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GIT Lazio Nord

Gruppo di Iniziativa Territoriale di Banca Etica

FINANZA ARMATA / Guerra Russia – Ucraina : Come si concilia il divieto di finanziare la produzione di armi con il diritto alla difesa della popolazione ucraina?

Come GITs del Lazio abbiamo organizzato lunedì 19 giugno alle ore 20:45 un incontro online sul tema in oggetto a cui interverrà Francesco Vignarca Coordinatore Campagne Rete Italiana Pace e Disarmo

QUI puoi partecipare all’incontro su GoogleMeet (non occorre registrazione)

 

 

La domanda che ci siamo posti, per sua natura complicata e delicata, ci ha indotti a cercare del materiale per aumentare la nostra conoscenza sull’argomento trattato e quindi aiutarci in una riflessione più consapevole e profonda.

 

 

Il materiale suddetto, che abbiamo condiviso anche mediante newsletter, spazia dalla posizione di Banca Etica per una finanza di pace in cui non ci può essere spazio per le armi, alla finanza mainstream focalizzata sul profitto a prescindere, all’industria degli armamenti ( anche Italiana ) che nella guerra in Ucraina ha trovato un’occasione di crescita.

 

 

Non potevano neanche mancare analisi oggettive del contesto storico-politico che ha portato al conflitto perchè le guerre non scoppiano mai improvvisamente, sono sempre preparate.

 

 

Condividiamo il materiale in questo articolo sperando possa aiutare ad aumentare consapevolezza e capacità di discernimento su questa tragedia, convinti come diceva Smedley Butler che “La guerra è una mafia. Lo è sempre stata…Pochi ne traggono profitto e la maggioranza paga”.

 

 

Buona Lettura.

Roberto Garibbo

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Sull’impegno concreto per la creazione di una finanza disarmata il gruppo Banca Etica si è confrontato a Brescia, a seguito dell’assemblea annuale dei soci del 20 maggio, insieme a a Don Fabio Corazzina di Pax Christi, Senzatomica, Rete Italiana Pace e Disarmo e University for Peace, nell’evento Finanza di Pace

QUI puoi rivedere l’incontro

Impegno che da sempre Banca Etica porta avanti escludendo qualsiasi finanziamento al settore delle armi e finanziando invece attività ad impatto positivo fondate sul rispetto del pianeta e dei diritti umani perchè l’interesse più alto è quello di tutti, come puoi approfondire consultando il Report di Impatto appena pubblicato.

Ascolta il podcast Armiamoci di Pace a cui è intervenuto Ugo Biggeri

Rivedi la prima presentazione del Report di Impatto su Istagram con:

Donata Columbro, giornalista.
Tommaso Rondinella, Responsabile Ufficio Modelli di Impatto e VSA di Banca Etica.

Interessante da seguire anche il nuovo portale FinanzaDisarmata con cui la Fondazione FinanzaEtica intende raccogliere tutti progetti di economia di pace per contaminare il settore finanziario nel suo insieme, attraverso il dialogo con le banche con le quali Banca Etica ed Etica Sgr collaborano a diverso titolo.

Sempre la fondazione nella sua mission di Azionariato Critico nonostante Il governo abbia deciso di permettere alle maggiori società italiane di tenere le loro assemblee degli azionisti a porte chiuse per il 4° anno consecutivo ha chiesto conto a Leonardo s.p.a. se si stia trasformando in un’industria bellica visto che negli ultimi 5 anni il suo fatturato militare è aumentato dal 68% all’ 83% ma le risposte ricevute non sono state soddisfacenti come puoi approfondire;

Nella condivizione delle risposte ricevute cha la Fondazione ha fatto in un incontro in presenza

QUI la registrazione integrale

Nel commento di questo articolo sul sito della rivista The Post Internazionale ( TPI )

D’altra parte come riporta Valori le spese per gli armamenti sono esplose nel 2022 e le importazioni sono cresciute sopratutto in Europa, facendo guadagnare gli Stati Uniti ma anche la Francia che ha approfittato del calo di esportazioni della Russia che però rimane sempre il secondo esportatore mondiale.

 

 

 

Insomma con la guerra in Ucraina il settore degli armamenti è diventato un investimento che rende bene per la finanza, che stà già pensando ai guadagni futuri quando si dovrà ricostruire quello che le armi stanno distruggendo

 

 

Il conflitto ha anche portato all’attenzione pubblica la paura dell’utilizzo di armi nucleari la cui produzione sembra essere sostenuta anche da Leonardo S.p.a. come riportato nel report “Risky Returns: Nuclear weapon producer and their financiers” della campagna Don’t Bank on the Bomb 

Infine sul sito di Istituto di Ricerche Internazionali Archivio Disarmo-IRIAD potete consultare Speciale Ucraina con moltissimo materiale che analizza in contesto storico-politico che ha portato al primo conflitto del 2014, agli accordi di Minsk, e al conflitto attuale (aggiornato continuamente). Analisi che interessano oltre che il ruolo della Russia anche le relazioni tra Ucraina e i paesi dell’Unione Europea.

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