a cura di Corrado Fontana, giornalista di Valori
Musica, arte, danza, cucine del mondo. Linguaggi universali che, insieme alla conoscenza degli idiomi, sono strumenti chiave utilizzati dall’Associazione culturale Origens di Bari per far crescere un’Italia plurale, consapevole e allegra.
Un’allegria palpabile nella voce di Ana Estrela, brasiliana, ex ballerina e coreografa nella compagnia di danza nazionale del suo Paese, trasferitasi qui anni fa per amore e ora fulcro di Origens, insieme alla figlia Laina e a Zakaria, afghano. E l’associazione, nata nel 2008 solo per “mostrare l’autentica cultura della diaspora afro-brasiliana a 360°”, si è trasformata in realtà multietnica e di successo nel cuore della Puglia.
Merito innanzitutto di Ethnic Cook, iniziativa finanziata dalla regione Puglia e resa possibile da una fideiussione bancaria ottenuta da Banca Etica, necessaria per tradurre in concreto la vittoria di un bando regionale finalizzato alla socializzazione e all’inserimento lavorativo di immigrati e nuclei familiari. “Abbiamo scelto Banca Etica dopo aver constatato il suo interesse a dare impulso a chi sta iniziando, a risolvere i problemi che una piccola associazione come la nostra poteva incontrare”, ricorda Ana.
E così Ethnic Cook è partita nel 2015 offrendo formazione sulla cucina etnica, con 25 partecipanti da 16 Paesi. Oggi organizza cene a tema nei ristoranti (da Canosa a Bisceglie, da Molfetta, a Foggia, Bari, Taranto…) e svolge servizi di catering anche per committenti importanti (università, la Puglia Film Commission, la Regione); tiene laboratori per adulti e bambini, e corsi di cucina per Eataly, con cui ha organizzato tre festival di street food tra 2015 e 2017, servendo piatti di 10 nazioni differenti; ha ricevuto l’invito dell’Agenzia ONU per i rifugiati (UNHCR) e dell’Università delle scienze gastronomiche di Pollenzo, il cuore cuneese di Slow Food, per un’ulteriore formazione rivolta ad alcuni soci rifugiati; da dicembre 2017 collabora con Buo’, bistrot bio sociale ed equo di Bari, che fa inserimento lavorativo per persone in stato di disagio sociale, per cui propone ogni sabato una cena multietnica (dopo Brasile, Palestina, Isole Mauritius, Nigeria, Perù e Afghanistan, nelle prossime settimane tocca a Pakistan, Argentina, Eritrea, Messico e Giappone).
Con l’obiettivo dell’integrazione delle persone immigrate attraverso la cultura e il piacere del cibo, Origens è arrivata a contare fino a 70 soci – italiani e stranieri, alcuni rifugiati –, e fa incontrare persone da tutti gli angoli del Pianeta, ciascuna portatrice di sapienza linguistica, artistica e culinaria.
Niente a che vedere con il recente racconto mediatico delle migrazioni nel nostro Paese, che evoca invasioni laddove, su oltre 60,5 milioni di abitanti, la presenza di cittadini stranieri al 1 gennaio 2017 si fermava a 5 milioni e 958 mila persone, di cui solo un 8,2% “irregolari” (dati Fondazione Ismu).
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