” – commenta Pierpaolo Romio, fondatore di Girolibero – piacciono sempre di più, con una crescita costante di persone (50% italiani, 50% stranieri) che prenotano questa formula di viaggio. Quello che piace di questo tipo di esperienza è il sentirsi in viaggio e allo stesso tempo a casa, visitando luoghi insoliti, sfiorando solo quelli famosi, ma purtroppo affollati. Lasciarsi trasportare lenti come lo scorrere di un fiume, rilassati, e senza obblighi di correre a punzonare il cartellino di cose viste o da dover vedere”.
Il viaggio in bici e barca non è il turismo dei grandi palazzi o delle ville rinascimentali, ma è un insieme di esperienze e luoghi che ancora in qualche modo resistono. Un esempio è quello del viaggio in bici e barca di Girolibero da Mantova a Venezia che, grazie anche alla scelta di utilizzare barche dalle dimensioni contenute, porta gli ospiti a scoprire il borgo microscopico di Zelo, con poco più di 300 abitanti, o il museo della giostra e dello spettacolo popolare di Bergantino, un luogo incredibile per un pubblico di ogni età. Oppure in Francia, nel viaggio in bici e barca tra Provenza e Camargue, si arriva a Villeneuve-lès-Avignon, col suo centro animato di una tranquillità assolutamente incomparabile alla vicina e frenetica Avignone, o si incontra la gente del posto impegnata a giocare a pétanque, il gioco delle bocce, praticato sulla terra battuta.
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Photo credits: Girolibero