Arzergrande, provincia di Padova. Nella pianura veneta della Saccisica opera da oltre trentacinque anni una cooperativa che si chiama come la prima fase della vita di una pianta. Il nome non è casuale: Germoglio Società Cooperativa Sociale nasce nel 1989 per rispondere a un bisogno semplice e urgente, quello delle persone adulte con disabilità del territorio che avevano pochi luoghi dove andare, poche opportunità di crescita, poca visibilità. Da allora ha fatto molta strada.
Una cooperativa, molti servizi
Germoglio è oggi una cooperativa a scopo plurimo: tiene insieme la parte A, dedicata ai servizi socio-educativi, e la parte B, orientata all’inserimento lavorativo di persone appartenenti alle categorie protette. Settantuno dipendenti, sessantadue soci, un valore della produzione che nel 2024 ha sfiorato i 4,5 milioni di euro. «La nostra missione è l’inclusione sociale a 360 gradi», dice Marta Martin, presidente e responsabile area comunicazione e marketing. «Germoglio affronta con le persone le sfide dell’autonomia, dell’abitare, del lavoro e dell’educazione. Crediamo in una comunità in cui ogni persona possa esprimere il proprio potenziale, senza lasciare indietro nessuno».
Il cuore storico è il Centro Diurno, che accoglie trenta persone adulte con disabilità offrendo percorsi educativi e socio-assistenziali, in piena collaborazione con l’ULSS 6 Euganea. A questo si affiancano il Centro Lavoro Guidato — primo nella Saccisica, aperto nel 2016 ad Arzergrande — dove le persone con svantaggio psico-fisico o sociale fanno esperienza di lavoro reale in ambiente protetto, e due progetti abitativi per persone con disabilità che puntano all’autonomia: Vivo Fuori, progetto attuato nell’ambito della legge Dopo di Noi (è il nome della legge nazionale dedicata a chi si occupa del futuro delle persone con disabilità grave quando i genitori o i familiari che se ne prendono cura non ci saranno più) attivo da cinque anni, e PrimoPiano, progetto realizzato con fondi PNRR, che segue quattro beneficiari nel loro percorso verso l’indipendenza in appartamento.
Senape e l’articolo 14
La sezione B della cooperativa ruota attorno a Senape — Sapori di Inclusione, il centro di cottura di Arzergrande che produce oggi tremila pasti al giorno: mense scolastiche, pause pranzo aziendali, servizi socio-sanitari. Dal 2025 Senape ha ampliato la propria offerta con il banqueting e il catering per eventi aziendali. «Questo servizio ci permette di rendere l’inserimento lavorativo », spiega Martin. «All’interno della filiera della ristorazione inseriamo persone che faticano a entrare nei circuiti tradizionali del lavoro, in mansioni come aiuto cuoco, confezionamento, pulizie e servizio diretto nei catering, a seconda delle competenze».
C’è però uno strumento normativo che Germoglio ha saputo usare con intelligenza: l’articolo 14 del decreto legislativo 276/2003. «Tramite convenzione stipulata tra azienda, cooperativa sociale e Veneto Lavoro assumiamo persone appartenenti alle categorie protette che vengono conteggiate nella quota d’obbligo dell’azienda », spiega Martin. «L’azienda risulta così adempiente alla legge 68/1999, e la cooperativa persegue la propria mission di inclusione lavorativa. È un dispositivo che permette di far camminare insieme gli interessi delle imprese e quelli delle persone più vulnerabili». Il dato parla da solo: su 32 addetti di Senape, 10 appartengono a categorie protette — una quota ben superiore al minimo del 30% previsto dalla legge.
Dalla nascita all’autonomia
L’area dedicata alla fascia 0-18 si è evoluta profondamente negli ultimi anni. Oltre ai servizi educativi domiciliari, agli incontri protetti e ai doposcuola distribuiti in otto comuni della Saccisica, nel 2025 Germoglio ha ottenuto l’autorizzazione e l’accreditamento per Casa di Gio’, una comunità diurna per minori e adolescenti a Legnaro, con dieci posti. «È un passo importante», dice Martin. «Ci permette di dare una risposta strutturata a situazioni di fragilità che prima dovevamo affrontare senza una sede dedicata».
Sul fronte della primissima infanzia, la cooperativa ha attivato una serie di interventi nell’ambito della DGR Mille Giorni, un programma regionale di supporto alla genitorialità per famiglie con bambini tra zero e tre anni. «Lavoriamo con mamme e papà in un momento delicatissimo», spiega Martin. «I primi mille giorni di vita sono fondamentali per lo sviluppo del bambino, e il sostegno alle famiglie in quella fase fa la differenza per anni». Nel 2024 l’area 0-18 ha raggiunto complessivamente 123 beneficiari.
Il sostegno di Banca Etica: una banca che arriva dove le altre non ci sono
Germoglio è socia di Banca Etica, un rapporto che risale fin dall’apertura della banca. «Ma la collaborazione operativa si è intensificata più di recente, da quando la filiale di Padova», racconta il gestore Matteo Gianella, vice responsabile della filiale, «ha riavviato con la cooperativa un proficuo e più strutturato rapporto».
Dal punto di vista operativo, Banca Etica ha messo a disposizione di Germoglio un conto corrente su cui transita buona parte del fatturato, oltre ad una linea di anticipo fatture utilizzata saltuariamente, segno di una gestione finanziaria solida. Ma il supporto più importante è dato dalla concessione dei finanziamenti per finanziare le tredicesime e quattordicesime mensilità retributive dei dipendenti.
Quest’ultimo strumento merita una spiegazione. Il contratto collettivo nazionale delle cooperative ha introdotto di recente l’aggiunta della quattordicesima, una mensilità aggiuntiva che prima non esisteva. «Dal punto di vista finanziario si tratta di un costo aggiuntivo significativo per tutte le cooperative», dice Gianella. La Banca, mediante tali concessioni consente alla Cooperativa di diluire tale costo in dodici mensilità, anziché in un’unica soluzione, in modo da mitigare l’impatto sulla liquidità». È uno strumento che Banca Etica propone con regolarità alle cooperative clienti, particolarmente utile per gestire al meglio la liquidità delle controparti.
Ma perché investire su una realtà in un territorio senza sportello fisico di Banca Etica, a trenta minuti da Padova? «La mission di Germoglio è perfettamente in linea con quello che cerchiamo», risponde Gianella. «E poi c’è una ragione territoriale: la Saccisica è un territorio dove Banca Etica è poco presente. Portare i nostri valori e i nostri strumenti anche lì, a fianco di realtà come Germoglio, è esattamente il tipo di lavoro che vogliamo fare».
Nella Saccisica, in una sede che è insieme ufficio, cucina, laboratorio e aula, Germoglio continua a fare quello che fa da trentacinque anni: creare spazi in cui le persone possono lavorare, imparare, stare insieme. Un germoglio, appunto.
Foto di Luca Gallo