Dimensione del testo
ALTO CONTRASTO (CHIARO)
ALTO CONTRASTO (SCURO)
FONT ACCESSIBILI

Storie ad impatto positivo

Cosa finanziano i tuoi soldi

Storie di nuova economia

A Porto Torres rinasce Isolex: salvi i posti di lavoro nel rispetto dell’ambiente

di Daniel Tarozzi, Italia che Cambia

Siamo a Porto Torres, in Sardegna. Per raggiungere la sede di Isolex dobbiamo superare una serie di controlli impressionanti. Siamo infatti nella sede del polo petrolchimico ed è davvero sorprendente vedere come i progetti più innovativi e resilienti spesso sorprendano il nostro immaginario stereotipato.

La storia di Isolex – Società Cooperativa per Azioni, come quella di molti dei “workers buyout” incontrati in questi ultimi mesi, è recente: nasce infatti alla fine del 2014, quando la società Isolanti Italiani decide di tagliare lo stabilimento di Porto Torres.

Fu allora che mi chiamarono – ci spiega Antonio Tanda, Presidente della nuova Cooperativa, mentre ci guida in esplorazione all’interno della fabbrica – Ero un pensionato, ma in passato avevo lavorato per Isolanti Italiani fino al 2006, quando la lasciai per vedere se potevamo mettere in piedi una nuova impresa industriale, che vedesse i lavoratori proprietari della fabbrica. Quando mi hanno chiamato, in collaborazione con i lavoratori, in primis il direttore dell’attuale stabilimento, Roberto Gianni, abbiamo dato vita a una nuova cooperativa. I lavoratori erano stati messi tutti in mobilità; abbiamo quindi cercato aiuto attraverso gli strumenti della Lega Nazionale delle Cooperative. C’è stato un intervento immediato del CFI – Cooperazione Finanza Impresa e anche e soprattutto della Coopfond – Fondo Mutualistico, LegaCoop che sono entrati subito nella compagine sociale. Il resto del finanziamento lo abbiamo chiesto a Banca Etica che ci ha accompagnato nel primo difficile tratto di strada anticipandoci la ‘mobilità’. In questo modo siamo riusciti a ripartire immediatamente senza perdere nemmeno un istante”.

Ecco quindi un nuovo caso di workers buyout: i lavoratori rilevano l’azienda chiusa, acquisendo le commesse della vecchia società.

Già dal primo anno c’è stato un incremento della produzione e degli utili. Creditori e investitori sono stati subito tranquillizzati.

“Abbiamo dato stabilità a 24 lavoratori; cui si aggiungono i tanti trasportatori che consegnano i nostri prodotti in tutta Italia e grazie a noi hanno lavoro”.
I risultati sono davvero notevoli. “Non abbiamo fatto un’ora di cassa integrazione. Abbiamo una capacità produttiva elevata, quando non riusciamo a usarla tutta e alcuni impianti devono fermarsi, facciamo le applicazioni speciali, usando le stesse persone senza mandarle in cassa integrazione. Non vogliamo essere assistiti dallo Stato, finché ce la facciamo
”.

Verrebbe da chiedersi come mai con la precedente gestione le cose non funzionassero allora. “Nella nuova gestione, siamo snelli, veloci. Non subiamo il costo della settorializzazione delle attività. Snellire l’organizzazione vuol dire risparmiare e avere un bilancio più pulito. Abbiamo razionalizzato, senza tagliare niente di particolare”.

Veniamo al prodotto. Che cosa fa Isolex?
Isolex fa pannelli in polistirene estruso: questo ha una capacità di isolamento notevole. La specificità del nostro prodotto è che è prodotto solo con la CO2, quindi non partecipiamo al buco dell’ozono. Dopo anni di ricerche costose, abbiamo ottenuto prodotti con le caratteristiche che volevamo: certificato ISO 9001, ISO 14000. In più Legambiente ci ha premiato con il proprio marchio. I nostri prodotti vengono usati per l’isolamento delle case e – in ambito industriale – per le celle frigorifere. Stiamo facendo nuove applicazioni, soprattutto per agevolare ristrutturazioni nel settore edilizio e favorire la posa dei prodotti. Abbiamo sviluppato – tra le altre cose – degli accoppiati con lastra in estruso con cartongesso che ti permettono di applicare l’isolamento e avere la casa già coibentata e intonacata. I nostri clienti sono prevalentemente rivenditori e grosse imprese, in tutta Italia”.

Nello stabilimento di Porto Torres, inoltre, viene impiegata solamente energia prodotta grazie al nuovo impianto fotovoltaico da 1 megawatt di potenza.

Ancora una volta, la realtà insegna come di fronte ad un problema di sono due possibili risposte: arrendersi e lamentarsi o attivarsi per trasformare il problema stesso in un’opportunità. I lavoratori di Isolex hanno scelto questa seconda strada e i risultati li hanno premiati da ogni punto di vista.

Decisamente un esempio da replicare.